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TIÈ! MALEDETTO VENERDÌ 17 - IL LEGAME TRA QUESTA DATA E LA IELLA HA LE SUE RADICI NELLE TRADIZIONI GRECA E LATINA, OLTRE CHE CATTOLICA - AL CONTRARIO, SECONDO LA CABALA È UN GIORNO PROPIZIO MENTRE ANGLOSASSONI E SUDAMERICANI TEMONO IL 13 - PIERO ANGELA ORGANIZZA PROPRIO DI VENERDÌ 17 UNA SPECIALE GIORNATA ANTI SUPERSTIZIONE

Andrea Ghiloni per la Verità

 

TOTO'TOTO'

Non è vero... ma ci credo recita il titolo di una vecchia commedia di Peppino De Filippo. Risale al 1942 ma è ancora attualissima. Siamo sinceri: oggi pochi resteranno imperturbabili guardando il calendario.

 

A voler fare i colti, si può chiamare eptacaidecafobia e non è altro che la paura del venerdì 17. Per esempio, una ricerca di Ero barometro ha evidenziato che, pur di non volare in questo giorno, un italiano su 10 anticipa o posticipa la partenza. È una superstizione popolare ormai radicata nel nostro Paese e legata contemporaneamente alla tradizione greca, latina e cattolica.

 

Da una parte il venerdì, che nella tradizione cristiana rappresenta la morte di Gesù, avvenuta appunto il venerdì santo, dall' altra il 17, un numero che nella storia del mondo occidentale ha assunto diverse connotazioni negative.

 

Nell' antica Grecia, per i seguaci del credo pitagorico, il 17 era un numero da evitare in quanto compreso tra il 16 e il 18, considerati perfetti. Nell' impero romano, invece, la sfortuna ha ragioni militari: la battaglia di Teutoburgo è stata combattuta nel 9 d.C.

 

Sul campo i romani si scontrarono contro i germani di Erminio: le legioni 17,18, e 19 furono completamente distrutte. Da quel momento, nella tradizione romana quei numeri furono considerati sinonimo di sventura. Sulle tombe dei defunti, poi, spesso si poteva trovare la scritta VIXI: in latino «ho vissuto», cioè «sono morto». Quest' ultima è l' anagramma di XVII, 17 in numeri romani.

berlusconi   corna berlusconi corna

Nell' Antico testamento invece è scritto che il diluvio universale iniziò proprio il 17 (Genesi 7-11). Ogni anno il Cicap, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale fondato da Piero Angela, organizza proprio di venerdì 17 una speciale giornata anti superstizione, con incontri, dibattiti e dimostrazioni pratiche in molte città d' Italia. Per partecipare a questi eventi è necessario però superare un «percorso a ostacoli per superstiziosi».

 

LOKI Il venerdì 17 è temuto solo in Italia. Nel mondo anglosassone il giorno considerato sfortunato è venerdì 13. Nella mitologia scandinava, il numero 13 è associato al dio Lo ki: prima c' erano 12 semidei, poi arrivò lui che si comportò in modo crudele con gli esseri umani. Se si pensa all' ultima cena di Cristo, il tredicesimo apostolo era Giuda il traditore.

 

E ancora: secondo lo storico greco Diodoro Siculo (vissuto nel primo secolo avanti cristo), Filippo II, re di Macedonia e Padre di Alessandro Magno, fu ucciso da una sua guardia del corpo dopo aver fatto mettere una sua statua accanto a quella delle 12 divinità dell' Olimpo. E se si va ancora più indietro nel tempo, nell' astrologia assiro babilonese il 12 era un numero sacro perché facilmente divisibile, mentre il 13, che viene dopo, è considerato sfortunato.

antonio conte fa le cornaantonio conte fa le corna

 

MARTEDÌ In Spagna e nel mondo latinoamericano a essere considerato infausto è invece il martedì 13. Una credenza che sembra trovare origine nella tradizione romana: il martedì è legato al Dio della guerra Marte, quindi un cattivo presagio.

 

RUSSIA Napoleone partì per la campagna di Russia un venerdì 13.

AEREI Non esiste la fila 17 sugli aerei italiani, così come la 13.

Fra le auto di Formula Uno è assente il numero 13.

 

CABALA Nella cabala al contrario, il 17 è un numero benefico, poiché è il risultato della somma numerica delle lettere ebraiche têt (9) + waw (6) + bêth (2), che lette nell' ordine danno la parola tôv «buono, bene».

 

GOVERNI I due governi italiani nati il 17 sono quelli cui spetta il record di minor durata: il primo di Giulio Andreotti, 1972, appena 9 giorni; e l' ultimo di Amintore Fanfani, nel 1987, 11 giorni. Forse anche per questo Ciriaco De Mita volle spostare l' apertura di un congresso da un venerdì 17 a un sabato 18. In compenso Prodi a quel numero è affezionatissimo, avendo presentato al Senato il suo primo esecutivo alle 17,17 di venerdì 17 maggio 1996.

 

DIAVOLO Altre credenze diffuse. Il sale porterebbero iella per via dell' Ultima cena: nel dipinto di Leonardo da Vinci, si vede Giuda che versa sale. Il terrore del cappello poggiato sul letto, invece, deriva da un' usanza spagnola del 1600: quando un nobile stava per morire, si metteva il suo cappello sul letto.

 

gatto nero gatto nero

Rompere uno specchio porterebbe male perché nell' antichità gli specchi erano giudicati sacri perché riflettevano la figura e anche perché, se interrogati, permettevano di conoscere il passato e il futuro. Romperlo significava distruggere una parte della persona. La credenza nel gatto nero che porta iella nasce invece nel Medioevo: il nero era simbolo del male e si riteneva che il gatto nero fosse un emissario del diavolo e il compagno prediletto dalle streghe.

 

SCALA Convinto che il triangolo fosse un simbolo divino, Pitagora impediva ai suoi discepoli di camminare sotto a una scala: avrebbero profanato l' immagine triangolare formata dal pavimento, dalla scala e dalla parete su cui era poggiata. Di qui, la convinzione che passarci sotto porti male.

C'E PURE UN GATTO NEROC'E PURE UN GATTO NERO

ZERO Secondo gli americani, un presidente eletto in un anno bisestile che termina con il numero 0 è destinato a morire prima della fine del suo mandato. Sono deceduti ancora in carica: William Harrison (eletto nel 1840), Abraham Lincoln (1860), James Garfield (1880), Warren Harding (1920), Franklin Roosevelt (1940), John Fitzgerald Kennedy (1960).

 

SPIRITI Greci e romani attribuivano alle corna il potere di allontanare gli spiriti malefici e la capacità di donare benessere e fecondità.

 

CORNA Nel 1997 il ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi fu fotografato nell' atto di fare le corna per scongiurare la crisi di governo. Altre corna famose: quelle dei primi anni Settanta con le quali l' allora presidente della Repubblica Giovanni Leone rispose agli studenti di Pisa che gli auguravano di ammalarsi del colera che colpiva in quei giorni Napoli, la sua città; quelle di Bettino Craxi del 1992 che salutarono la citazione da Pietro Nenni («Rinnovarsi o perire») di Claudio Martelli durante l' assemblea nazionale del Psi; quelle sollevate da Umberto Bossi nel 1994 parlando di Mino Martinazzoli, detto «Crisantemo»; nel 1996, quelle mostrate da Silvio Berlusconi contro un ennesimo attacco degli ex democristiani del Polo.

alberto e piero angelaalberto e piero angela

 

FUNERALE Elenco delle cose che portano fortuna da La Jella (come evitarla e propiziarsi la fortuna) di Dario Spada: vedere una suora col cappellone, incontrare un gobbo, trovare per strada una scarpa vecchia, vedere un maialino, pestare escrementi, imbattersi in un funerale.

ROMANO PRODI CORNAROMANO PRODI CORNA

 

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