laura bovoli e tiziano renzi

COME IN OGNI POLIZIOTTESCO CHE SI RISPETTI, ANCHE NELLA STORIA DELLE FALSE FATTURE CHE I GENITORI DI RENZI AVREBBERO EMESSO NON POTEVANO MANCARE IL MARSIGLIESE E IL CALABRESE - IL RUOLO DELLA “TRAMOR SRL”, LE SOCIETÀ DI COMODO A PANAMA, LE PRESSIONI PER SALDARE LE FATTURA - LA STORIA

Giacomo Amadori per “la Verità”

 

MATTEO RENZI TIZIANO

Come in ogni poliziottesco che si rispetti, anche nella storia delle false fatture che i genitori di Renzi avrebbero emesso non potevano mancare il marsigliese e il calabrese. Il primo è Remi Leonforte, 49 anni, amministratore della Tramor srl, misteriosa  società passata da una compagine societaria cipriota alla multinazionale del lusso Kering, e oggi al centro di un' inchiesta per reati fiscali.

 

Per gli inquirenti la Tramor è una delle scatole utilizzate da un gruppo di imprenditori per realizzare frodi all'erario, a partire dal pagamento e dall'emissione di fatture per operazioni inesistenti. Leonforte, indagato per reati fiscali, è stato interrogato il giorno dei morti, il 2 novembre del 2017, e con le sue dichiarazioni ha fatto scattare l'accusa di truffa per l'immobiliarista barlettano Luigi Dagostino, ex socio dei Renzi e sino al 17 giugno 2015 amministratore della Tramor.

 

Dagostino avrebbe saldato direttamente una fattura da 24.400 euro e successivamente sollecitato il pagamento di un'altra da 170.800 euro ai genitori dell'ex premier, causando un danno patrimoniale alla società e garantendo un ingiusto profitto ai coniugi.

tiziano renzi e laura bovoli

Leonforte prende la guida della Tramor il 18 giugno 2015 e dopo pochi giorni riceve pressioni per far pagare la fattura più sostanziosa alla Eventi 6 della famiglia Renzi.

 

Per gli inquirenti il 6 luglio 2015 Dagostino avrebbe indotto in errore il manager del gruppo Kering Carmine Rotondaro e di conseguenza Leonforte, inviando una mail allo stesso Rotondaro: «Ti pregherei di mettere in pagamento urgentemente per i motivi che ti ho spiegato. Un abbraccio Luigi». Dopo il pagamento Leonforte «verificava che la fattura non era supportata da adeguata documentazione () e provvedeva a inserirla nella richiesta di provvedimento operoso» presentata all' Agenzia delle entrate il 29 dicembre scorso, «nella quale veniva annullata».

 

tiziano renzi e laura bovoli

L' altro personaggio chiave della vicenda è proprio il cosentino Rotondaro, avvocato con residenza monegasca e società di comodo a Panama: all'epoca gestiva il patrimonio immobiliare del gruppo ed era legato a Dagostino da numerosi rapporti di affari. Nel 2016 è finito sotto inchiesta a Milano per diversi reati: dall' omessa dichiarazione dei redditi all' appropriazione indebita, dal riciclaggio, al trasferimento fraudolento di valori, all' insider trading. Un anno e mezzo fa è stato licenziato dalla Kering e attualmente è indagato anche a Firenze: la Procura toscana gli contesta l' appropriazione indebita per il trasferimento di 1,4 milioni di euro su un suo conto svizzero.

 

Leonforte, a novembre, davanti alla pm Christine von Borries, ha raccontato i segreti della Tramor e delle sue sorelle. Per esempio ha ricordato che le società italiane cedute da Dagostino e soci alla Kering «erano controllate da società cipriote e lussemburghesi» e ha specificato che non conosceva le società in questione né i loro azionisti e amministratori, ma che «l'operazione di acquisizione è stata seguita direttamente dal dottor Carmine Rotondaro».

 

Nel verbale i magistrati gli chiedono conto delle fatture firmate dalle due società riconducibili ai Renzi. Leonforte ribatte che non conosceva le loro ditte e che, sino alla contestazione dei pm, non aveva presente le due fatture incriminate, compresa quella della Eventi 6, «anche se è stata emessa dopo che io ero diventato amministratore della Tramor ed è stata inserita nella dichiarazione da me presentata».

LAURA BOVOLI E TIZIANO RENZI

 

E per avvalorare la sua tesi Leonforte estrae un asso dalla manica, cioè una mail che Rotondaro aveva spedito il 10 luglio 2015 direttamente al tesoriere del gruppo Kering Marco Vettori, in cui chiedeva «di pagare con estrema urgenza la fattura allegata». Eppure Leonforte ammette che qualcosa non torna: «Non ho trovato nella documentazione contabile della Tramor né il contratto di affidamento dell' incarico alla Eventi 6, né lo studio di fattibilità menzionato nella fattura».

 

Un sospetto che i magistrati avevano già maturato dopo aver ascoltato, il 5 ottobre, le spontanee dichiarazioni di Tiziano Renzi e aver verificato l' assenza di materiale extracontabile su quei progetti nella sede della Eventi 6. Per questo. Il 19 ottobre, avevano iscritto sul registro degli indagati Tiziano Renzi e Laura Bovoli con l' accusa di emissione di fatture false.

 

TIZIANO RENZI ALLA FESTA DELL UNITA DI RIGNANO

Il 2 novembre Leonforte dà agli inquirenti la conferma di aver imboccato la pista giusta, spiegando che nella richiesta di ravvedimento operoso che sta per presentare inserirà diverse fatture sospette (per un importo complessivo di 5,7 milioni di euro) presenti nei bilanci della Tramor, che «a seguito della perquisizione della Guardia di finanza non ha ritenuto supportate da adeguata documentazione e quindi non veritiere» e che chiederà di farle annullare. Tra queste anche quelle dei Renzi e una fattura da 1,562 milioni di euro emessa dalla Kering Holland.

 

Leonforte descrive come deus ex machina del sistema Rotondaro che però non aveva cariche nelle aziende perché «monegasco»: «Io non avevo ben presente lo scopo che si prefiggeva Rotondaro (), sono diventato amministratore su sua richiesta». E nei libri contabili della Tramor figurano oltre alle fatture dei Renzi, quelle della Nikila Invest di Dagostino, della Uno Invest amministrata dalla sua ex moglie, ma anche quelle della Coam di Andrea Bacci, la società che ha ristrutturato la villa di Matteo Renzi e che oggi è fallita. «I lavori della Coam sono riferiti a opere effettuate nel comune di Reggello» ha precisato Leonforte.

TIZIANO RENZI ALLA FESTA DELL UNITA DI RIGNANO -3

 

Il quale alla domanda se sia andato a controllare tali manufatti ha risposto: «No, visto che questo controllo è stato effettuato da M. G. del team di Rotondaro». Considerate le scarse verifiche sulle fatture del 2015 (comprese quelle dei Renzi), i magistrati chiedono a Leonforte se abbia analizzato meglio le fatture inserite nella dichiarazione dei redditi dell' anno successivo e il francese nega: «Rispondo che mi fidavo di Rotondaro, il quale prendeva le decisioni più importanti della Tramor, per esempio in ordine agli appalti e a chi doveva tenere la contabilità». In sostanza se il marsigliese ha sbagliato, sarebbe colpa del calabrese. E il film continua.

TIZIANO RENZI ALLA FESTA DELL UNITA DI RIGNANO -4

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