emmanuelle debever gerard depardieu

LA FINE DI UN MOSTRO SACRO - IL SUICIDIO DI EMMANUELLE DEBEVER, UNA DELLE PRIME ATTRICI A DENUNCIARE PER MOLESTIE GERARD DEPARDIEU, È SOLO L’ULTIMO TASSELLO DELLA PARABOLA DISCENDENTE DELL’ATTORE FRANCESE: DAGLI AMICI DITTATORI, DA PUTIN A KADYROV, AGLI ECCESSI DI SALUTE FINO AI CHILI DI TROPPO CHE LO COSTRINGONO SULLA SEDIA A ROTELLE - ORA DEPARDIEU HA MOLLATO LA FRANCIA PER FUGGIRE IN BELGIO: E' STATO CAPACE DI COMMENTI A SFONDO SESSUALI PURE SU UNA BIMBA DI 10 ANNI... - VIDEO

 

1 - ACCUSO’ DEPARDIEU DI STUPRO, EMMANUELLE DEBEVER SI SUICIDA NELLA SENNA

Estratto dell’articolo di Danilo Ceccarelli per “La Stampa”

 

gerard depardieu

Emmanuelle Debever si è tolta la vita il 7 dicembre a 60 anni gettandosi nella Senna, proprio nel giorno in cui France 2 ha trasmesso l'inchiesta dedicata alle tante accuse di molestie e aggressioni sessuali mosse contro Gérard Depardieu in questi ultimi tempi. Le stesse che anche lei aveva lanciato nel 2019, diventando la primadonna a puntare pubblicamente il dito contro la star del cinema francese, finita al centro di un # metoo che continua a crescere.

 

Con lui, l'attrice aveva condiviso il set del film in costume Danton nel 1983, quando era ancora all’inizio della sua carriera. Un’esperienza che non ha lasciato un bel ricordo in Debever, come raccontato da lei stessa con un post su Facebook 4 anni fa: «Il mostro sacro si è permesso molte cose durante le riprese... Approfittando dell'intimità di una carrozza. Facendo scivolare la sua grossa zampa sotto le mie sottovesti, dicendo di farlo per farmi sentire meglio. Io non l'ho lasciato fare»

emmanuelle debever 5

 

Un j'accuse pubblico arrivato un anno dopo quello della collega Charlotte Arnaud, dopo la quale è stata aperta un'inchiesta ancora in corso (lei però ha rivelato la sua identità solamente nel 2021). Al momento restano sconosciute le ragioni che hanno portato al suicidio l'attrice, annunciato su X dall'Istituto nazionale dell'audiovisivo (Ina) solamente alcuni giorni dopo. La giornalista di Libération Camille Nevers ha rivelato su Instagram che Debever si sarebbe buttata nel fiume parigino, ricordando che «quasi nessuno» ha mai prestato attenzione alla sua denuncia: «Le coincidenze esistono, sì, per ricordarci che certe volte le sfortune, gli orrori, non avvengono per caso».

GERARD DEPARDIEU E EMMANUELLE DEBEVER

 

L'allusione è al clamore mediatico di questi ultimi giorni, amplificato da una puntata della trasmissione di inchiesta Complément d'enquête, che proprio nel giorno della morte di Deberver ha mandato in onda alcune scene inedite di un documentario girato durante una visita effettuata nel 2018 da Depardieu in Corea del Nord. [...] sono una quindicina le donne che accusano l'attore, che intanto si è rifugiato nella regione belga di Tournai secondo quanto riferito da Sud info. Il mondo del cinema, però, sta cominciando a prendere le distanze. [...]

 

2 - OSCENITÀ, ECCESSI E AMICI DITTATORI LA PARABOLA DI UN EX GIGANTE

Estratto dell’articolo di Stefano Montefiori per il “Corriere della Sera”

 

inchiesta di le monde su gerard depardieu

È un Depardieu a fine corsa quello che, per la seconda volta in dieci anni, lascia la Francia per andare a vivere in Belgio. Nel 2013 se n’era andato sbattendo la porta e protestando contro le troppe tasse di François Hollande: qualcuno a sinistra aveva criticato la mancanza di senso civico, ma tanti francesi avevano applaudito l’arroganza e l’istinto di ribellione di quel gigante — Obelix al cinema e non solo — capace di mandare al diavolo un presidente, il cardiologo, le buone maniere, e di andare a trasferirsi oltre frontiera, a Néchin, con una festa leggendaria per salutare i nuovi compaesani. Stavolta quella di Depardieu assomiglia di più a una fuga, nella vergogna.

 

GERARD DEPARDIEU

Il sindaco belga di allora, Daniel Senesael, lo aveva accolto con tutti gli onori. Quello di oggi a Tournai, Paul-Olivier Delannois, dice che «per quanto mi riguarda, è un cittadino come gli altri, né più né meno». Niente feste, niente foto di gruppo.

In questi dieci anni Depardieu ha fatto il giro dei dittatori — dall’amico Putin al bielorusso Lukashenko al ceceno Kadyrov —, ha preso altri chili — «Sono arrivato a 124»!, si vanta nei video girati in Corea del Nord —, e dopo qualche passo è costretto a spostarsi in sedia a rotelle.

 

GERARD DEPARDIEU CON IL PASSAPORTO RUSSO

A 74 anni sembra avere deciso di accelerare, più che contrastare, il cammino verso la fine, un processo di autodistruzione volontaria che si aggiunge al cancro, al trapianto di fegato, ai cinque bypass. Il Depardieu che in questi anni ha continuato a girare film lo ha fatto proclamando che «il cinema è una merda», e rifiutandosi di imparare le battute: il «monumento del cinema mondiale», secondo la formula quasi automatica che lo accompagnava, approfitta dei capelli lunghi per nascondere l’auricolare grazie al quale gli vengono suggerite le poche parole da bofonchiare davanti alla cinepresa [...]

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