LA VALIGIA DELL'ORRORE - LA GIOVANE STUDENTESSA IRANIANA UCCISA E TRASPORTATA IN UN TROLLEY A VENEZIA DALLA COPPIA DI INDIANI PER AVER RIFIUTATO DI FARE SESSO A TRE

Fabio Poletti per "La Stampa"

In treno, in traghetto e poi in taxi. Da Milano a Lecco, da Lecco a Milano, poi fino a Venezia ancora in treno, in vaporetto verso il Lido e di nuovo a Milano in taxi. Tutto in dodici ore come due turisti frenetici. Sempre con quel trolley accanto, da trascinare con fatica all'andata e poi molto più leggero al ritorno.

Leggero lui e apparentemente leggeri loro, Rajeshwar Singh, 29 anni, indiano, e la sua fidanzata Gagandeep Kaur, un anno di più, indiana pure lei. Sicuri che quella doppia gita apparentemente romantica malgrado il maltempo, prima sul Lago di Como poi verso la Serenissima, fosse la cosa migliore per sbarazzarsi del corpo di Mahfab Ahadsawoji, 29 anni, iraniana, la studentessa di Belle Arti all'Accademia di Brera che avevano ammazzato al pomeriggio, trascinata per dodici ore in valigia come nel film «The innocent» tratto dal libro di Ian McEwan, e riaffiorata martedì scorso in Laguna vicino all'attracco dei motoscafi taxi di calle Loredan.

A Venezia, quando hanno trovato il corpo, nudo e solo con una collana indosso, temevano che questa storia diventasse un «cold case», una di quelle storie impossibili che ci vuole più di un colpo di fortuna per districare. «Ma quando hanno confessato hanno ammesso di essersi fatti prendere dal panico», assicura il capo della Mobile di Milano Alessandro Giuliano che in meno di una settimana e col suo collega di Venezia Marco Odorisio ha risolto il caso.

Un caso alla fine facile perché i due indiani nelle dodici ore in cui hanno attraversato mezza pianura Padana col loro carico, hanno lasciato una montagna di indizi come Pollicino, fino alle inequivocabili immagini riprese dalle telecamere davanti alla stazione di Santa Lucia dove si vede la coppia arrancare nel buio e sotto la pioggia, trascinando il trolley ancora pesantissimo per il corpo della loro vittima. Sembra che a scatenare la furia omicida di Rajeshwar Singh sia stato il rifiuto della giovane iraniana alle sue avances sessuali.

Il giovane, insieme alla fidanzata, condivideva con Mahfab Ahadsawoji un appartamento in via Pericle alla periferia Nord di Milano. Lei era oramai esasperata al punto che il giorno stesso avrebbe dovuto lasciare l'abitazione per andare a casa di alcuni compagni di università. «Non posso più vivere lì», aveva confidato alle amiche alle quali aveva raccontato dei tentativi di coinvolgerla in un rapporto sessuale di gruppo.

Le stesse amiche che erano state le ultime a vederla viva il sabato prima a lezione di Scenografia e poi in un bar di Brera dove la giovane iraniana, in Italia da appena due mesi, andava spesso a mangiare. Le prime a dare l'allarme della sua scomparsa dopo che alle 12 e 21 di lunedì una di loro le aveva mandato un sms senza ricevere risposta. E dopo che da quel momento il cellulare della ragazza era sempre spento.

Il medico legale di Venezia dopo il ritrovamento ha accertato che la ragazza era stata sicuramente uccisa. Forse soffocata, magari con un cuscino. Nei suoi polmoni non c'era traccia di acqua compatibile con l'annegamento. Sul corpo nessun altro segno di violenza. L'identificazione era avvenuta grazie alle impronte digitali, prese in aeroporto al momento dell'ingresso nel nostro paese due mesi fa, quando la ragazza aveva iniziato i suoi studi all'Accademia di Brera. Le indagini in contemporanea tra Venezia e Milano sono andate assai veloci. Gli investigatori prima hanno sentito i suoi compagni di università.

Poi sono andati a casa della coppia di indiani a sequestrare il computer della giovane nella speranza di trovare magari traccia di qualcuno che l'avesse agganciata su qualche social network, l'avesse attirata in laguna e avesse poi fatto quello che ha fatto.

Ma la verità era molto più vicina. Addirittura a portata di mano. Con un cumulo di versioni che la coppia di indiani ha cercato di rifilare agli investigatori cercando di costituirsi un improbabile alibi. Prima raccontando di averla lasciata ubriaca di whisky lunedì mattina. Poi ammettendo che era morta per il troppo alcol ingerito ma non l'avevano uccisa loro.

Alla fine confessando che per il panico l'avevano infilata in un borsone con le ruote ed erano andati fino a Lecco in treno sperando di gettarla nel lago. Cosa non riuscita per la troppa gente. Da qui il ritorno a Milano e la salita sul primo treno per Venezia, città che conoscevano bene per avere lavorato come camerieri in alcuni hotel. Per poi tornare a Milano nella notte in taxi, pagando 500 euro, con il trolley finalmente leggero e la coscienza sempre più pesante.

 

 

mahfab ahadsawoji mahfab ahadsawoji mahfab ahadsawoji mahfab ahadsawoji mahfab ahadsawoji mahfab ahadsawoji

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO