ITALIA MARCIA - IL CONSORZIO VENEZIA NUOVA, CONCESSIONARIO DEL MOSE, LIQUIDA CON 7 MILIONI DI EURO (SOLDI DEI CITTADINI) IL SUO DG GIOVANNI MAZZACURATI, ARRESTATO MESI FA CON ACCUSE PESANTISSIME

Gian Antonio Stella per il "Corriere della Sera"

Duecentotrentatremila euro per ogni anno di lavoro: pari allo stipendio annuale del presidente della Repubblica. Grida vendetta la liquidazione mostruosa data dal Consorzio Venezia Nuova, il concessionario unico del Mose, a quello che è stato per trent'anni il suo direttore generale e poi anche il suo presidente.

Grida vendetta per due motivi. Primo, perché il Consorzio non è un'associazione di imprenditori privati impegnati a conquistare giorno dopo giorno lavori e commesse sui campi di battaglia della libera concorrenza dove puoi vincere e perdere: è un cartello benedetto tre decenni fa da una concessione in regime di monopolio per costruire coi soldi dello Stato, cioè dei cittadini, il sospiratissimo e contestatissimo Mose, il sistema di paratie contro l'acqua alta la cui inaugurazione è attesa, come quella di certe dighe siciliane o quella della Salerno-Reggio, da anni e anni.

Basti ricordare che oltre un quarto di secolo fa, nel 1988, l'allora potentissimo Gianni De Michelis garantiva: «La scadenza? Resta quella del 1995. Certo, potrebbe esserci un piccolo slittamento...». Sono passati, da quella scadenza, quasi venti anni...

Ma il secondo motivo di sconcerto per la spettacolare liquidazione è ancora più importante. Quei 7 milioni di euro formalmente privati ma di fatto usciti dalle tasche degli italiani, i quali hanno scucito finora per le paratie 5,5 miliardi di euro (la metà di quanto costò il tunnel sotto la Manica!), vanno a un signore arrestato mesi fa con accuse pesanti.

«A titolo esemplificativo», scrissero le Fiamme Gialle nel loro rapporto, «il compenso di un milione di euro riconosciuto nel 2009 allo stesso Mazzacurati a titolo di "una tantum", nonché i periodici rimborsi spese privi di giustificazione contabile, per non parlare delle spese del tutto personali sostenute dal presidente e addebitate al Cvn (Consorzio Venezia Nuova)».

Il Consorzio, raccontò sul Corriere del Veneto Alberto Zorzi, pagava «addirittura l'assicurazione sulla casa veneziana di Mazzacurati, di proprietà della moglie». Per non dire della «Ing. Mazzacurati Giovanni Sas, l'azienda di famiglia, dove lavorano le tre figlie Cristina, Elena e Giovannella».

Sul Gazzettino , val la pena di rileggere un articolo di Gianluca Amadori che, dopo avere ricordato come nel solo 2008 il Consorzio avesse speso «6 milioni e mezzo per consulenze e prestazioni professionali» la cui utilità, secondo la Finanza, appariva «a dir poco dubbia», scriveva di prebende varie distribuite negli immediati dintorni dell'allora potentissimo amministratore.

Nell'elenco inserito nell'informativa conclusiva della Finanza figurano anche parenti e affini, «secondo una gestione quasi "familiare" dell'impresa ad opera dei Mazzacurati». Attraverso la società «Ing. Mazzacurati sas» il presidente del «Venezia Nuova» avrebbe infatti convogliato «benefici economici ottenuti direttamente o indirettamente dal Consorzio anche alle figlie Cristina, Elena e Giovannella», scrivono le Fiamme Gialle.

Vi sono poi i nomi della moglie di Mazzacurati, Rosangela Taddei, anche socia della Eve srl e proprietaria di una casa in California locata dal Consorzio; Marina Elettra Snow, figlia della signora Taddei (Eve srl); Pietro Nascimbeni, marito della signora Snow; i figli di Giovanni, il regista Carlo Mazzacurati (Argonauti sas) e Giuseppe Mazzacurati; Konstantin Skachinskiy, ex marito di Cristina Mazzacurati.

L'elenco prosegue con figli e parenti di dipendenti Cvn (o società collegate) o di pubblici ufficiali e consulenti assunti in società collegate al Consorzio: Flavia, figlia dell'allora presidente del Magistrato alle acque, Patrizio Cuccioletta, Cristina, figlia del consulente Cvn Francesco Giordano, Agostino, fratello del rappresentante legale Cvn, Valentina Croff, Francesco e Matilde Cazzagon (Sting srl), rispettivamente marito e figlia del dirigente responsabile Programmazione e controllo Cvn, Nicoletta Doni; Daniele Rinaldo, marito del dirigente responsabile del Servizio progettazione opere alle bocche di porto del Cvn, Maria Brotto; Alessandro, figlio del dipendente Cvn Sergio Nave; Luca Marziale, Roman e Karen Stocker, rispettivamente genero e figli dell'ingegnere del Consorzio Johann Stocker. «Senza entrare nel merito delle attività eseguite, suscitano non poche perplessità i vincoli familiari che legano i soggetti, tutti collegati direttamente o indirettamente a Cvn», scrive la Finanza. Per non dire di altre consulenze di sbalorditiva e immotivata generosità ripartite fra altri amici e amici degli amici.

Come andrà il processo si vedrà. Auguri a tutti, per primo all'ingegnere già colpito recentemente dalla morte, che ha addolorato tutti, del figlio Carlo. Sia chiaro: fino alla Cassazione è innocente.

Ma il nodo è: non era il caso che il Consorzio, nel caso fosse davvero del tutto ignaro delle elargizioni citate, guadagnasse tempo in attesa di sapere dai giudici come sono andate le cose in tutti questi anni di ritardi, appalti costosissimi e gestioni contestate? Quei sette milioni dati all'ex presidente, dice l'Istat, sono pari al reddito di 312 anni di un altoatesino e a quello di 570 anni di un campano. Andateglielo a spiegare, ai cittadini, che anche in attesa del processo si trattava di un «atto dovuto»...

 

 

mazzacurati giovannigiovanni mazzacurati CANTIERE DEL MOSE venezia progetto mose cantieri x foto aerea mose venezia VENEZIA CANTIERI DEL MOSE

Ultimi Dagoreport

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH! – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA "SOPIRE, TRONCARE" LA FAIDA SULLA BIENNALE MA IL CORO DELLE PENNE DI SINISTRA IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI" ORA COSTRINGE GIORGIA MELONI A PRENDERE POSIZIONE SULLA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO DEL SUO AMICO PIETRANGELO. E, IN MEZZO A 'STA CACIARA, TOVARISH SALVINI GODE – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO PUBBLICO' NEL 2003 UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", EDITO DA "ARISTOCRAZIA ARIANA" DI FRANCO FREDA, CAMERATA DI "ORDINE NUOVO"…

peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....

giorgia meloni peter thiel

FLASH – COME MAI FRATELLI D’ITALIA, DI FRONTE ALLA CALATA DI PETER THIEL SU ROMA, HA SCELTO IL SILENZIO ASSOLUTO? NESSUN ESPONENTE DI PESO DEL PARTITO È ANDATO A PALAZZO TAVERNA A VIOLENTARE LE SUE ORECCHIE CON GLI SPROLOQUI SULL’ANTICRISTO DEL FONDATORE DI PALANTIR: C’ENTRA IL VATICANO, CERTO, MA ANCHE IL REFERENDUM. A CINQUE GIORNI DAL VOTO, MEGLIO EVITARE UN NUOVO ELEMENTO DI POLEMICA ESOGENA. E POI C’È LA QUESTIONE LEGA, LA VERA OSSESSIONE DELLA MELONI: NON ESSENDO PRESENTE NESSUNO DEL CARROCCIO ALLE CONFERENZE DI THIEL, LA SORA GIORGIA ERA TRANQUILLA (LA MELONI NON VUOLE  SCOPRIRSI A DESTRA, LASCIANDO IL MONDO ULTRA-CATTOLICO A SALVINI)

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...