green pass in azienda

TUTTE QUESTE STORIE SUL GREEN PASS E POI NESSUNO LO CONTROLLA - LE VERIFICHE SONO BLANDE, ANCHE PERCHÉ FATTE A CAMPIONE, PER NON DIRE INESISTENTI: QUASI UN MILIONE DI LAVORATORI SI PRESENTA IN UFFICIO SENZA CERTIFICAZIONE - IN MOLTI CASI CHI DOVREBBE ESSERE CONTROLLATO E' ANCHE "DATORE DI LAVORO" O LO E' UN PARENTE - O IL TITOLARE CHE LI CONOSCE DA 20 ANNI ED È DISPOSTO A CHIUDERE UN OCCHIO PUR DI NON RINUNCIARE ALLA LORO ESPERIENZA...

Niccolò Carratelli per "La Stampa"

 

Green pass in azienda

Non hanno il Green Pass, ma vanno comunque al lavoro. Da più di una settimana, nonostante l'obbligo in vigore, indisturbati. Per un motivo molto semplice: sanno che nessuno li controllerà. Perché i datori di lavoro, responsabili delle verifiche, sono loro. O un loro parente. O il titolare li conosce da 20 anni ed è disposto a far finta di niente pur di non rinunciare alla loro esperienza.

 

Italiani e stranieri, liberi professionisti e partite Iva, autotrasportatori e braccianti agricoli, lavoratori di ditte individuali, come idraulici o elettricisti. Senza dimenticare le colf e le badanti. Le piccole aziende con meno di 15 dipendenti e la miriade di micro aziende e attività a conduzione familiare, magari con uno o due collaboratori, dai commercianti agli artigiani.

 

Green pass in azienda 2

Dove le verifiche sono più blande, anche perché fatte a campione, per non dire inesistenti. Con la consapevolezza che incappare in un controllo da parte di ispettori del lavoro e forze dell'ordine sia un evento piuttosto raro. Impietoso, del resto, il rapporto tra il numero degli operatori disponibili per le verifiche e quello dei posti in cui si annidano gli irregolari senza certificazione.

 

Ammesso che esista un luogo fisico in cui presentarsi: chi lavora a domicilio, ad esempio, come lo becchi? Il problema è che questi «fantasmi» sono tanti: circa un milione, in base alle stime elaborate dopo la prima settimana del Green Pass obbligatorio.

 

Green pass in azienda 3

Una massa di «no pass» difficile da identificare, ma calcolabile partendo dal dato dei lavoratori non vaccinati, che sono scesi a quota 2 milioni e 700 mila, il 12,2% del totale secondo uno studio della Cgia di Mestre (associazione artigiani e piccole imprese).

 

Se da questi togliamo gli oltre 900 mila guariti negli ultimi sei mesi, che hanno comunque diritto al Green Pass, un 10% mediamente in ferie o malattia e i 300 mila esenti dalla vaccinazione per motivi di salute, alla fine i lavoratori che hanno bisogno di fare il tampone per ottenere il Pass scendono poco sotto il milione e mezzo.

 

Green pass in azienda 4

Di questi, però, solo un terzo si starebbe regolarmente sottoponendo al test antigenico ogni 48 ore, come si evince dal numero dei tamponi effettuati la scorsa settimana. Basso, al di là del forte aumento registrato rispetto a quella precedente, prima che l'obbligo del Pass entrasse in vigore.

 

Martedì scorso sono stati 662 mila, mercoledì 485 mila, giovedì 574 mila, venerdì 487 mila, poi 491 mila sabato e 403 mila ieri. Ma bisogna tenere conto che, in quasi tutti questi giorni, almeno 100 mila tamponi (a volte qualcosa in più) erano molecolari: più costosi e, quindi, utilizzati quasi esclusivamente dai positivi al Covid o dai contatti stretti dei contagiati, per mettere fine al periodo di quarantena.

 

Osho Green Pass Vaccino Lavoro

Dunque, i test richiesti alle farmacie nell'ultima settimana sono stati molti meno di quanto fosse lecito aspettarsi. E certo non può bastare, in termini di compensazione, l'aumento delle prime dosi di vaccino somministrate, che peraltro si è progressivamente sgonfiato nell'ultima settimana (solo 30 mila al giorno in media).

 

Ci sono ancora tanti lavoratori non vaccinati. Secondo le stime della Cgia, 767 mila si trovano nelle regioni del Sud. Percentualmente ne ha di più la Provincia di Bolzano (42 mila, il 17, 5%), seguita dalla Sicilia (204 mila, il 15, 7%) e dalle Marche (91 mila, il 15, 1%), per citare le prime tre della non virtuosa classifica.

 

controllori di green pass 8

L'analisi svolta in Veneto mostra, invece, come in un bacino di 273 mila lavoratori non immunizzati circa 53 mila siano privi del certificato Covid, quindi non vaccinati e non «tamponati». Il punto è che quelli effettivamente segnalati alle autorità e poi sanzionati, con la sospensione dal lavoro e lo stop a stipendio e contributi, sono un'esigua minoranza.

 

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Il 10%, stando alle stime di sindacati e associazioni di categoria, quindi circa 100 mila persone a livello nazionale. In alcune realtà anche meno: un sondaggio svolto da Confartigianato nelle Marche, ad esempio, racconta che il 22% degli imprenditori ha avuto problemi legati alla mancanza di Green Pass, ma solo il 5,3% ha avviato sospensioni tra i propri dipendenti.

 

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Questo non vuol dire che i lavoratori siano in regola, anche considerando la platea dei non vaccinati di cui sopra. «Pesano i mancati controlli - spiega Paolo Zabeo, coordinatore dell'ufficio studi della Cgia -, chi ha optato per le verifiche a campione, per esempio, può limitarsi a chiedere il lasciapassare a un dipendente su cinque». Spesso sapendo perfettamente chi ce l'ha e chi no.

 

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