dune di piscinas

BUTTIAMOCI IN PISCINAS - VUOI LO SPOT IN SPIAGGIA? PAGA! ARRIVA LA TASSA SUL PAESAGGIO L’IDEA È DEL COMUNE SARDO DI ARBUS: PER AMBIENTARE PUBBLICITÀ E VIDEO FRA LE FAMOSE DUNE DI PISCINAS BISOGNERÀ VERSARE 500 EURO ALL' ORA O 1.500 PER TUTTO IL GIORNO - L'ASSESSORE AL PATRIMONIO: "CHI E' CONVINTO CHE CI SIAMO MOSSI SOLO PER FARE CASSA SI SBAGLIA. L'IDEA E' QUELLA DI TUTELARE I NOSTRI BENI..."

PAOLO CABONI per Libero Quotidiano

dune di piscinas

 

Arriva la tassa sul panorama. Messa così, pare l' ennesima aberrazione fiscale che ha fatto delle tasse l' unica leva su cui appoggiare la propria economia. Ma la questione è più complessa.

 

Ad escogitare l' imposta in questione è l' amministrazione comunale di Arbus, Comune a circa 50 chilometri da Cagliari, che ha nelle sue bellissime spiagge e nei siti minerari dismessi un patrimonio turistico e ambientalistico di inestimabile valore, che è meta ogni anno di villeggianti e turisti che giungono da tutta Europa e non solo.

 

Ma in che senso "tassa sul paesaggio"? Dal prossimo mese di giugno, chiunque vorrà scattare delle fotografie destinate a réclame e girare spot o video promozionali o anche film più o meno lunghi nei meravigliosi siti della Costa Verde, ma anche ne soprattutto fra le famose dune balneari di Piscinas e di Pistis, oltre alla spiaggia di Scivu e i siti minerari di Montevecchio e Ingurtosu, dovrà per l' appunto recarsi in Comune, chiedere l' autorizzazione e sborsare da un minimo di 500 euro per un' ora, fino ad un massimo di 1.500 per l' intera giornata. Un vero e proprio balzello - non lo si può chiamare altrimenti - per tutelare l' ambiente.

 

dune di piscinas

«Si tratta di un diritto d' immagine - fa dunque sapere l' assessore comunale al Patrimonio, Carlo Vinci,- e non è mirata assolutamente a fare cassa: si tratta più che altro di avere il controllo sui nostri beni, e anche in qualche modo di proteggerlo». Perché i meravigliosi luoghi in questione sono regolarmente mete proprio di troupe pubblicitarie e cinematografiche, quasi senza soluzione di continuità. E il rischio che lo stesso ambiente ne risenta esiste.

 

Il regolameno comunale è chiaro: «Chiunque a fini commerciali e pubblicitari intende effettuare riprese, scatti, video, film e ogni altro tipo di riproduzione al territorio di Arbus, deve presentare istanza di autorizzazione al Comune almeno 30 giorni prima dell' inizio dell' attività. Il via libera sarà rilasciato dal responsabile del servizio di competenza, previo pagamento di una tariffa giornaliera che oscilla da un minimo di 500 euro per un' ora a 1.500 per l' intero giorno, oltre alla tassa per l' occupazione del suolo pubblico (Tosap) per il set, i mezzi tecnici e le auto». Le richieste che hanno carattere di urgenza, o presentate oltre il termine, saranno autorizzate con una maggiorazione del 50 per cento. Sono invece esclusi dalle regole comunali i selfie con gli smartphone, le foto amatoriali, le riprese effettuate senza scopo di lucro, quali l' esercizio del diritto di cronaca, le iniziative sociali da aziende non profit, le campagne di pubblicità progresso e le manifestazioni a fini istituzionali.

dune di piscinas

 

Nelle mire dalla locale Polizia municipale finiranno quindi soltanto set cinematografici, pannelli, cavalletti, flash e auto in sosta sulla sabbia dorata o in riva al mare, e per ogni violazione sono previste sanzioni dai 500 ai 4.000 euro. «Ma ribadisco: chi è convinto che ci siamo mossi solo per fare cassa si sbaglia - ripete Vinci, - siccome abbiamo un patrimonio ambientale che tutti ci invidiano, l' idea è di tutelare i nostri beni contro l' invadenza delle operazioni commerciali e, in genere, contro chi arriva sui nostri litorali per guadagnare, senza degnarsi di alcun preavviso, prendendo contatti con la Regione Sardegna e ignorando il nostro Comune, che si sente tagliato fuori». Una considerazione che pare quasi polemica nei confronti della Regione stessa.

 

Il provvedimento è stato deliberato nei giorni scorsi dal Consiglio comunale, che lo ha votato all' unanimità. Come dire che maggioranza e opposizione hanno trovato unità di intenti per salvaguardare il proprio territorio. E per tassare fotografi e operatori.

 

 

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