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ZZZZZ... TUTTO CIÒ CHE C’È DA SAPERE SULLE ODIATE ZANZARE, L’INSETTO INCUBO DI OGNI ESTATE - SENTONO IL NOSTRO ODORE A DISTANZA DI 70 METRI MA IN MOLTE PARTI DEL MONDO TRASMETTONO GRAVI MALATTIE..

Marco Belpoliti per “www.lastampa.it”

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C’è un insetto più antipatico della zanzara? In «Zanzare», il secondo romanzo di William Faulkner, ambientato su un panfilo che naviga sulle acque di un lago, gli esseri umani appaiono frenetici, assurdi e fastidiosi come le zanzare che li pungono. Spesso senza far rumore, questo insetto atterra sulla nostra cute e pratica un foro con la sua proboscide.

 

L’effetto è un prurito insistente. Come ha scritto Karl von Frisch, uno dei maggiori studiosi d’insetti, noi uomini dobbiamo astrarci dall’idea di essere i primi attori sul teatro della Terra e di pensare che ogni cosa sia al nostro esclusivo servizio. Lo zoologo austriaco asserisce che anche i più modesti esseri viventi sono equipaggiati con la medesima cura dell’arrogante razza umana per affrontare la lotta per l’esistenza. 

 

SI NUTRE DEL NOSTRO SANGUE  

La fastidiosa zanzara possiede organi di volo di grande perfezione; ha due sole ali, quindi appartiene ai ditteri. Così come noi appena vediamo il cibo ci viene l’acquolina in bocca, la zanzara all’attacco appare dotata di ghiandole per la salivazione: praticata la ferita nella nostra pelle, emette una gocciolina di liquido tossico che provoca l’irritazione della cute; le serve per produrre un’infiammazione locale, dovuta alla dilatazione dei vasi sanguigni: intensifica l’afflusso del sangue.

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Il veleno provoca dolore, ma è utile ad attingere quel nettare che è il nostro sangue. Tutto questo perché il suo apparato succhiatore è troppo sottile per infilarsi a fondo nella pelle. Inoltre, la goccia di liquido irritante ha l’effetto di impedire che il sangue si coaguli. 

 

Le zanzare non sono così vecchie come altri insetti. Sono apparse solo 35 milioni di anni fa e la loro alimentazione è specialistica: si nutrono di sangue, quello animale a sangue caldo. Non fanno troppe distinzioni: il nostro sangue vale quello di una mucca o di un uccello, per cui, pur sentendoci perseguitati, non siamo i loro unici fornitori. Per fortuna sono i soli insetti che si alimentano con il sangue, fatta eccezione dei tafani ematofagi. 

 

A succhiare, però, sono sempre e solo le femmine, poiché, sia i tafani maschi sia le zanzare maschio non colpiscono gli esseri viventi. La ragione è semplice: il sangue serve per far raggiungere la maturazione alle uova, altrimenti si nutrono di sostanze zuccherine. Nel mondo degli insetti i maschi sono dediti quasi esclusivamente alla riproduzione. Quelli delle zanzare vivono poco, dai sette ai 15 giorni, mentre le femmine da uno a cinque mesi, poiché sono capaci di svernare entrando in una sorta di letargo in attesa di un clima migliore. 

 

TUTTA COLPA DELLE FEMMINE  

Tra gli insetti il maschio viene immolato per salvaguardare la sopravvivenza della specie. Il caso più famoso è quello della mantide religiosa, di cui parla Roger Caillois ne «Il mito e l’uomo»: durante la copula morde il maschio, quindi lo decapita e lo divora a i pezzi; pare che da qualche tempo i maschi di questa specie prendano la cautela di portare con sé un piccolo dono alimentare, una preda da porgere alla femmina con cui si uniscono, al fine di distrarla. In realtà, la mantide mangia il maschio perché ha subito bisogno di un buon pasto proteico. 

 

La zanzara è un flagello per le malattie che trasmette: malaria, febbre gialla, dengue, encefaliti; inoltre, rende inabitabili intere regioni del globo. In Italia ci sono 60 specie di zanzare, ricorda il biologo Marco Di Domenci in «Italiani pericolosi»: 12 sono le Culex, nome della specie più diffusa; tre le Anopheles, che veicolano la malaria, poi ci sono le Aedes, cui appartiene la zanzara tigre e la «zanzara coreana», Aedes koreicus, ultima arrivata, segnalata nelle zone montane del Bellunese. Entrambe sono probabilmente giunte dall’Oriente per nave, dentro dei copertoni, anche se si suppone che gli aerei siano un ottimo veicolo per far migrare insetti da una parte all’altra del mondo. 

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L’ACQUA PER RIPRODURSI  

Le zanzare sono un flagello anche per via della capacità di riproduzione: una femmina genera 300 uova; poiché il ciclo vitale è di sette giorni e, dato che si riproducono dopo due giorni dalla nascita (larva, poi pupa, quindi insetto), da una zanzara possono nascere 250 milioni di miliardi di zanzare nell’arco di otto mesi. Per nostra fortuna c’è la darwiniana lotta per la sopravvivenza: pipistrelli, rondini, altri insetti.

 

La zanzara, il cui nome italiano è di origine onomatopeico, è una specialista dell’acqua; dove c’è, e ci sono batteri, lei appare. Senza l’acqua non si riproducono; basta un sottovaso o un barattolo abbandonato. Sono in grado di colonizzare anche le acque più povere di ossigeno. Partono dall’acqua e lì tornano, per questo sono diventate le nostre compagne inseparabili. 

 

SENTONO IL NOSTRO ODORE  

Ma come fanno a individuarci? Grazie ai sensilli; percepiscono le vibrazioni e i cambiamenti di pressione con i recettori antennali; con gli ocelli, i loro «occhi», diciamo così, vedono le radiazioni infrarosse prodotte dal nostro corpo, sentono l’anidride carbonica che emettiamo.

ZANZARAZANZARA

 

Colgono il nostro odore anche a distanza di 70 metri. Per colpire il bersaglio mettono in azione i ricettori del calore e dell’umidità. Speriamo solo che non le stiano studiando in qualche centro di ricerca bellica, perché, se la loro tecnologia verrà trasferita ai droni, insetti tecnologici, sarà fatale per chiunque sarà preso di mira da loro. 

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