jeffrey epstein donald trump

“TRUMP È UNO SCEMO, UN DEMENTE” - DALLE COMUNICAZIONI QUOTIDIANE DI EPSTEIN, DAL 2011 AL 2019, EMERGE COME IL FINANZIERE NON AVEVA GRADITO LA ROTTURA DELLA LORO AMICIZIA, AL PUNTO DA PENSARE DI USARE LE INFORMAZIONI IN SUO POSSESSO CONTRO IL TYCOON: SOSTIENE CHE È “L’UNICO CHE PUÒ FARLO CADERE” E PROVA A PASSARE A UN REPORTER DEL “NEW YORK TIMES” LE FOTO DI “THE DONALD” CON RAGAZZE IN BIKINI NELLA SUA CUCINA - NEL 2016 IL GIORNALISTA MICHAEL WOLFF GLI CONSIGLIA DI DIVENTARE UNA VOCE ANTI-TRUMP: “TI DÀ UNA COPERTURA POLITICA CHE SICURAMENTE NON HAI ADESSO…”

Estratto dell’articolo di Viviana Mazza per il “Corriere della Sera”

DONALD TRUMP - INGRID SEYNHAEVE - JEFFREY EPSTEIN

 

I 23 mila documenti di Jeffrey Epstein, inclusi email e sms, diffusi dai deputati repubblicani illustrano la rete eccezionale di contatti nel mondo della politica e degli affari del finanziere […] È uno sguardo sulle sue comunicazioni quotidiane tra il 2011, quando Trump era una star della tv e iniziava a pensare alla politica mentre Epstein cercava di riabilitare la propria immagine dopo la condanna in Florida, e la primavera 2019.

 

 

Tra i messaggi non sembra essercene nessuno tra Epstein e Trump, ma emerge una certa ossessione del finanziere per il presidente, molto tempo dopo la rottura della loro amicizia. In diverse email Epstein si riferisce a Trump in termini dispregiativi («scemo», «demente») e suggerisce di avere informazioni che potevano danneggiarlo.

 

mail di jeffrey epstein su donald trump - 2

In uno strano messaggio inviato a se stesso il 1° febbraio 2019, afferma che Donald era a conoscenza degli abusi sessuali sulle minorenni ma non vi partecipò: «Trump lo sapeva e venne a casa mia molte volte in quel periodo. Ma non si fece mai fare massaggi».

 

L’interprete Epstein si presenta come il miglior interprete della mente di Trump, come una persona che lo conosceva bene e «che è in grado di farlo cadere». E diverse persone influenti sembrano interessate a ottenere informazioni.

 

jeffrey epstein virginia giuffre donald trump

Cerca inoltre di influenzare o consigliare governi stranieri durante il primo mandato di Trump. Allo stesso tempo ci sono messaggi che suggeriscono che Epstein o i suoi consiglieri credessero di avere informazioni compromettenti sulle attività finanziarie e immobiliari di Trump.

 

Nel 2012, Epstein invia una mail a uno dei suoi avvocati, Reid Weingarten, e gli chiede che qualcuno scavi nelle finanze di Trump, incluso il mutuo per Mar-a-Lago e un prestito di 30 milioni di dollari. Quando la campagna presidenziale di Trump è ormai promettente, nel dicembre 2015, Epstein chiede a Landon Thomas Jr, allora reporter del New York Times : «Vorresti delle foto di Donald con ragazze in bikini nella mia cucina?». Thomas risponde «sì!» ma non le avrebbe ricevute.

 

jeffrey epstein con donald e melania trump foto incorniciata a casa

Pochi mesi dopo, nel marzo 2016, Epstein è agitato per la pubblicazione del libro di James Patterson Filthy Rich che parla anche di lui; il giornalista Michael Wolff gli consiglia di presentare una contro-narrazione: «Diventare una voce anti-Trump ti dà una copertura politica che sicuramente non hai adesso». Pochi mesi prima di finire in prigione, Epstein sembra suggerire, nello scambio con un amico, che così stiano «cercando di far cadere Trump», ma «è folle, perché io sono quello che potrebbe farlo cadere».

 

MELANIA TRUMP CON IL PRINCIPE ANDREA E JEFFREY EPSTEIN

Nel giugno 2019, tre settimane prima dell’arresto, il suo commercialista Richard Kahn gli scrive di aver esaminato le finanze di Trump trovandovi «nove cose interessanti» sui debiti, le entrate e la sua fondazione.

 

C’è una mail in cui il finanziere propone di offrire ai russi informazioni su Trump […]

Con Larry Summers, ex segretario del Tesoro di Bill Clinton e presidente dell’Università di Harvard, ci sono diversi messaggi: Epstein gli dice che Trump è «al limite della follia», gli dà consigli sulla relazione con una donna.

 

MICHAEL WOLFF

Summers, al ritorno da Riad nel 2017, gli scrive che i sauditi pensano che «Donald sia un clown, sempre più pericoloso per la politica estera». In un altro messaggio Summers afferma: «Si dice che le donne hanno metà del quoziente intellettivo del mondo, senza dire che sono più del 51% della popolazione». E poi: «Sto cercando di capire perché l’elite americana pensa che se uccidi tuo figlio picchiandolo e abbandonandolo è irrilevante per l’ammissione a Harvard, ma se ci hai provato con delle donne 10 anni fa non puoi lavorare in un network o un think tank. NON RIPETERE QUESTA IDEA».

 

Epstein è in contatto con l’ex avvocata della Casa Bianca di Obama Kathryn Ruemmler, che nel 2018 — quando lavorava in uno studio legale — prende in giro la gente «grassa» del New Jersey e discute con lui del caso di Stormy Daniels. Epstein esclama: «So quanto è sporco Donald». Il finanziere scrive al fondatore di PayPal, Peter Thiel, amico del vicepresidente J.D. Vance, complimentandosi per le sue «esagerazioni su Trump, non bugie» e lo invita nella sua isola nei Caraibi (un portavoce dice che non c’è mai stato).

 

DONALD E MELANIA TRUMP - PRINCIPE ANDREA - JEFFREY EPSTEIN - GHISLAINE MAXWELL A MAR-A-LAGO

A Steve Bannon, ex stratega di Trump, Epstein scrive nel 2018: «Ci sono molti leader di Paesi con cui possiamo organizzare» (se Bannon è d’accordo a passare 8-10 giorni in Europa). A Peggy Siegal, nota pubblicista, chiede nel 2011 di contattare Arianna Huffington per aiutarlo a pulire la sua reputazione invitando reporter a indagare su Virginia Giuffre (pare che Siegel non lo abbia fatto). Epstein avverte il «Duca» (il principe Andrea) nel 2011 che sta per uscire un articolo sul Daily Mail sulle accuse di Giuffre. Il Duca è preoccupato: «Non posso più sostenere altro».

JEFFREY EPSTEIN A MAR-A-LAGO CON DONALD TRUMP mail di jeffrey epstein su donald trump - 1la presunta lettera scritta da donald trump a jeffrey epstein LE MAIL DI JEFFREY EPSTEIN SU TRUMP

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...