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TRUMP, UN CASO DA CROCE VERDE – IL COATTO DELLA CASA BIANCA HA SEMPRE MOSTRATO UN CARATTERE NARCISISTA E INSTABILE, MA NEGLI ULTIMI TEMPI I SUOI COMPORTAMENTI STANNO SUSCITANDO SERI INTERROGATIVI SULLA SUA SALUTE MENTALE: LE SPARATE CONTRO IL PAPA, I MEME CHE LO RITRAGGONO COME GESÙ, LE DICHIARAZIONI PIENE DI INSULTI CONTRO L’IRAN E LE MANIE DI GRANDEZZA DA DITTATORE DELLO STATO LIBERO DELLE BANANAS – UN TEMPO I SUOI FAN SI ESALTAVANO PER IL SUO STILE “DIRETTO”, MA ANCHE LORO INIZIANO A SCARICARLO – PER GLI ESPERTI, LE SUE MOSSE SONO DEI SEGNI EVIDENTI DI DECLINO COGNITIVO...

Estratto dell’articolo di Mario Platero per www.corriere.it

 

donald trump

Non c’è stato soltanto il confronto con Papa Leone, dal quale è uscito con le ossa rotte: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in questi ultimi mesi – e settimane – è stato protagonista di un continuo di uscite autodistruttive sul piano della comunicazione, che seguono le tensioni con l’Ice a Minneapolis a gennai. […]

 

Preoccupa la mancanza di freni inibitori nelle sue uscite, che hanno subito sia una accelerazione che un deciso peggioramento nella ricerca di iperboli («riporteremo quei figli di puttana all’età della pietra, cancelleremo la loro civiltà», ha detto riferendosi agli iraniani). Le uscite sono talmente tante da consentire l’identificazione di categorie provocatorie diverse.

 

È quel misto di mania di grandezza e propensione ad attaccare briga che caratterizza il comportamento dell’inquilino della Casa Bianca, di colui cioè, che una volta era considerato il leader dell’Occidente.

trump e la foto in cui si ritrae come gesù cristo

 

Un tempo, la funzione presidenziale veniva esercitata sempre con distacco, moderazione (magari ipocrisia) ma mai sopra le righe. Non ricordo di aver visto mai un «boasting», un «farsi bello» da solo nei presidenti americani che ho seguito a partire da Ronald Reagan.

 

E se questo tratto provocatorio in Trump ha raggiunto vette del tutto inaspettate, occorre rilevare un fattore molto importante, direi un fattore svolta, già evidente alcuni mesi fa: quel suo atteggiamento volgare, aggressivo, inusuale che una volta faceva presa su una buona parte dell’opinione pubblica, oggi continua a non funzionare come a gennaio e anzi peggiora.

 

[…] Basta dare uno sguardo d’insieme alle iperboli più recenti: la distruzione della storica anche se non bellissima East Wing della Casa Bianca per costruire una enorme sala da ballo; la trasformazione della leggendaria stanza dei trattati del secondo piano, usata come studio privato dei presidenti, dove Kennedy firmò l’abolizione dei test nucleari, in camera da letto con suite e bagno in marmo;

 

donald trump e il progetto dell arco di trionfo

l’annuncio recentissimo di un Arco di Pace gigantesco, alto 250 piedi (per ricordare quest'anno i 250 anni dell’Indipendenza americana) squadrato e classico come fossimo ancora nell’Ottocento; l’annuncio di una imminente edizione di un dollaro d’argento con la sua effigie (in teoria proibito per i presidenti in carica e comunque mai successo);

 

l'autoconcessione, di nuovo con la scusa dei festeggiamenti per i 250 anni, di apporre la sua firma sul biglietto da venti dollari, con il segretario al Tesoro, Bessent (di nuovo mai successo prima); ha imposto un nuovo nome per il vecchio Kennedy Center a Washington, un «monumento» per celebrare la vita di un uomo ucciso per la democrazia rimodellato a sua immagine: come avrete letto si chiama già Kennedy Trump Center.

 

trump kennedy center

Poi c’è stata la sfuriata di bile contro il presidente della Banca Centrale Powell con relativa incriminazione per danni allo Stato, accuse prive di senso per un uomo incorruttibile come Powell, giustamente respinte dalle corti.

 

L'ultima sua sconfitta, di ieri, sempre sul piano dell'immagine è la bocciatura da parte di un altro giudice della richiesta di 10 miliardi di dollari di multa a Ruper Murdoch e alla Dow Jones per aver pubblicato una presunta nota di auguri «piccante» a Jeffrey Epstein, quando i due si frequentavano.

 

E si potrebbe continuare. Ad esempio, dopo la lite a distanza di domenica con Papa Leone, ha messo su Internet una sua immagine nella quale si paragona a Gesù Cristo che compie il miracolo sui malati. Una immagine esilarante per i più, ma non per Trump, anche se poi l’ha tolta dal suo profilo social affermando che pensava fosse l’immagine di un dottore, visto che lui stesso «fa del gran bene a tutti».

 

LA MONETA DA UN DOLLARO CON DONALD TRUMP

[…] Tutto sopra le righe, tutto caratterizzato da una mania di grandezza e onnipotenza che denota secondo alcuni dei suoi stessi compagni di movimento MAGA un possibile marcato narcisismo, che si traduce in quella combinazione impossibile, che ti impedisce di riconoscere i tuoi errori e i tuoi limiti, fino a disconoscere la realtà quando i fatti concreti provano il contrario: un sondaggio negativo? Manipolato! Un risultato diverso da quello promesso o atteso? Una congiura.

 

Anzi una bugia inventata dai suoi avversari politici perché il risultato positivo nella sua testa c’è stato davvero. Il filo conduttore è quello della vittoria, del successo, della capacità di fare tutto e da solo.

 

[…] Questi tratti di personalità prorompente, lasciati a se stessi potevano incuriosire e generare seguito, ma una volta applicati a decisioni concrete - un monumento, un’azione politica, una guerra, un processo inutile e per vendetta - hanno invece generato rottura. L’imprevedibilità, l’atteggiamento sempre più estremo degli ultimi tempi ha generato tre tipi di reazioni.

 

donald trump

Cominciamo da quelle interne al suo movimento, il MAGA che ha preso la distanze in modo brusco e netto. L'ex deputata della Georgia Marjorie Taylor Greene, che ha recentemente rotto con Trump, ha invocato l'uso del 25esimo emendamento che prevede l’esonero di un Presidente per sopravvenute incapacità, definendo la sua retorica contro l’Iran «non una minaccia vigorosa, ma pura follia»”, come ha dichiarato al New York Times.

 

Alex Jones, fondatore di Infowars, teorico della cospirazione è stato ancora più chiaro e si è avvicinato agli attivisti di sinistra: «Farfuglia e sembra che il cervello non funzioni molto» ha detto. Candace Owens con milioni di followers, ex fedelissima di Charlie Kirk, il giovane cristiano evangelico ucciso durante una manifestazione, lo ha definito «un pazzo genocida». Idem per Tucker Carlson o Megan Kelly.

 

SALUTE MENTALE DI DONALD TRUMP

Ora, a parte Kelly, è vero che nessuno di loro può essere considerato un esempio di lucida, affidabile stabilità, ma li ho menzionati per dare un’idea di quanto il distacco tra modalità di comunicazione di Trump e la realtà che lo circonda si sia esteso e allargato anche presso coloro che si definivano suoi intimi.

 

[…] Il grosso del Parlamento repubblicano invece resta ancora allineato con Trump anche se alcune crepe cominciano a manifestarsi nel momento in cui si mette in gioco il loro stesso futuro politico e la loro stessa credibilità.

 

La svolta più imprudente e più recente di Trump riguarda l’attacco violento e infantile a Papa Leone. Il Pontefice ha dimostrato fin dalle prime ore della sua nomina di essere misurato, di avere intelligenza profonda, con una personalità diversa da quella più spigolosa di papa Francesco, con cui Trump si era scontrato nel primo mandato. Francesco non aveva un seguito assoluto nella Curia americana e Trump ne aveva approfittato.

 

Ma oggi il suo attacco al Pontefice, soprattutto nei termini in cui l’ha fatto e seguito dalla pubblicazione di quella immagine in cui Trump si rappresentava come portatore di una forza divina ha superato ogni limite.

DONALD TRUMP - PAPA LEONE XIV

 

[…] Ovvio che in questo contesto allargato a più manifestazioni insolite e ormai infuocato, si scatenassero stuoli di psichiatr[…] che, con gli attacchi dei suoi compagni di movimento e la Chiesa Cattolica e dei cristiani in genere lasceranno un segno non trascurabile nell'opinione pubblica americana. Tempo fa, prima ancora di alcune delle recenti manifestazioni più preoccupanti del presidente 200 terapisti avevano firmato una lettera esprimendo preoccupazione per un disturbo antisociale di Trump.

 

Ora personaggi influenti della professione come il prof. John Gartner, psicologo clinico ed ex professore alla Johns Hopkins, attribuiscono a Trump «narcisismo maligno» e spiegano come ci sia in questo presidente una configurazione di personalità distruttiva, piuttosto che un semplice disturbo clinico.

 

DONALD TRUMP PRENDE LA MIRA CON UN FUCILE IMMAGINARIO

Altri, come il prof. Allen Frances, un’autorità per il «Disturbo Narcisistico di Personalità», attribuito a Trump, si è fortemente opposto alla diagnosi a distanza sul presidente. Pur concordando sul fatto che Trump sia un «narcisista da primato mondiale» Frances osserva che questi comportamenti non inducono in Trump «un disagio o una menomazione clinicamente significativa» anche perché si tratta di diagnosi a distanza.

 

[…] Più in generale, come si diceva poco sopra, si individuano comunque alcune patologie di fondo davanti agli occhi di tutti, un marcato narcisismo con tendenza alla grandiosità affiancati da una scarsa consapevolezza di se stessi e da una perdita di inibizioni, cose che possono succedere in uomini o donne dell’età di Trump, che il prossimo 14 giugno compirà ottant’anni.

 

 E quando parlano di declino cognitivo questi esperti si riferiscono a una cattiva articolazione dei suoi discorsi, che spesso lo portano fuori dalla traccia principale esprimendo confusione. L’abilità e il mestiere gli fanno ritrovare il filo del discorso che in genere chiude con delle affermazioni generiche standard.

 

DONALD TRUMP

 Uno dei termini più cari a lui è stato ripescato in un montaggio spietato in uno dei talk show televisivi e mostra Donald Trump che ripete a oltranza «due settimane», per qualunque cosa in ballo, sia si tratti di una tregua, di un negoziato in corso, di una dieta il riferimento preferito è sempre a un «si chiuderà fra due settimane».

 

La Casa Bianca, interpellata da vari giornali americani ha respinto ogni accusa, la posizione è che Trump è lucido come non mai e ama tenere i suoi avversari in tensione con comportamenti imprevedibili. Ma, come ha scritto ieri il New York Times, «le esplosioni del presidente hanno sollevato interrogativi sulla leadership americana in tempo di guerra».

 

donald trump - conferenza stampa sulla guerra in iran

E Trump stesso come risponde? Come possiamo immaginare, non si tira indietro: parlando di Carlson della Owen e di altri che lo hanno criticato, non ha dubbi nell’esprimere il suo pensiero: «Sono persone stupide, lo sanno loro, lo sanno le loro famiglie e lo sanno anche tutti gli altri!... Sono PAZZI, FOMENTATORI DI DISORDINI, e diranno qualsiasi cosa sia necessaria per un po’ di pubblicità “gratuita” e a buon mercato». Il tono, anche ieri, non è cambiato, combattivo e caratterizzato dalla certezza di essere sempre nel giusto.  Anche se dall’altra parte c’è papa Leone.

 

 

donald trump e il progetto dell arco di trionfo moneta da un dollaro con l'immagine di trumpdonald trump al cellulareproteste usa contro trumpMEME donald trump PRESO A PUGNI DA papa leone xIVDONALD TRUMP IN VERSIONE NERONE donald trump e la nato - vignetta by vukicDONALD TRUMP VECCHIO BACUCCO - MEME

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