sgarbi cacciari agamben

“CACCIARI E AGAMBEN? INTELLIGENZE ACUTE SONO STATE CONFUSE CON I NO-VAX DA UN POTERE CHE CI TRATTA COME BAMBINI”  – VITTORIO SGARBI: “DURANTE I PRIMI MESI DI LOCKDOWN MI ERO MOLTO ESPOSTO CONTRO IL GOVERNO. POI È ARRIVATO IL VACCINO: L'HO FATTO E MI CURO. MA RITENGO, CON LORO, CHE SI POSSA PUNTARE SU UN'AUTOTUTELA NON IMPOSITIVA” – “PERSONE CHE POSSIEDONO UNA VISIONE ORIGINALE COME LORO SONO MENO INFLUENTI PERCHÉ NON FREQUENTANO I SOCIAL. LA SCELTA DEGLI STRUMENTI GIUSTI PUÒ PORTARE A FAR PREVALERE CHI HA IDEE MENO SIGNIFICATIVE, MA...”

Vittorio Sgarbi

Maurizio Caverzan per “la Verità”

 

Buongiorno Vittorio Sgarbi, quando ha saputo del cancro?

«Quasi un anno fa. Ricordo che il 26 dicembre andai a sciare».

 

Si poteva?

«No, infatti ci andai in polemica con il governo che lo impediva. Ma è stata una cosa così Andai ad Asiago a fare sci di fondo da solo nel bosco. Caddi una decina di volte perché non lo praticavo da tanto. Il giorno dopo mi accorsi di avere le caviglie gonfie. Non ci pensai e il 31 andai a trovare Cesare Battisti nel carcere di Rossano, in Calabria».

sgarbi 18

 

Cesare Battisti cosa le disse?

«Che mi stima, anche se la pensa in un altro modo. Va bene, gli ho detto, però tu hai ucciso delle persone, hai fatto il terrorista».

 

E lui?

«Mi ha detto che sa di aver sbagliato e che oggi non è più quell'uomo. Poi mi ha dato dei documenti che lo riguardano e che adesso, secondo i magistrati, dovrei consegnare alla polizia perché, dicono, così Battisti può influenzare i processi. A me sembra una follia: un imputato influenza un processo che lo riguarda? Questa è la magistratura che abbiamo in Italia»

vittorio sgarbi foto di bacco (1)

 

File corposo. Stavamo parlando della sua salute.

«Tornato a casa mi sono messo a letto, sorpreso da un'improvvisa e strana depressione. Dopo dieci giorni, quando mi sono fatto visitare, mi hanno detto che avevo avuto il Covid in forma lieve. In compenso, hanno trovato i valori della prostata oltre i limiti. Era fine gennaio. Ho fatto altre visite e, tra aprile e giugno, un ciclo di radiazioni che ha debellato le macchie di cancro».

 

vittorio sgarbi foto di bacco (3)

Tutto bene, dunque?

«Nel frattempo, il 25 marzo a Madrid è stato scoperto un Ecce Homo di Caravaggio fino allora sconosciuto che, con rammarico, non ho potuto acquistare perché è stato ritirato dal governo. Mi sono rifatto trasformandolo nell'oggetto di Ecce Caravaggio, il volume pubblicato in luglio, che precede quello appena uscito, Raffaello. Un Dio mortale (entrambi da La nave di Teseo, ndr). Così, tra il Covid e il cancro, ho avuto come compagni Caravaggio e Raffaello. Quando ci fai cento spettacoli e lezioni, questi giganti diventano quasi tuoi parenti».

 

vittorio sgarbi 3

Sdrammatizzando, possiamo dire che il lavoro funziona da antidoto alla malattia? 

«Per me lo è stato, ha coperto il disagio per lo stato di salute».

 

Che ora è migliorato?

«Il referto della risonanza nucleare è ottimo. Dovrò fare altre punture di ormoni, una al mese».

 

I molti impegni l'aiutano a convivere con questo pensiero?

«È così. Ho appena inaugurato a Lucca la mostra I pittori della luce. Da Caravaggio a Paolini. Prima avevo fatto quella su Depero al Mart di Rovereto, di cui sono presidente. Sempre a Rovereto il 16 dicembre aprirà Canova tra innocenza e peccato. Poi c'è Ferrara arte».

sgarbi

 

Perché Raffaello è un Dio mortale?

«Nel libro riprendo un concetto, espresso da Giorgio Vasari nelle Vite, che l'opera di Raffaello conferma perché racconta un ordine del mondo che la Chiesa continua a promuovere. Non esistono solo i valori di povertà e attenzione agli ultimi. Ci sono anche la salvaguardia della libertà della persona e il rispetto della civiltà, che hanno la loro apoteosi nella celeberrima Scuola di Atene dove troviamo Socrate, Platone e Aristotele affiancati da Leonardo e Michelangelo. Sono i principi del mondo occidentale nati nella Grecia antica, aggiornati dal Rinascimento, compiuti nel cristianesimo». 

raffaello

 

E Raffaello come si colloca?

«È un interprete di questa sintesi, fin troppo perfetto. L'arte è una continuazione della creazione divina. Il mondo in cui viviamo è il risultato di ciò che Dio crea e l'uomo fa».

 

Perché scrive di non avere empatia con Raffaello?

«La perfezione mette soggezione. Noi comuni mortali sentiamo più vicini Caravaggio e Van Gogh, artisti sfigati che sentono l'umano. Raffaello invece sente il divino, sebbene viva un momento oscuro che lo rende umano».

 

Pensavo si rivedesse in un genio che ama le donne

.«Raffaello è ecumenico e universale, mentre il mio temperamento viene comunemente definito divisivo. Se dovessi scegliere il dipinto preferito non lo cercherei tra i suoi, ma in quelli di Caravaggio o di Rembrandt».

la fornarina

 

Però Raffaello è un bipolare, diviso tra estetica e carnalità.

«Vasari lo adombra, ma nel complesso la perfezione prevale sui difetti. È attraversato dalla sensualità, ma La Fornarina, l'opera in cui ritrae la sua donna, la dipinge solo per sé».

 

Lei la paragona a una Monica Bellucci dell'epoca.

«È un gioco ottico del mio spettacolo, realizzato con la proiezione del volto della Bellucci su di lei».Raffaello era modernissimo perché aveva anche un pusher del sesso?«È un'estensione di alcuni accenni del Vasari. Per farlo dipingere con continuità, Agostino Chigi gli porta le donne. Sono eccessi della maturità, da giovane era più preciso». 

 

ilona staller jeff koons 1991

Chi potrebbe essere Raffaello oggi?

«Sono gli artisti di regime come Jeff Koons, l'ex di Cicciolina. Ora è in mostra a Palazzo Strozzi a Firenze. Anche Botero, per l'ispirazione. O Michelangelo Pistoletto, con i suoi Quadri specchianti. Per temperamento, umiltà e rigore quello che si avvicina di più è Antonio Lopez Garcia, un pittore spagnolo raffinatissimo, legato al potere ma senza la popolarità di Raffaello».

 

Tra Leonardo, Caravaggio, Michelangelo, Raffaello, Piero della Francesca il suo preferito è?

«Non ho pittori preferiti. Spesso la preferenza è alternativa alla conoscenza: quanti più ne conosci tanto meno ne scegli uno. Sarebbe facile citare Bramantino, Ercole de' De Roberti, Cosmè Tura, nel Quattrocento ce ne sono tanti dimenticati».

 

VITTORIO SGARBI INAUGURAZIONE MITO ALLA SCALA FOTO FRANCO CORTELLINO

È andato alla Prima della Scala?

«No. Ci sono andato quando ero assessore alla cultura o sottosegretario. Non ci vado per vanità. Preferisco dedicarmi a ciò che mi riguarda in prima persona. Martedì ho inaugurato a Lucca la mostra I pittori della luce. Da Caravaggio a Paolini».

 

Chi sono i pittori della luce?

«Quelli che hanno capito che Caravaggio oltre a inventare la fotografia, cioè la rappresentazione della realtà così com' è, ha inventato anche la luce elettrica, la luce con la quale irrora i suoi interni. Valentin de Boulogne, Gherardo delle Notti, Giovanni Serodine, Rubens». 

 

L'arte è una risorsa per uscire dal buio della pandemia?

urlo di munch

«Non mi sembra, i musei e i teatri sono stati chiusi a lungo. Il governo si è dimostrato timido e impaurito. In Spagna sono rimasti sempre aperti e, considerato che, allora come oggi, nelle chiese non si richiede il green pass perché vigono protocolli rigorosi, anche nei musei si poteva fare lo stesso visto che le distanze sono naturali. Invece, la mia mostra su Caravaggio al Mart è rimasta chiusa, come quella su Tiepolo alle Gallerie d'Italia a Milano. La gente che è stata tanto in casa oggi torna nei musei come per una compensazione».

 

Chi è l'artista che rappresenterebbe meglio la pandemia?

«Edward Munch. L'urlo è l'immagine della situazione che stiamo vivendo».

 

Che cosa pensa di Banksy?

«È un artista sia di regime che antiregime, ironico e paradossale. Il mercato lo premia perché è un interprete delle problematiche attuali. C'è grande curiosità attorno a lui. La mostra a Palazzo Diamanti a Ferrara ha avuto 70.000 visitatori».

 

IL LANCIATORE DI FIORI DI BANKSY

La curiosità è alimentata dalla sua invisibilità?

«Quella è un po' una civetteria. È un writer che espone sui muri quando ci sono un bambino dimenticato e una donna offesa. In un certo senso è un artista che interpreta l'epoca di Greta Thunberg».

 

Piuttosto mainstream?

«Secondo quella forma di antipotere che, in realtà, oggi è legata al consenso».

 

vittorio sgarbi

Il nostro patrimonio artistico potrebbe essere una risorsa per il rilancio del Paese? Ciclicamente qualche mente lucida sollecita la creazione di un circolo virtuoso, poi però non se ne fa niente.

«Dopo il referendum voluto da Marco Pannella, siamo stati decenni senza ministero del Turismo. Adesso che ce l'abbiamo, è arrivata la pandemia. Occorre razionalità, non serve incentivare il turismo culturale a Venezia e Firenze, mentre è utile farlo a Pistoia e a Pisa. Le colline dell'area del Prosecco sono state riconosciute patrimonio dell'Unesco prima degli affreschi di Giotto a Padova. Si procede con lentezza, tuttavia qualcosa si muove, come abbiamo visto con Matera Capitale europea della cultura, diventata ormai una sorta di Venezia del sud».

 

giorgio agamben

Come ministro dei Beni culturali vedrebbe un manager o un intellettuale meglio di un politico?

«Vedrei bene me stesso, attendo di farlo nel prossimo governo. Le attività che curo mostrano come saprei valorizzare il nostro patrimonio».

 

Che cosa pensa della fatwa da cui sono stati colpiti Massimo Cacciari, Giorgio Agamben e Carlo Freccero a proposito della gestione della pandemia?

«Io me la sono cavata con danni minori di loro. Durante i primi mesi di lockdown mi ero molto esposto contro il governo che proibiva di andare in bicicletta, di sciare, di fare il bagno e, con le precauzioni necessarie, spettacoli all'aperto. Poi è arrivato il vaccino: l'ho fatto e mi curo. Ma ritengo, con Cacciari e Agamben, che si possa puntare su un'autotutela non impositiva. Fatico a capire perché chi è vaccinato debba temere chi non lo è e portare la mascherina. Intelligenze acute sono state confuse con i No-vax da un potere che ci tratta come bambini».

 

CACCIARI

Cosa significa che mentre qualche decennio fa gli intellettuali di riferimento del dibattito nazionale erano Alberto Moravia, Giovanni Testori e Umberto Eco ora i nuovi guru siano Fedez e Zerocalcare?

«Significa che la situazione è degradata. Fedez lo prendo per il culo regolarmente. Muovendosi nella musica, in tv e sui social è presente nelle grandi aree della comunicazione contemporanea. Dove prevalgono quelli che parlano a più persone, anche se veicolano contenuti banali. Fino a qualche tempo fa non ero presente sui social, ora tutti i miei contenuti finiscono lì. Pasolini ha usato al meglio gli strumenti del suo tempo, il cinema e la televisione. Anche Berlusconi ha vinto perché conosceva la televisione. I social identificano quest' epoca».

 

MASSIMO CACCIARI

Sta dicendo che Cacciari e Agamben dovrebbero usarli?

«Persone che possiedono una visione originale come loro sono meno influenti perché non li frequentano. La scelta degli strumenti giusti può portare a far prevalere chi ha idee meno significative, ma una potenza di fuoco superiore».

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