LA VICENDA DEGLI ABUSI SESSUALI SUGLI ALLIEVI DELLA SCUOLA MILITARE "TULIÉ" DI MILANO DIVENTA ANCORA PIU' OSCURA: PERCHE' CI SONO VOLUTI QUATTRO MESI PERCHE' I VERTICI DENUNCIASSERO I COMPORTAMENTI "IMPROPRI"? - OLTRE AL PROF PORCELLONE, IL 46ENNE MARCO RICUCCI, SONO INDAGATI DUE MILITARI PER AVER DENUNCIATO CON RITARDO GLI ABUSI SESSUALI: SI TRATTA DEL PRESIDE DELL'ISTITUTO, IL COLONNELLO ANTONIO CALLIGARIS, E IL LUOGOTENENTE GIUSEPPE MARTURANO, COMANDANTE DELLA POLIZIA MILITARE DELLA "TEULIÉ" - PRIMA DI PROCEDERE PER VIE LEGALI, AVREBBERO TENTATO DI RISOLVERE LA QUESTIONE INTERNAMENTE - PER I PM, IL PROF AVREBBE COSTRETTO I GIOVANI A SUBIRE ABUSI SESSUALI, A CONDIVIDERE CON LUI PARTICOLARI DELLA LORO VITA INTIMA E, MANIPOLANDOLI, LI AVREBBE UMILIATI - LA PRECISAZIONE DELL'AVVOCATO DI MARTURANO
Estratto dell'articolo di Giuseppe Guastella per il "Corriere della Sera"
Ci sarebbero voluti quattro mesi prima che i vertici della gloriosa scuola militare Teulié di Milano si decidessero a denunciare i comportamenti a dir poco impropri che il professore aveva o aveva avuto con otto cadetti.
In questo modo, gli avrebbero garantito implicitamente una copertura che è caduta giovedì scorso, quando il docente è stato messo agli arresti domiciliari per violenza sessuale, concussione e maltrattamenti.
Per questo il preside della Teulié e il comandante della stazione carabinieri interna sono indagati per «ritardata e/o omessa denuncia» dalla Procura di Milano.
Le voci sulle attenzioni, sui ricatti e sulle pressioni che Marco Ricucci, 46 enne insegnante di latino e italiano, avrebbe riservato ai ragazzi giravano nelle austere aule e nelle camerate dalla fine dello scorso anno scolastico. Quando quelle voci sussurrate a mezza bocca sono diventate sospetti, la scuola ha emesso una prima circolare che vietava categoricamente ai professori di trattenersi nei locali oltre l’ora di pranzo, come faceva regolarmente l’insegnante.
Secondo le pm Alessia Menegazzo e Letizia Mannella, erano i momenti preferiti per approcciare gli studenti che più zoppicavano al liceo, lasciando intendere che se non lo avessero assecondato li avrebbe ostacolati alla maturità, visto che era commissario interno.
Non è stato l’unico provvedimento: «Tra ottobre e novembre 2025», scrivono i magistrati dell’ufficio guidato da Marcello Viola, dopo un consiglio di classe apposito, era stato proibito ai docenti anche di comunicare direttamente con gli studenti sui social per arginare l’altra tendenza del professore, che l’accusa documenta con decine di chat dal contenuto molto esplicito.
La denuncia formale sugli abusi, però, sarebbe stata firmata dal preside, il colonnello Antonio Calligaris, e dal luogotenente Giuseppe Marturano, comandante della polizia militare della Teulié, solo a fine marzo 2026 e dopo aver ascoltato la vittima che ha dato il via all’inchiesta: un ritardo che costa loro l’iscrizione nel registro degli indagati.
Sentito come testimone in procura, l’allievo ha dichiarato che nello stesso periodo ottobre-novembre 2025 aveva riferito a un altro professore che Ricucci aveva «atteggiamenti molesti» e che si diceva «toccasse ed abbracciasse gli studenti». L’insegnante è stato convocato e ha messo a verbale «di averne parlato con i Carabinieri della scuola, segnalando chat inopportune, comportamenti in classe (“palpeggiamenti ai ragazzi”), e scambio di foto a contenuto esplicito» tra Ricucci e studenti, e che se ne parlò in quei giorni in una riunione tra quattro professori e il luogotenente Marturano. [...]
LA PRECISAZIONE:
Riceviamo e pubblichiamo:
"La situazione in cui incappato il mio assistito è davvero inverosimile, atteso che le indagini della Procura della Repubblica di Milano sono state avviate sulla scorta di una CNR a sua firma, redatta a fine marzo del 2026, quando un cadetto della scuola si è recato presso il suo ufficio per denunciare i fatti.
Sulla base di alcune dichiarazioni di chi se ne dovrà assumere la responsabilità, al mio assistito viene contestato di aver omesso e/o ritardato di denunciare all’autorità giudiziaria quanto appreso in occasione di un incontro, risalente al novembre 2025, con tre professori della scuola militare, avente ad oggetto le condotte ora contestate al professore indagato. La verità è che il Luogotenente Marturano non ha partecipato a quell’incontro e, tantomeno, a qualsivoglia altro incontro/riunione con il personale docente della scuola.
Avv. Antonino Marturano



