ALTRO CHE “TOGHE POLITICIZZATE”, È ALGERI CHE CI PRENDE PER I FONDELLI! – MELONI HA TUONATO CONTRO I GIUDICI PER IL CASO DEL CITTADINO ALGERINO CON 23 CONDANNE SUL GROPPONE , CHE NON SI RIESCE A RIMPATRIARE E ORA VA ANCHE RISARCITO. MA A BLOCCARE L'ESPULSIONE DI QUESTO CRIMINALE, OLTRE A BUROCRAZIA ED ERRORI PROCEDURALI, È SOPRATTUTTO L’OSTRUZIONISMO DELL’ALGERIA – IL PAESE NORDAFRICANO NON COLLABORA CON IL NOSTRO MINISTERO DELL’INTERNO – ALGERI HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, VISTO CHE NEGLI ULTIMI ANNI È DIVENTATO IL PRINCIPALE FORNITORE DI GAS DEL NOSTRO PAESE, IN SOSTITUZIONE DELLA RUSSIA...
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MELONI COL FIATO SUL COLLE-LA DUCETTA IGNORA L\'APPELLO DI MATTARELLA E TORNA AD ATTACCARE I GIUDICI
Estratto dell’articolo di Francesco Grignetti per “la Stampa”
L'uomo algerino che aveva 23 condanne sul groppone e non si riesce mai ad espellere è un caso. Ma è anche un esempio di come ci sia, tra le parole e i fatti, un oceano di norme, codici e codicilli, prassi, burocrazia, e anche buona o cattiva volontà dei Paesi di origine dei migranti. Al punto che il signor Redouane, 56 anni, presente su suolo italiano dal 1995, […] sta indubbiamente vincendo la sua personale guerra contro lo Stato italiano.
Ha un eccellente alleato: il suo Paese di origine. L'Algeria infatti non collabora quasi mai con il nostro ministero dell'Interno. […] Ed ecco i risultati: appena 44 cittadini algerini sono stati effettivamente rimpatriati nel corso del 2024; nessuno nel 2025. L'Algeria è un nostro importante partner economico.
Da alcuni anni abbiamo raddoppiato da lì le nostre importazioni di gas, per sostituire quello russo. […] E siccome da quelle parti ogni rimpatrio è vissuto come un'onta nazionale, e non c'è nessuna voglia di riprendersi un soggetto pericoloso, ecco il muro di gomma.
GAS - LA RETE DALL ALGERIA ALL ITALIA
Risultano a carico di Redouane ben 23 condanne per diversi reati come spaccio, rapina e furti. Tra le condanne anche una per lesioni personali nei confronti di una donna aggredita con calci e pugni alla testa. Gravita tra Piemonte e Liguria dove entra ed esce di galera: in questi 19 anni ha subìto undici detenzioni. Per tredici volte ha presentato cognomi falsi a controlli di polizia.
Ci avevano già provato a mandarlo via. Due volte lo hanno espulso per "pericolosità sociale". […] Tutto inutile. Nel 2001 lo hanno trattenuto al Cpr di Milano. Nel 2003 al centro di Ponte Galeria di Roma. Ma l'Algeria, appunto, non ha collaborato.
IL GASDOTTO NIGAL TRA ALGERIA E NIGERIA
[…] Non ha mai chiesto di essere regolarizzato, né c'è una richiesta di asilo. […] Dal 31 agosto 2024 al 23 febbraio 2025 è detenuto nel carcere di Cuneo. Ha spiegato che s'è tenuto in contatto con i figli attraverso una telefonata settimanale con la nonna.
Quando finalmente ha terminato di scontare la sua pena, il questore di Cuneo non lo manda in libertà e lo fa trasferire al Cpr di Gradisca d'Isonzo (in Friuli Venezia-Giulia). Obiettivo è riportarlo davvero in Algeria. Continuano da lì le telefonate settimanali alla nonna e alla compagna. Infine il 10 aprile 2025 gli comunicano che lo stanno per trasferire di Cpr, da Gradisca d'Isonzo a Brindisi. Non è così.
È un inganno. Lo portano a sua insaputa a Gjader, in Albania. E questo imbroglio, accompagnato da ogni qualsivoglia motivazione nel trasferimento, questo «trattamento da pacco postale» come lo definisce il suo avvocato Gennaro Santoro, è il secondo elemento alla base del risarcimento dello scandalo.
giorgia meloni abdelmadjid tebboune
[…] Il 2 maggio, una ventina di giorni dopo l'arrivo in terra di Albania, chiede di essere accolto in Italia sotto l'ombrello della "protezione internazionale". È una mossa alla disperata, perché è evidente che con la sua fedina penale quella domanda non sarà mai accolta.
Intanto però la Corte di Appello di Roma e a ruota la Corte di Appello di Bari, interessate dal suo difensore, non possono che prendere atto della domanda di asilo e ne ordinano la scarcerazione. E poi chissà. Ci sono sempre le ragioni di quei due bambini piccoli a cui appellarsi. Con buona pace di Giorgia Meloni.
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giorgia meloni e il primo ministro algerino aymen benabderrahmane
