xi jinping

"LA RIUNIFICAZIONE DI TAIWAN ALLA CINA E' STORICAMENTE INEVITABILE E SARA' REALIZZATA" - DOPO AVER LANCIATO STORMI DI AEREI DA GUERRA INTORNO ALL'ISOLA, XI JINPING E' TORNATO A PARLARE DELLA QUESTIONE TAIWANESE ANCHE IN TV - "LA RIUNIFICAZIONE ATTRAVERSO MEZZI PACIFICI E' QUELLA MIGLIORE" MA "COLORO CHE DIMENTICANO LE LORO ORIGINI, NON FARANNO UNA BELLA FINE" -  TAIPEI HA GIA' AVVISATO CHE NEL 2025 PECHINO AVRA' LA CAPACITA' PER TENTARE L'INVASIONE E...

Guido Santevecchi per il "Corriere della Sera"

 

xi jinping

La riunificazione di Taiwan alla Cina «è storicamente inevitabile e sarà realizzata». Parola di Xi Jinping, che è tornato sulla questione in un discorso trasmesso in tv dalla Grande Sala del Popolo di Tienanmen dopo aver lanciato a inizio ottobre stormi di aerei da guerra intorno all’isola che ancora rifiuta di sottomettersi alla «inevitabilità».

 

Xi da quando è al potere, nel 2012, ha parlato molte volte della questione taiwanese, alternando toni concilianti alla minaccia di uso della forza. In questa occasione ha scelto la linea più moderata quando ha affermato che «la riunificazione attraverso mezzi pacifici è quella migliore per gli interessi della nazione cinese, compresi i compatrioti taiwanesi». Ma ha aggiunto che «coloro che dimenticano le loro origini, tradiscono la madrepatria e cercano di dividere il Paese non faranno una bella fine, saranno disprezzati dal popolo e condannati dalla storia».

 

XI JINPING

In passato, Xi ha proclamato «missione storica» e «impegno irremovibile» riportare sotto il controllo del governo comunista l’isola dove nel 1949 si rifugiarono i nazionalisti Kuomintang di Chiang Kai-shek sconfitti nella guerra civile dall’Armata rossa di Mao. Nel 2019 ha esplicitamente sollevato lo spettro dell’azione militare dicendo di non volere e non potere fare «alcuna promessa di rinunciare all’impiego della forza, manteniamo l’opzione di ricorrere a ogni misura necessaria».

 

Questa volta Xi si è appellato alla storia e all’inevitabilità del raggiungimento dell’obiettivo che fa parte della sua promessa di «rinnovamento della nazione cinese».

 

caccia cinesi sopra taiwan

I politologi del mondo globalizzato, da Taipei a Washington, si sono subito messi al lavoro per decifrare il discorso di Xi Jinping. Bisogna considerare che è stato pronunciato per celebrare i 110 anni della rivoluzione ispirata dal dottor Sun Yat-sen, che nel 1911 rovesciò l’ultimo imperatore della dinastia Qing fondando la Repubblica di Cina.

 

Si tratta di una giornata di orgoglio nazionale, da una parte e dall’altra dello Stretto: Taipei la celebrerà domani. Xi ha invocato l’eredità del primo leader rivoluzionario Sun Yat-sen, che fondò il Kuomintang, e questo può essere letto come un segnale di rispetto nei confronti di Taiwan dove si ritirò il Kuomintang scacciato dal resto della Cina, osserva l’autorevole storico Rana Mitter, docente di politica cinese a Oxford.

 

caccia cinesi sopra taiwan

«Negli ultimi mesi, Pechino ha usato quasi solo un linguaggio minaccioso verso Taiwan e questo discorso di Xi può essere un tentativo di suggerire una via pacifica», dice il professore. Interpretazione sottile, ma bisogna ricordare che Xi ha più volte promesso che la risoluzione della questione taiwanese non può essere più lasciata alle generazioni future, come è stato fatto per oltre settant’anni dal dicembre 1949, quando Chiang Kai-shek sbarcò sull’isola e ci si arroccò. Da allora Taiwan si è autogovernata, evolvendosi da dittatura sotto legge marziale fino agli Anni 80 in democrazia matura, oltre che potenza economica.

 

caccia cinesi sopra taiwan

Quando dice che la questione taiwanese non può essere passata senza soluzione alla prossima generazione di leader, Xi rivela il suo obiettivo: vuole essere lui il grande riunificatore. Ha ancora diversi anni per compiere la missione, perché ha fatto cambiare la Costituzione per essere presidente senza limiti di tempo e l’anno prossimo il Congresso del Partito comunista gli accorderà un altro lustro da Segretario generale.

 

Ma per portare a termine la missione «inevitabile» della riunificazione di Taiwan, Xi si è lasciato poche opzioni. La carta migliore era quella «Un Paese due Sistemi», usata per ottenere la restituzione di Hong Kong dai colonizzatori britannici. Ma a Taipei hanno osservato bene come si è chiusa la questione hongkonghese negli ultimi mesi e un’ipotesi di riunificazione su quel modello è ormai morta.

 

cina taiwan

Questa settimana il ministro della Difesa taiwanese ha dato l’allarme sui preparativi di attacco cinese, ammonendo che nel 2025 Pechino avrà la capacità per tentare l’invasione; la presidente Tsai Ing-wen ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché eviti la «catastrofe della caduta di Taiwan in mano cinese».

 

Oggi la risposta di Taipei al discorso di Xi è stata formulata dal Consiglio per le Relazioni con la Cina: i 23 milioni di abitanti dell’isola hanno il diritto di decidere il futuro e lo sviluppo di Taiwan; il modello Un Paese due Sistemi si è dimostrato sbagliato.

 

Soldati di Taiwan

Domenica 10 ottobre parlerà la presidente Tsai Ing-wen, nel giorno che Taiwan ha scelto per celebrare la Festa nazionale per la rivoluzione repubblicana di Sun Yat-sen. Davanti al palazzo presidenziale di Taipei si svolgerà una parata militare con missili e sfrecceranno aerei, per segnalare a Pechino la volontà di resistere.

Tsai Ing-wen, presidente Taiwan

Ultimi Dagoreport

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?