covid hospital 2 columbus 5 coronavirus

VIRUS CAPITALE - I POSTI LETTO DEL COVID HOSPITAL 2 COLUMBUS SONO GIÀ QUASI FINITI, E SIAMO SOLO A FINE SETTEMBRE: PER LO PIÙ SI TRATTA DI POLMONITI INTERSTIZIALI NON GRAVI, MA CHE COMUNQUE NECESSITANO DI UN RICOVERO - AUMENTANO GLI ACCESSI AL PRONTO SOCCORSO E CON IL CALO DELLE TEMPERATURE E LE PRIME INFLUENZE LE STRUTTURE RISCHIANO DI ANDARE PRESTO IN TILT…

Raffaella Troili per “il Messaggero”

 

covid hospital 2 columbus 3

Purtroppo i posti letto del Covid Hospital 2 Columbus sono quasi al completo e siamo a fine settembre. Polmoniti interstiziali, per lo più. Casi clinicamente meno gravi, che non sempre necessitano della terapia intensiva, ma l' impennata c' è stata e una lenta risalita era cominciata ad agosto.

 

E aumentano gli accessi al Pronto soccorso, il calo delle temperature, le prime influenze rischiano di mandare in tilt le strutture. Tant' è che la Regione Lazio ha appena assegnato al Columbus altri ulteriori 20 posti letto. Perché nel giro di pochi giorni, nella struttura attigua al Gemelli dal 16 marzo dedicata ai pazienti Covid-19, lo scenario - come i numeri - è cambiato. Inquietante e subdolo come questo virus. Di buono c' è che l' équipe medica ha ormai un bagaglio di conoscenze, conosce il nemico.

marco elefanti

 

Spiega Marco Elefanti, direttore generale della Fondazione Policlinico Agostino Gemelli che «dopo la fase di massima intensità del numero di accessi da Pronto soccorso di pazienti covid, fase molto aggressiva per il nostro territorio, c' è stato un progressivo e relativamente rapido decremento dei casi». Il presidio Columbus attivato a metà marzo in tempi record ha fornito 80 posti di degenza e 59 di terapia intensiva.

 

coronavirus columbus covid 2 hospital a roma

«Fino ad agosto i positivi in carico si contavano sulle dita di una mano - racconta il direttore generale Elefanti - nell' ultimo mese è stato un crescendo di positivi sintomatici. È innegabile che i numeri stanno aumentando, casi meno gravi ma sempre di polmoniti interstiziali si tratta. Ora siamo molto più strutturati, non c' è il clima di grossa preoccupazione dello scorso inverno ma questa evoluzione non piace a nessuno.

 

Attualmente i ricoverati saranno una novantina, circa 10 in più rispetto ai posti letto dedicati, nelle Malattie infettive al Gemelli ne abbiamo altri». Da qui la decisione della Regione di assegnare altri 20 posti letto, un attestato di fiducia per una struttura che ha gestito l' emergenza dall' inizio.

coronavirus

 

ALLARME PRONTO SOCCORSO

 A mettere in allarme sono stati gli accessi crescenti al Pronto soccorso, «almeno 9 pazienti al giorno sono ricoverati. Dobbiamo essere celeri ed efficienti nelle dimissioni, garantire un numero analogo di pazienti in uscita.

 

La nostra intenzione è concentrarli al Columbus. Dobbiamo convivere con il virus, pur essendo cauti e attenti. Non possiamo pensare a un nuovo lockdown. Quanto a noi, come struttura sanitaria, dobbiamo affrontare al meglio i prossimi due, tre mesi. Il ridursi delle temperature, l' influenza, ci aspettano mesi difficili ma conosciamo la malattia molto più di un tempo.

covid hospital 2 columbus 1

 

Cerchiamo di tenere botta con saldezza di nervi e rigore maggiore: ora ci relazioniamo, non siamo più chiusi in casa ma questo virus ha una contagiosità micidiale, non bisogna avere disattenzioni. Confido che a inizio del prossimo anno si arriverà a un vaccino». Il termometro dell' emergenza sono i numeri degli accessi al Dea.

 

«Un conto sono otto, dieci, un altro 30: allora diventa complicato, vuol dire avere mezzo Gemelli impegnato sul covid», insomma quanto già passato. Il direttore sanitario Andrea Cambieri conferma: «La Regione ha appena assegnato 100 letti di Malattie infettive e 59 di terapia intensiva alla Columbus. Perché le stanze si stanno riempiendo, ogni giorno abbiamo otto, nove casi in più, contro i quattro, cinque che escono. Arriveremo ad aver saturato la capienza del Columbus.

 

covid hospital 2 columbus 5

Abbiamo anche letti al Gemelli, per i pazienti che hanno anche altre malattie, una trentina. In totale siamo su 146 pazienti in carico, otto in più di ieri, di cui 31 in terapia intensiva».

Lontani per fortuna dal picco di fine marzo. Oltre 500 ricoverati covid. «Ma a fine luglio non avevamo più di 15, 18 persone. Poi dal primo agosto non c' è stato più il segno meno nelle nostre tabelline.

 

Forse il comportamento da tana libera tutti ha favorito un calo dell' attenzione nell' opinione pubblica, ora con la ripresa di tutte le attività aumentano i contagi, il freddo, il cambio di clima non aiuta. Il virus si trasmette negli ambienti chiusi e confinati se le vie respiratorie non sono protette. Ci sono pazienti che vengono da piccoli focolai come le case di riposo, altri tra i 30 e i 50 anni.

covid hospital 2 columbus

 

Attualmente la gravità è inferiore al quadro che si presentava in passato, l' uso della terapia intensiva meno frequente, vediamo come evolverà. Mascherina, lavaggio mani e vaccinazione antinfluenzale faranno la differenza anche nei pronto soccorso. Se sappiamo che una persona è già vaccinata ci può aiutare a capire e a diminuire gli affollamenti. Da lunedì cominciamo a vaccinare il personale, 7mila persone: ci dobbiamo essere quando servirà».

coronavirus terapia intensiva

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