bambino metro furio camillo

MARCO È MORTO A 4 ANNI, AL BUIO, PRECIPITATO PER QUASI 20 METRI, DAVANTI AGLI OCCHI DELLA MAMMA, NEL VANO ASCENSORE DELLA FERMATA FURIO CAMILLO DELLA METROPOLITANA - ECCO LA DINAMICA DELL'INCIDENTE...

1. MARCO, MORTO A 4 ANNI NELL’ASCENSORE DEL METRÒ “TRAGICO ERRORE UMANO”

Mauro Favale e Emilio Orlando per “la Repubblica”

 

BAMBINO MORTO NELLA METRO FURIO CAMILLO BAMBINO MORTO NELLA METRO FURIO CAMILLO

Marco è morto a 4 anni, al buio, precipitato per quasi 20 metri nel vano ascensore della metropolitana di Roma davanti agli occhi della mamma. Ha lasciato la sua mano all’improvviso, ha fatto due passi verso la luce senza accorgersi che sotto ai suoi piedini c’era il vuoto, 40 centimetri di spazio tra la paura e la salvezza che gli sono costati la vita.

 

Una tragedia senza senso avvenuta in un pomeriggio di luglio alla fermata della linea A di Furio Camillo, zona Appio-Tuscolana, popoloso quartiere a due passi da San Giovanni. Quello che resta è una famiglia distrutta, Francesca Giudice, la madre che ha perso il figlio senza un perché, e Giovanni Grandefronte, il padre, libraio a Roma. Insieme a loro, a disperarsi, c’è anche un altro uomo, un addetto di Atac che, come ha sintetizzato l’assessore ai trasporti della capitale, Guido Improta, si è fatto prendere da «un eccesso di generosità che si è trasformato in tragedia».

 

BAMBINO MORTO NELLA METRO FURIO CAMILLO BAMBINO MORTO NELLA METRO FURIO CAMILLO

Perché Marco e Francesca, ieri pomeriggio poco prima delle 17, erano rimasti chiusi in quel maledetto ascensore, bloccati al buio e al caldo di una giornata bollente. L’avevano preso subito dopo essere passati ai tornelli per scendere ai binari, preferendolo alle scale mobili perché Francesca portava in giro Marco, 4 anni compiuti da poco più di un mese, con il passeggino.

 

Così si sono infilati lì dentro, senza sapere che l’ascensore si sarebbe bloccato quasi subito. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, a quel punto, con le luci spente, Francesca suona l’allarme. Una, due, tre volte. Nel frattempo slega Marco dal passeggino.

 

BAMBINO MORTO NELLA METRO FURIO CAMILLO BAMBINO MORTO NELLA METRO FURIO CAMILLO

La sentono dal gabbiotto all’ingresso della stazione e decidono di intervenire. Nonostante qualsiasi operazione di questo tipo non sia di competenza di Atac. Nonostante il regolamento introdotto lo scorso autunno, in caso di guasti, preveda l’intervento dei tecnici abilitati alla manutenzione entro 30 minuti dalla segnalazione.

 

Ecco «l’eccesso di generosità» di cui parla Improta, «l’errore umano». Perché Francesca e Marco, da quello che viene raccontato agli inquirenti, sono agitati, vanno nel panico. E l’addetto Atac decide che non è il caso di farli aspettare oltre. Adotta una «procedura non codificata» (sempre le parole dell’assessore): prende il secondo ascensore, quello di fianco, e si posiziona all’altezza di di quello bloccato. Tecnicamente prova un “trasbordo” tra i due: rimuove i pannelli laterali, prima uno poi l’altro.

 

BAMBINO MORTO NELLA METRO FURIO CAMILLO BAMBINO MORTO NELLA METRO FURIO CAMILLO

Quando Marco vede la luce dopo quei lunghissimi minuti di buio decide che non può più aspettare: lascia la mano della mamma e avanza. L’uomo, l’addetto di Atac, nemmeno lo vede, è buio. In basso, tra i due ascensori, c’è uno spazio di 40 centimetri. Stretto per un adulto. Più che sufficiente per un bimbo di 4 anni.

 

Succede tutto in un attimo. Marco precipita nella tromba dell’ascensore. Un volo di venti metri che lo schianta al suolo. A quel punto non si capisce più nulla: le urla, i pianti. L’uomo sviene, Francesca si sente male. Gli altri addetti alla fermata, presenti in forze in questi giorni di disagi (scioperi bianchi, rallentamenti, ritardi, oltre l’ordinario caos della metro di Roma), capiscono subito cosa è successo.

 

Racconta Sara, una studentessa romana, l’ultima ad aver lasciato la stazione ieri pomeriggio: «Ho visto una situazione agghiacciante: c’era un uomo con la divisa da controllore, era steso a terra, svenuto nel gabbiotto vicino all’ascensore. Poi dall’altoparlante qualcuno, in preda al panico, ha annunciato che dovevamo lasciare la metro».

 

FERMATA METRO FURIO CAMILLO FERMATA METRO FURIO CAMILLO

Sono le 17.15. Pochi minuti e arrivano tutti: prima i carabinieri, poi tre ambulanze, i vigili del fuoco. Un addetto del 118 racconta: «Siamo entrati e abbiamo recuperato il corpo. Abbiamo provato a rianimare il bambino. Non c’era già più niente da fare».

 

Arriva il sindaco Ignazio Marino, scende le scale della metro, si chiude in una stanza con la madre e con due psicologi del Campidoglio. Arriva l’assessore alla Legalità Alfonso Sabella, e anche un tecnico del ministero dei Trasporti. Verso le 19 arriva anche il padre, Giovanni, polo chiara, occhi bassi e rossi, casco in mano, scortato da due carabinieri. La procura di Roma ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. Il Campidoglio annuncia un lutto cittadino. Quando alle 20 Marino esce dalla stazione, una decina di persone lo fischiano: «Buffone, vai via». «È una tragedia — dice una donna — siamo abbandonati a noi stessi».

 

2. “URLA E PIANTI,UNA SCENA AGGHIACCIANTE.E QUELL’UOMO IN DIVISA SVENUTO...”

Cecilia Gentile per “la Repubblica - Roma”

 

METROPOLITANA METROPOLITANA

«Ho sentito urla e pianti, una situazione agghiacciante». Sara, studentessa di 18 anni, ha ancora negli occhi il terrore. Ancora sente freddo nelle ossa quando racconta una scena che non avrebbe mai voluto vedere. Uscita dalla metropolitana, alla fermata Furio Camillo, si è trovata direttamente immessa nel dolore, nella disperazione più nera.

 

«Sono stata l’ultima ad uscire dalla stazione - racconta - ho visto un uomo con la divisa tipo da controllore che era steso a terra svenuto nel gabbiotto vicino all’ascensore. Ho chiesto ad un poliziotto e mi ha risposto che c’era stato un incidente proprio con l’ascensore ».

 

Quell’uomo svenuto era l’addetto di stazione che si era dato da fare per sbloccare l’ascensore, l’uomo che per tutta la vita porterà questo rimorso e questo dolore. Continua ancora Sara: «Dall’altoparlante qualcuno, con un tono di voce da persona in preda al panico, ha annunciato che dovevamo lasciare la metro. Ho letto solo dopo che era rimasto ucciso un bambino».

atac b atac b

 

«Sono vicina al dolore dei due genitori per la morte assurda del loro piccolo. Un incidente tragico davanti al quale ora dobbiamo tutti rimanere in silenzio rispettoso, vicini alla famiglia. Verrà il tempo di chiarire dinamiche e fatti. Ora solo un dolore grandissimo e un profondo rispetto per quella mamma e quel papà. Oggi per la nostra città è un giorno di lutto», dichiara Valeria Baglio, presidente dell’Assem- blea capitolina.

 

«Tragedie del genere non devono e non possono capitare - dice Vincenzo Spadafora, autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza - In questo momento di grande dolore voglio esprimere il mio cordoglio e tutta la mia vicinanza e affetto alla famiglia del piccolo che ha perso la vita oggi a Roma». Ancora Spatafora: «Spero vivamente che si possano accertare quanto prima le responsabilità e si faccia luce su quanto accaduto».

 

atac atac

«È con grande dolore che apprendiamo della tragedia che ha coinvolto un bambino di quattro anni - interviene anche il presidente del VII municipio Susi Fantino - Alla famiglia del piccolo esprimiamo la nostra piena solidarietà e totale vicinanza, auspicando che al più presto venga fatta luce sull’accaduto».

 

«La morte del bambino di 4 anni, che oggi pomeriggio ha perso la vita precipitando nella tromba dell’ascensore alla stazione Furio Camillo è una tragedia che ci lascia sgomenti. Esprimiamo solidarietà ai familiari e chiediamo che venga fatta immediata chiarezza su quanto accaduto», dice Lavinia Mennuni, consigliere capitolino di Fdi-An.

 

3. “POTEVANO INTERVENIRE SOLTANTO GLI ADDETTI ALLA MANUTENZIONE”

Da “la Repubblica”

 

Giovanni Mantovani è l’ingegnere che sotto la giunta Rutelli ha coordinato il prolungamento della linea A della metropolitana da via Ottaviano, zona Vaticano, a Mattia Battistini, periferia ovest della capitale.

atacatac

 

Ingegnere quali sono gli elementi che garantiscono la sicurezza di un ascensore della metropolitana?

«Deve essere impossibile la caduta, devono essere garantiti dagli incendi, non devono aprirsi le porte fuori piano. In particolare per le metropolitane gli ascensori non si possono montare se non sono in coppia ».

 

La procedura d’emergenza effettuata dall’addetto di stazione di Furio Camillo era corretta?

«Quando un ascensore si blocca la procedura prevista è esattamente questa: i due ascensori vengono accostati per il trasbordo delle persone. Ma ad effettuare l’operazione deve essere una persona abilitata, della ditta di manutenzione»

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

tommaso calderone vannacci schifani tajani

DAGOREPORT - COME MAI IL FORZISTA TOMMASO CALDERONE TRASLOCA DA VANNACCI E DIVENTA IL NONO DEPUTATO DI FUTURO NAZIONALE? - AVVOCATO SICILIANO CAMPIONE DI PREFERENZE (NE HA RACCOLTE 11.200  NELL'ISOLA ALLE POLITICHE DEL 2022) E' ENTRATO IN CONFLITTO SIA CON IL GOVERNATORE RENATO SCHIFANI, SIA CON ANTONIO TAJANI, CHE NON GLI AVREBBERO GARANTITO IL POSTO DA CAPOLISTA ALLE PROSSIME ELEZIONI - SI TRATTA DEL TERZO SCIPPO DELL’EX GENERALE AI DANNI DI FORZA ITALIA DOPO GLI “ACQUISTI” DI ATTILIO PIERRO E DAVIDE BERGAMINI (ENTRAMBI PASSATI PURE DALLA LEGA) - PROTAGONISTA DI MOLTE BATTAGLIE CONTRO I MAGISTRATI, CALDERONE E’ VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA (UN SALTO DI QUALITA' PER VANNACCI E LA SUA “SPORCA DOZZINA”)

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...