LE STRANE AVVENTURE IMMOBILIARI DI TAVECCHIO - PERCHÉ IL PRESIDENTE FIGC HA ACQUISTATO, NEL 2012, PER OLTRE 1,3 MILIONI DI EURO UN APPARTAMENTO A ROMA, CHE SOLO DUE SETTIMANE PRIMA, ERA IN VENDITA A 970 MILA EURO?

Tommaso Rodano e Carlo Tecce per il “Fatto quotidiano”

 

Carlo Tavecchio e gli immobili: ci risiamo. Il presidente della Figc, nonostante gli studi da ragioniere, sembra avere un problema ogni volta che deve fare i conti. E in particolare, ogni volta che prova a occuparsi dell’acquisto di un edificio.

tavecchio con la coppola di pelletavecchio con la coppola di pelle

 

Una settimana fa l’Espresso ha raccontato uno strano affare del 2008, quando Tavecchio acquistò un mega appartamento nel centro di Roma per la Lega Nazionale Dilettanti di cui era presidente: un immobile di 46 vani in piazzale Flaminio, di fronte a Piazza del Popolo. Lo pagò quasi 20 milioni di euro.

 

Piccolo particolare: appena tre settimane prima, lo stesso stabile era stato acquistato dai venditori (l’immobiliare Vispa07) per poco più della metà: 11 milioni. Non è l’unica operazione spericolata del neo presidente della Figc.

 

Ce n’è un’altra più recente e almeno altrettanto bizzarra, nonostante l’entità economica sia più contenuta. Il 20 aprile 2012 Carlo Tavecchio ha firmato il contratto di acquisto di un appartamento di circa 170 metri quadri in via Cassiodoro 14, zona Prati, elegante quartiere residenziale e di uffici nel centro di Roma.

 

tavecchiotavecchio

Lo ha fatto, anche stavolta, in veste di presidente della Lega Nazionale Dilettanti: oggi la palazzina ospita la sede della Commissione impianti in Erba Artificiale. Costo dell’operazione: 1 milione e 100 mila euro più Iva (una cifra che nel complesso si attesta attorno a 1.320.000 euro). Importo coperto con un assegno circolare da 100 mila euro, altri due assegni circolari da 300 mila euro ciascuno e un mutuo da 400 mila euro concesso dal Banco popolare società cooperativa di Verona.

 

Dov’è l’anomalia? Due settimane prima che Tavecchio concludesse l’operazione, lo stesso appartamento di via Cassiodoro 14 risultava in vendita a una cifra nettamente inferiore. Sul sito dello studio immobiliare Bonfiglio, il 4 aprile – 16 giorni prima della firma del contratto di vendita – il prezzo era fissato a 970 mila euro.

 

TAVECCHIOTAVECCHIO

Circa 350 mila euro in meno (inclusa l’Iva) di quanto l’ha pagato il ragioniere, che dunque si sarebbe accollato un sovrapprezzo superiore al 25% per cento. Perché – anche in questo acquisto, dopo quello della sede di piazzale Flaminio – Carlo Tavecchio avrebbe speso una cifra superiore a quella che avrebbe potuto e dovuto ragionevolmente spendere (peraltro non con i suoi soldi, ma con quelli dei Dilettanti)?

 

Abbiamo provato a chiederlo a Simone Bonfiglio, socio unico dell’agenzia immobiliare che aveva pubblicizzato la vendita dell’immobile di via Cassiodoro. Bonfiglio ricorda di aver avuto l’incarico di trovare un acquirente all’appartamento di Prati, ma sostiene che la sua agenzia, alla fine, non abbia partecipato alla conclusione dell’affare: “La trattativa è avvenuta direttamente tra i due privati. Non c’era la nostra intermediazione : il nostro incarico era scaduto. Non ho avuto a che fare con Carlo Tavecchio”.

 

lotito tavecchio lotito tavecchio

Curioso il fatto che l’incarico sia scaduto proprio pochi giorni prima che l’immobile venisse piazzato. E ancora più bizzarro che il prezzo di un appartamento che non si riusciva a vendere – al punto da far scadere il rapporto con l’agenzia immobiliare – in quelle due settimane sia addirittura aumentato.

 

La Figc fa sapere che Tavecchio, ai tempi, fece effettuare una regolare perizia sull’immobile prima dell’acquisto, avvenuto comunque a prezzo di mercato. Un prezzo di mercato superiore a quello fissato dai venditori. La casa di via Cassiodoro 14 è stata ceduta a Tavecchio dalla Edil Mbg srl, società in liquidazione dal 2009 (con sede ancora a Prati). Uno dei due soci della Edil Mbg si chiama Paolo Costa, oggi amministratore unico della srl.

 

tavecchiotavecchio

Costa è stato un dirigente sportivo italiano, vicedirettore generale dell’Istituto per il Credito Sportivo dal 2002 al 2006. L’Istituto è la banca pubblica dello sport italiano, partecipata all’80 per cento dal ministero dell’Economia, al 6 per cento dal Coni e in percentuali inferiori da numerose banche private; ed è necessario per l’accesso al credito delle società che vogliono rifare i campi (anche in erba sintetica) o lo stadio. Tavecchio, che proprio in quegli anni ha consolidato il suo regno in Lega Dilettanti, doveva conoscere Paolo Costa molto bene.

 

Al punto pensare di affidarsi nel 2006, quando lo ha nominato presidente della Commissione per i campi sportivi della Lega Nazionale Dilettanti. Un organo che si sarebbe dovuto occupare di reperire risorse europee (e dello stesso Istituto per il Credito Sportivo) per finanziare il passaggio delle società della Lnd ai campi in sintetico.

 

In realtà la commissione non si è riunita praticamente mai, ma questo non ha impedito a Costa e Tavecchio di fare affari insieme qualche anno più tardi (guarda caso, proprio nella compravendita di quello che è diventato l’ufficio della Commissione impianti in Erba Artificiale).

 

CARLO TAVECCHIO CARLO TAVECCHIO

Il successo del business del sintetico è il vero fiore all’occhiello dei ruggenti anni di Tavecchio in Lnd. Un successo costruito “in famiglia”. La commissione per gli impianti sportivi in erba artificiale è stata affidata ed è tuttora presieduta dall’ingegnere Antonio Armeni. La “certificazione e omologazione” degli stessi campi, invece, è stata assegnata alla Labosport srl, società partecipata dal figlio Roberto Armeni.

Ultimi Dagoreport

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?