nadia orlando francesco mezzega 1

DELITTO SENZA CASTIGO - STRANGOLÒ LA FIDANZATA: DOPO MENO DI DUE MESI FINISCE AI DOMICILIARI - PER L'OMICIDA SOLO IL BRACCIALETTO ELETTRONICO – LA RABBIA DEI GENITORI DI LEI: "UN PUGNO ALLO STOMACO, SI TRATTA DI UN BENEFICIO DEL TUTTO INGIUSTIFICATO”

Davide Zamberlan per il Giornale

NADIA ORLANDO FRANCESCO MEZZEGA 1

 

Uccise la fidanzata la sera del 31 luglio scorso, nei pressi di Lignano Sabbiadoro, strangolandola.

 

Guidò per alcune ore con il cadavere al suo fianco. Si consegnò infine alla polizia stradale di Palmanova, reo confesso. Difficile poter anche solo immaginare l'abisso nel quale finì la mente di Francesco Mazzega in quelle ore omicide.

 

Lei si chiamava Nadia Orlando, aveva 21 anni. Entrambi friulani, lavoravano nella stessa azienda. Lui da ieri è agli arresti domiciliari, integrati con l'applicazione del braccialetto elettronico. Dopo meno di due mesi da quando commise l'omicidio, dopo 47 giorni trascorsi in carcere. Perché Mazzega non ci finì subito ma passò un periodo iniziale in ospedale, ricoverato per prevenire atti di autolesionismo. Dimesso, fu quindi incarcerato il 10 agosto. Prima a Udine, da cui fu trasferito dopo la protesta dei detenuti del carcere alla notizia del provvedimento dei domiciliari. Poi a Palmanova da dove è appunto uscito ieri. In realtà gli arresti domiciliari furono disposti dal Tribunale del Riesame di Trieste già a fine agosto, dopo circa un mese dall'omicidio, ma l'applicazione ha dovuto attendere la disponibilità di un braccialetto elettronico, che tardava.

NADIA ORLANDO FRANCESCO MEZZEGA

 

Quando la famiglia di Nadia Orlando è venuta a conoscenza della decisione del Tribunale del Riesame ha commentato che è stato come ricevere «un pugno allo stomaco», un «beneficio del tutto ingiustificato». Una reazione comprensibile di rabbia e incredulità, che non poteva umanamente tener conto delle motivazioni giuridiche alla base della decisione dei giudici di Trieste.

 

È stato lo stesso procuratore di Udine, Antonio De Nicolo, a spiegare come l'ordinanza del Tribunale del Riesame «mette in evidenza che il fatto è gravissimo e ravvisa il pericolo che (Mazzega) possa ripetere fatti del genere. I giudici però scrivono anche che il rischio è sufficientemente salvaguardato dagli arresti domiciliari integrati dal braccialetto elettronico». Un braccialetto per impedire la reiterazione del reato. Non ci crede molto nemmeno la stessa procura che ha fatto ricorso in Cassazione contro la decisione dei domiciliari.

 

NADIA ORLANDO

Dalle settimane successive alla decisione del Riesame si sono intanto moltiplicati gli appelli contrari, con la proliferazione di gruppi social che chiedono una pena più severa per l'omicida reo confesso. Gli stessi cittadini di Vidulis di Dignano, paese natale di Nadia Orlando, sempre in provincia di Udine, hanno lanciato una petizione popolare in opposizione alla decisione del tribunale, per chiedere che l'assassino non esca dal carcere dopo soli due mesi dal crimine.

 

Senza ovviamente giungere al loro obiettivo. L'avvocato della famiglia Orlandi ha fatto sapere che i genitori «ringraziano tutti per la vicinanza al loro immenso e indescrivibile dolore e perché, con queste azioni, contribuiscono a tenere alta l'attenzione su una tragedia ancora inspiegabile. Mazzega, infatti, non ha dimostrato concreti segnali di pentimento e anche la sua dichiarata volontà di collaborare per ora è rimasta solo sulla carta». L'omicida ora dovrà trascorrere gli arresti a Muzzana del Turgnano, un paesino in provincia di Udine. Nella casa dei genitori.

NADIA ORLANDO 1NADIA ORLANDO 4

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…