yahya sinwar

“YAHYA SINWAR NON È IL PIÙ FORTE, È IL PIÙ CRIMINALE” – IL RITRATTO DEL LEADER DI HAMAS NELLA STRISCIA DI GAZA TRATTEGGIATO DA CHI LO CONOSCE BENE: MICAH KOBI, L’AGENTE DEI SERVIZI ISRAELIANI CHE LO HA INTERROGATO PER 150 ORE IN PRIGIONE – “QUANDO INIZIÒ A RACCONTARE I CRIMINI COMMESSI CON ESALTAZIONE, CAPII CHE ERA DIVERSO, QUEGLI OCCHI DA ASSASSINO PARLAVANO DA SOLI" - "È STATO IN GRADO DI ARRUOLARE PERSONE ANCHE MENTRE ERA IN CARCERE” – L’ESPERTO MICHAEL MILSHTEI: “NON LASCERÀ GAZA. NON È ARAFAT, È HITLER, PIUTTOSTO MUORE NEL BUNKER…” 

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

Yahya Sinwar

Appena entrato nella stanza in cui lo attendeva l’agente dei servizi segreti israeliani Micah Kobi, Yahya Sinwar, senza neppure sedersi, disse: “Uccidimi, non ti dirò nulla, voglio essere uno shahid”, un martire. Sinwar aveva ventisette anni, un’ideologia ferrea e un piano chiaro che necessitava di tempo per essere letale contro Israele.

 

Micah Kobi aveva già trascorso molto tempo nella Striscia di Gaza come agente dello Shabak, i servizi segreti interni; aveva conosciuto diversi uomini di Hamas, aveva arrestato leader, miliziani, predicatori, e sapeva che in Sinwar c’era qualcosa di diverso, era spietato, ambizioso, paziente, inflessibile, per nulla sensibile ai richiami del compromesso: “Ucciderti ora sarebbe semplice – gli rispose Kobi – per te sarebbe comodo morire adesso, non soffriresti neppure. Se vuoi che ti uccida devi prima sederti e raccontarmi tutto: chi hai ammazzato a Gaza, chi hai ammazzato in Israele. Tutto”.

 

Mentre Kobi racconta al Foglio il suo primo incontro con Sinwar, ripete le parole con lentezza, sembra che gli siano entrate nel cervello, che non usciranno più, sembra che il suo orecchio continui a ripeterle parecchie volte al giorno, senza sosta, un sottofondo costante della sua vita.

 

attacco di hamas del 7 ottobre 3

“Sinwar mi disse che non mi avrebbe raccontato nulla. Allora io lo portai da Ahmed Yassin”: Kobi aveva arrestato Yassin già nel 1983, quando era a capo del movimento radicale chiamato Mujama al islami che ha preceduto la creazione di Hamas: “Lo arrestai con altre venticinque persone, aveva creato un movimento con lo scopo di uccidere ebrei, leggeva il Mein Kampf di Hitler, predicava in una grande moschea a Gaza in cui accorrevano religiosi e non.

 

[…] Pensavo che il suo arresto sarebbe bastato […], invece, due anni dopo, lui e tutti gli altri membri di Mujama al islami vennero rilasciati per l’accordo Jibril: Israele fece uscire dalle carceri più di mille prigionieri per riavere indietro tre israeliani”, i ricordi di Kobi sono tersi, vengono messi in fila come un percorso che ha poi portato al 7 ottobre.

Yahya Sinwar in fuga nei tunnel di hamas

 

[…] Yassin tornò a predicare a Gaza e due anni dopo fondò Hamas. Al suo fianco c’era un giovane vorace che aveva due ossessioni: educare le giovani generazioni di Gaza a servire i piani di Hamas e dare la caccia a tutti collaboratori di Israele […] per eliminarli nel modo più cruento possibile.  Propaganda e castigo, “arrestai di nuovo Yassin nel 1989, […] assieme a lui arrestai altre cinquecentoventi persone, c’era anche Yahya Sinwar”, era lui la novità […]”.

 

Durante il primo incontro [...] dopo che sentì dirsi “Non ti dirò nulla”, Kobi lo prese, lo portò nella cella di Yassin, bastò una fatwa e al ritorno nella stanza dell’interrogatorio Sinwar iniziò a elencare i crimini che aveva commesso, si dilettava nei dettagli, gli ardevano gli occhi: “Iniziarono così le centocinquanta ore che avremmo trascorso insieme”, Kobi a fare domande, Sinwar a sciorinare colpi di machete, strangolamenti, sepolture, vendette.

 

soldati israeliani scoprono un tunnel di hamas a gaza

“E’ lui l’uomo che alla fine degli anni Ottanta aveva preso il controllo dell’educazione a Gaza, con lui sono iniziati i campi studio per bambini: voleva sfinirli di propaganda, far crescere le generazioni al gusto di uccidere ebrei”, Hamas doveva essere qualcosa di più di un partito o un movimento, il piano di Sinwar era di trasformarlo in un principio inscindibile dalla Striscia di Gaza, in un sistema che punisce chi non collabora, tutti devono essere connessi: se esiste la Striscia, esiste Hamas; se non esiste Hamas, non esiste la Striscia.

 

Yahya Sinwar

Da qui nasce l’idea che il gruppo si sarebbe dovuto occupare di tutto, doveva dare l’idea dell’imprescindibilità: “E’ stato Sinwar a espandere la campagna di reclutamento, ad aumentare i membri di Hamas, è stato Sinwar a prendere gli accordi con l’Iran, a far arrivare addestratori per creare le unità di élite Nukhba. E’ un ottimo reclutatore, è stato in grado di arruolare persone anche mentre era in carcere in Israele”.

 

Secondo Kobi, ha fatto affidamento su guardie israeliane e sul personale della Croce Rossa, ha continuato a coltivare il suo piano a Gaza anche da dentro la prigione,  […]. “Purtroppo non ce ne siamo accorti in tempo, mandava ordini nella Striscia, continuava a comunicare, era dentro, ma aveva il potere di essere fuori, aveva a disposizione il denaro con cui comprarsi chi voleva.  Sapeva bene come farsi accontentare anche dagli ufficiali della prigione, riceveva e dava, in prigione ha persino attivato i suoi contatti con l’Iran”.

 

VIDEO DEGLI OSTAGGI ISRAELIANI IN MANO AD HAMAS

Appena entrato in carcere, Sinwar chiese di essere ucciso, poi capì che doveva soltanto aspettare […].

 

Kobi aveva già sentito parlare di Sinwar prima di incontrarlo, era stato Yassin a parlargliene: glielo descrisse come “l’uomo che ce l’avrebbe fatta”, il più determinato, quello diverso, con un piano differente e i mezzi per realizzarlo. […] “Quando Sinwar entrò nella stanza dell’interrogatorio, quando iniziò a raccontare i crimini commessi con esaltazione, capii che era diverso, quegli occhi da assassino parlavano da soli”.

 

MILIZIANI DI HAMAS

[...]  “continuò a uccidere anche dentro la prigione, recise con la lama di un rasoio la gola di tre palestinesi che era convinto stessero collaborando con noi, non era vero, non collaboravano, ma lui era ossessionato […]: il soprannome di ‘macellaio di Khan Younis’ non glielo abbiamo dato noi israeliani, sono stati i palestinesi a chiamarlo così”.

 

Sinwar venne rilasciato nel 2011, nell’ambito di uno scambio dispendioso per Israele che fece uscire dalle sue carceri mille detenuti palestinesi per far tornare il soldato Gilad Shalit, rapito nel 2006: molti dei palestinesi rilasciati hanno preso parte a nuovi attentati, alla pianificazione e all’esecuzione del 7 ottobre.

 

Yahya Sinwar in fuga nei tunnel di hamas 3

“Non ho potuto fare nulla per impedirlo – Kobi si lamenta – ho conosciuto Sinwar meglio di chiunque altro, meglio dei suoi genitori, l’ho detto, l’ho ripetuto, l’ho sottolineato quanto fosse pericoloso”. Sinwar lasciò Israele, si rinchiuse a Gaza ed ebbe a disposizione tredici anni per creare il piano più doloroso possibile: “Sinwar non è il più forte, è il più criminale, dentro Hamas c’è chi lo odia, tutta la sua famiglia è detestata per quello che lui e suo fratello hanno fatto ad altri membri del gruppo, inseguendo l’ossessione del tradimento e lo zelo del castigo”.

 

Ha curato, cesellato, fatto crescere un piano in tredici anni, ha capito che bisognava  trasformare tutta la società di Gaza, che ogni cittadino andava coinvolto o prendendo parte alle azioni contro Israele o nella feroce posizione di vittima, perché lo spargimento di sangue aiuta Hamas, coma ha scritto Sinwar nella sua corrispondenza con altri leader del gruppo: il sangue fa notizia, distrae l’attenzione dai crimini e nessuno si domanda quale disegno ci sia dietro la morte dei civili palestinesi.

 

Liberazione di Gilad Shalit

E’ un calcolo millimetrico, che ha i suoi effetti: sabato 8 giugno, Israele ha liberato quattro ostaggi, tenuti in prigionia per otto mesi e detenuti in un’area civile; i miliziani si sono opposti al salvataggio, hanno iniziato a sparare contro gli ostaggi e gli agenti arrivati a liberarli, Israele ha risposto al fuoco e l’azione ha causato la morte di diversi civili, più di duecento, secondo Hamas.

 

Il sangue ha cancellato l’operazione di salvataggio, ha cancellato le condizioni degli ostaggi, ha cancellato anche l’evidenza del metodo di Hamas di usare la popolazione come scudo. Il sangue si è trasformato in condanna internazionale nei confronti di Israele: Sinwar ha armato l'opinione pubblica […]. “E’ stata una sorpresa positiva, lo ha scoperto nel 2021 quanto potesse funzionare, e ne ha fatto una strategia da implementare”.

 

massacro di hamas in israele 2

Michael Milshtein è uno dei più grandi esperti israeliani in studi palestinesi [...]. Non ha mai incontrato Sinwar, ma ne ha studiato i movimenti, le idee, il modo di ragionare: “E’ un estremista, la sua logica è ideologia, è lontano dal compromesso, vive nel Medioevo, si sente Saladino. E’ un radicale ma questo non vuol dire che non ragioni per obiettivi realistici:  sapeva bene che il 7 ottobre non avrebbe distrutto Israele, infatti non ambiva a questo, voleva distruggere la fiducia dello stato ebraico in se stesso, voleva rompere la società israeliana e il suo patto interno, creare ostilità con i palestinesi, porre fine al dialogo sulla coesistenza. E’ riuscito in molto”. Il 7 ottobre non era il punto di arrivo, era il punto di inizio.

 

PROTESTE ANTI-ISRAELE A NEW YORK

[...] “Un anno e mezzo fa pensavamo di poter convincere Sinwar a lasciare Gaza come facemmo con Arafat quando accettò di lasciare il Libano. Non c’è modo di convincerlo, non è Arafat, è Hitler, piuttosto muore nel bunker, non lascerà mai le armi. Hamas è Gaza e Sinwar non se ne sarebbe andato e non se ne andrà, è radicato nella Striscia e pronto ad assumersi le glorie e le conseguenze della guerra”. [...]

hassan eslaiah con il leader di hamas yahya sinwar

 

Yahya Sinwar in fuga nei tunnel di hamas 2Yahya SinwarVIDEO DEGLI OSTAGGI ISRAELIANI IN MANO AD HAMASI TRE OSTAGGI ISRAELIANI UCCISI DA HAMAS - Amit Buskila - Shani Louk - Itzhak Galarenter combattenti di hamas a gaza city nel 2021arsenale di hamas e hezbollah SALEH AL AROURI ISMAIL HANIYEHsoldati israeliani scoprono un tunnel di hamas a gazail video del sequestro delle soldatesse israeliane da parte dei terroristi di hamas il 7 ottobreIsmail Haniyeh NOA ARGAMANI RAPITA IL 7 OTTOBRE il video del sequestro delle soldatesse israeliane da parte dei terroristi di hamas il 7 ottobreIL MESSAGGIO SUL LENZUOLO SCRITTO CON GLI AVANZI DI CIBO DAI TRE OSTAGGI UCCISI DALL ESERCITO ISRAELIANO

 

distruzione a rafah, nel sud della striscia di gaza, nel 2014NOA ARGAMANI RAPITA IL 7 OTTOBRE video con gli ostaggi di hamas attacco di hamas del 7 ottobre 1sinwar hamas gaza

Ultimi Dagoreport

palantir papa leone xiv enciclica magnifica humanitas peter thiel

PALANTIR SBARCA A ROMA! – PETER THIEL, L’ESEGETA DELL’ANTICRISTO, TORNA NELLA CAPITALE PER SFIDARE L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” DI PAPA LEONE XIV SUI PERICOLI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’APPUNTAMENTO È FISSATO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA – TRA I SELEZIONATISSIMI ORATORI C’È IL GURU DELLA TECNODESTRA AMERICANA ANDREA VENANZONI, IL “TECNOEVANGELISTA”  DAN CALINESCU, IL COSTITUZIONALISTA ALESSANDRO STERPA – L’EVENTO, DAL TITOLO “MAGNIFICA HUMANITAS. LO SGUARDO DELLA CHIESA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”, È ORCHESTRATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE VINCENZO GIOBERTI, CHE AVEVA GIÀ PORTATO A ROMA LO SCORSO MARZO THIEL A SPROLOQUIARE SULL'ANTICRISTO – SARÀ IL PRIMO SCONTRO FRONTALE TRA LA TECNODESTRA AMERICANA, CONVINTA CHE LA PACE SI OTTENGA A COLPI DI DRONI E SORVEGLIANZA PREDITTIVA, E LA CHIESA CHE VUOLE DISARMARE GLI ALGORITMI – LA SILICON VALLEY PROVERÀ A SPIEGARE A DIO COME SI GESTISCE IL PARADISO DEI DATI... (PENSA TU CHE COJONI: SE LA CHIESA ESISTE DA DUEMILA ANNI, CI SARA' UN MOTIVO...)

andrea orcel risiko friedrich merz unicredit commerzbank

DAGOREPORT - IL MURO ERETTO DA COMMERZBANK CONTRO UNICREDIT INIZIA A MOSTRARE LE PRIME CREPE – DOPO L’ANNUNCIO BY ANDREA ORCEL DEL SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEL 30% (E DEL 50 CONTANDO I DERIVATI), LA SECONDA BANCA TEDESCA HA CHIESTO L’AVVIO DI UN’INDAGINE ALLA BAFIN, LA CONSOB DI FRANCOFORTE. MA LA MOSSA PUÒ SOLO RALLENTARE, NON FERMARE L’OPERAZIONE – LO STESSO CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ, CHE PRIMA PARLAVA DI “ACQUISIZIONE OSTILE NON ACCETTABILE”, AVREBBE CAMBIATO IDEA DOPO LE INTERLOCUZIONI CON I GRANDI FONDI INTERNAZIONALI. PRESTO MERZ POTREBBE INCONTRARE ORCEL. E ANCHE IL FRONTE ANTI-ITALIA DEI SINDACATI TEDESCHI STAREBBE PERDENDO QUOTA – IL SEMPRE PIÙ VISPO ORCEL ACCELERA LA TRATTATIVA PER IL RISPARMIO GESTITO CON IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET. UNA VOLTA FATTO BINGO! POTRÀ TORNARE CON LA CORONA D’ALLORO A ROMA E PRENDERE A PERNACCHIE I SALVINI E GIORGETTI CHE LIQUIDARONO UNICREDIT COME “BANCA STRANIERA” STOPPANDO CON IL GOLDEN POWER LA CONQUISTA DEL “LORO” BANCO BPM…

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”