CHI HA UCCISO SIMONETTA CESARONI? C'E' UN MEMORIALE SEGRETO DI VANACORE? DOPO 36 ANNI C’E’ UNA NUOVA PISTA NELL’INCHIESTA PER IL DELITTO DI VIA POMA. ANALIZZATO IL DNA DI SETTE PERSONE (CINQUE PROFESSIONISTI, DI CUI UNO DI ALTISSIMO LIVELLO, E DUE PERSONE MOLTO VICINE A CHI LAVORAVA NEL PALAZZO DI VIA POMA: NON C'ERANO SOLTANTO GLI UFFICI DEGLI OSTELLI DELLA GIOVENTÙ, MA ANCHE STUDI PROFESSIONALI, APPARTAMENTI PRIVATI, PRATICANTI, COLLABORATORI, SEGRETARIE) – SI CERCA ANCHE DI CAPIRE SE IL PORTIERE DELLO STABILE PIETRINO VANACORE, PROBABILE CUSTODE DI MOLTI SEGRETI, COME SOTTOLINEATO NELLE VARIE INDAGINI, ABBIA LASCIATO UN TESTAMENTO IN CUI HA SCRITTO QUELLO CHE DAVVERO SAPEVA SUL DELITTO – LE PAROLE DEL LEGALE DELLA FAMIGLIA CESARONI: “LA PROCEDURA DI APPROFONDIMENTO È ALL'INIZIO, NON C'È ANCORA NESSUN ESITO E..”
Giacomo Galanti, Giuseppe Scarpa per "la Repubblica" - Estratti
Sette profili genetici. Sette persone rimaste ai margini dell'inchiesta di via Poma per trentasei anni e che ora, all'improvviso, entrano nel cuore delle indagini. Il loro Dna è stato recuperato in silenzio, da un bicchiere d'acqua lasciato sul tavolo o da una tazzina di caffè appena svuotata.
Ora quei campioni — come anticipato ieri da Repubblica — sono finiti davanti agli ultimi frammenti biologici sopravvissuti al tempo: le tracce isolate sul corpetto, sul reggiseno e sui calzini di Simonetta Cesaroni, massacrata con 29 coltellate il 7 agosto 1990 negli uffici di un elegante palazzo nel cuore della capitale, a Prati.
Il confronto racconta, prima ancora del suo esito, quanto la procura di Roma sia determinata a tentare ogni strada pur di dare un nome all'assassino. È il segnale di un'inchiesta (a carico di ignoti) che prova a sfruttare fino all'ultimo ciò che la scienza del 2026 può ancora estrarre da reperti custoditi per oltre trent'anni. Una corsa contro il tempo, ma anche contro gli errori del passato.
Perciò il 4 giugno scorso la procura ha disposto un "accertamento tecnico irripetibile" affidato ai Ris, i cui esiti non sono ancora stati resi noti. Al centro ci sono sette persone mai entrate formalmente nell'inchiesta: cinque uomini e due donne. Si tratta di cinque professionisti e due persone molto vicine a chi lavorava negli uffici di via Poma.
Il Dna rappresenta soltanto uno dei fronti aperti.
Da oltre un anno e mezzo, dopo che il gip respinse la richiesta di archiviazione invitando gli investigatori a proseguire gli accertamenti, i carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci, coordinati dall'aggiunto Giuseppe Cascini e dal pm Alessandro Lia, stanno rimettendo in fila tutti i tasselli del delitto. L'attenzione resta concentrata soprattutto sull'elegante palazzo del quartiere Prati. Non c'erano soltanto gli uffici degli Ostelli della Gioventù, ma anche studi professionali, appartamenti privati, praticanti, collaboratori, segretarie.
Un piccolo mondo attraversato ogni giorno da decine di persone. Molte vennero controllate soltanto superficialmente. Altre non furono mai verificate davvero, mentre gli inquirenti di allora erano ormai convinti di avere individuato il colpevole nel portiere Pietrino Vanacore.
(…)
La sfida è mettere insieme biologia, testimonianze e ricostruzioni investigative, cercando di ricomporre un mosaico al quale per decenni sono mancati troppi pezzi.
Come, per esempio, capire una volta per tutte se Pietrino Vanacore — probabile custode di molti segreti, come sottolineato nelle varie indagini — abbia lasciato un testamento in cui ha scritto quello che davvero sapeva sul delitto.
A ricordare quanto quella vicenda continui ancora oggi a interessare il Paese ci sarà anche In nome della verità, il libro dello scrittore e consulente della famiglia Cesaroni Igor Patruno e Paola Cesaroni, in uscita il 15 settembre per Piemme.
«Siamo in un momento tanto delicato quanto proficuo delle indagini — spiega la legale della famiglia Cesaroni, Federica Mondani — il pm Lia sta procedendo senza trascurare nulla. Si stanno utilizzando le più moderne tecniche scientifiche, vengono ascoltate persone che possono aver visto o sapere e vengono finalmente messi a sistema tutti gli elementi investigativi».
L'avvocata precisa anche che «la procedura di approfondimento è all'inizio, non c'è ancora nessun esito e i campioni sono stati acquisiti in forma non spontanea. La procura sta dimostrando che il femminicidio di Simonetta merita di essere indagato fino in fondo».
il corpo di simonetta cesaroni 2
il corpo di simonetta cesaroni 1
simonetta cesaroni 1
simonetta cesaroni 7
simonetta cesaroni
simonetta cesaroni 6
simonetta cesaroni




