tasse

PER I LAVORATORI DIPENDENTI È UN’ETERNA PRESA PER IL CUNEO – LA “TRAPPOLA” DEL TAGLIO DELLE TASSE SUL LAVORO DEL GOVERNO MELONI: PER I LAVORATORI DIPENDENTI BASTERÀ SUPERARE LA SOGLIA DI 35MILA EURO (PIÙ UNO) DI REDDITO PER PERDERNE 1.100 DI BENEFICI – IL TUTTO MENTRE INTERE CATEGORIE PROFESSIONALI (COMMERCIO, TAXI, SERVIZI ALLA PERSONA) DICHIARANO DI VIVERE PRATICAMENTE IN POVERTÀ (SOTTO I 20MILA EURO L’ANNO) E METTONO “AL PIZZO” I RISPARMI CREATI CON IL LAVORO NERO…

Estratto dell’articolo di Alessandro Camilli per www.blitzquotidiano.it

 

giorgia meloni e il pizzo di stato - vignetta by emiliano carli

Scrivono i giornali di una “trappola”, accreditando in qualche modo un risultato più o meno involontario di una insipienza nel legiferare. Si tratta di questo: ciò che va noto come taglio del cuneo fiscale […] nella versione […] attuale è congegnato in maniera tale che un lavoratore dipendente dal reddito annuale 35 mila euro lordi più uno (uno inteso come euro) si vede tagliato il vantaggio in busta paga di 1.100 euro su base annua. Quindi un lavoratore dipendente dal reddito annuale 35 mila euro lordi se vuole o gli offrono aumento di stipendio, questo deve essere di almeno duemila euro.

 

Altrimenti non gli conviene, altrimenti gli conviene stare dove sta perché sotto i duemila euro annui di aumento, tasse e scaglioni del taglio cuneo si mangiano l’aumento di retribuzione. Trappola voluta? Non proprio? Insipienza legislativa? Neanche. Al contrario: lunga e consolidata tradizione, prassi che poggia su fondamenta ideologiche, anzi ormai definibili culturali. Cultura e prassi della ricchezza che comincia sopra i 35 mila euro annui di reddito (lordo).

 

soldi e tasse

[…] Trentacinquemila euro annui di reddito (lordo) sono al netto di tasse e contributi cifra in tasca a fine mese intorno o poco più di duemila euro netti (per 13 mensilità). Quindi è falso, anzi falsissimo che con duemila e duemilacinquecento euro al mese si abiti e viva nella zona agiatezza e confort del reddito percepito. Falso, falsissimo.

 

Eppure in qualche modo vero: il 41 per cento dei contribuenti italiani dichiara di percepire redditi ben al di sotto, tra i 15 e i 20 mila euro annui. Sopra i 35 mila si addensa, si fa per dire, la netta minoranza dei redditi dichiarati. L’Irpef, dati alla mano, c’è un italiano che la paga per quattro.

 

tasse sul reddito

Quello che la paga è un lavoratore dipendente sopra i 35 mila euro annui di reddito, se ne trovano in quel che resta del ceto medio. Gli altri quattro sono lavoratori autonomi sotto i 35 mila euro di reddito dichiarato, se ne trovano moltitudini in quel che è la “gente”.

 

Dunque il legislatore […] cosa pensa e fa? Traccia un confine al di là del quale comincia l’agiatezza economica. E lo traccia sulla base di una mappa falsa e bugiarda dei redditi dichiarati. Quella mappa dice che per i redditi senza ritenuta alla fonte (quelli dichiarati) trentacinquemila annui sono davvero il segnale, il confine.

tasse in aumento 

 

Intere categorie professionali e interi comparti (commercio, servizi alla persona…) dichiarano al Fisco di vivere con 20 mila, 22 mila, massimo 25 mila annui. Chi dichiara sopra i 35 mila deve stare nella realtà ben sopra i 35 mila, alle dichiarazioni dei redditi senza ritenuta alla fonte va con tutta evidenza applicata una, per così dire, maggiorazione di credibilità.

 

I non molti (in percentuale) redditi dichiarati sopra i 35 mila non da lavoro dipendente o pensione attestano con la loro relativa rarefazione che lì si può fissare un confine, quello oltre il quale benefici fiscali e sostegni di welfare possono cominciare a diminuire o addirittura sparire. Ma un reddito da lavoro dipendente quello è e quello e non altro è: lì davvero 35 mila lordi annui sono duemila netti al mese o poco più. Lì non comincia proprio per nulla l’agiatezza, lì è ipocrita e offensivo e iniquo […] fissare il confine oltre il quale si paga per se stessi, per il proprio reddito e per gli altri. Lì è sciocco, crudelmente sciocco, che il populismo sia della destra che della sinistra ponga il confine tra ceti disagiati e non, redditi bassi e non.

tasse sul reddito

 

[…] Crudele: sotto i 35 mila dichiarati i redditi reali di chi non è sottoposto alla ritenuta alla fonte aprono a facilitazioni, sconti fiscali, welfare di ogni tipo. Sopra i 35 mila annui lordi, quelli veri perché non solo dichiarati ma evidenti in busta paga o pensione, si è additati e fiscalmente puniti come agiati in odor di ricchezza. […] di sicuro non versano lacrime (e tasse adeguate) […] i ricchi e i benestanti annidati e imboscati tra la metà (la metà!) dei contribuenti che dichiara di vivere con mille al mese. Coloro che […] hanno messo sui conti correnti e in ricchezza finanziaria attuale delle famiglie cinquemila! miliardi di euro. Al netto di quanto portato all’estero o nella cassette di sicurezza o sotto il materasso. Al netto dei patrimoni immobiliari.

 

tasse aumenti

Centinaia di miliardi ogni anno di evasione fiscale ed economia al nero hanno formato ed alimentano questa ricchezza. […] Anche per loro piangono e pagano tasse gli altri: i “ricchi” da reddito dichiarato sopra i 35 mila lordi annui. Talmente da punire che ora, se gli aumentano lo stipendio di 100 euro al mese ci vanno a rimettere.

 

 

Ultimi Dagoreport

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?