giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE... 

DAGOREPORT

giuseppe conte - voto referendum giustizia. - foto lapresse

Dopo la vittoria del “No” al referendum, mentre Grillo gli fa tre cause per il simbolo del M5s, Giuseppe Conte ha il vento in poppa. 

 

Sospinto da un'ambizione senza freni, con un partito sedato e sistemato a sua immagine e somiglianza, sovreccitato dai continui contatti carbonari con la fronda anti-Schlein del Pd, la sua campagna per l'investitura a candidato premier del centrosinistra alle politiche del 2027 entra nel vivo.

 

ELLY SCHLEIN GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

 

 

Complice l'inconsistenza mediatica-comunicativa, al limite dello sfollagente, della prima inquilina del Nazareno e del suo stato maggiore, l'ex ''Avvocato del Popolo'' ha messo la propria fiche sulla leadership del "campolargo" scodellando con tempismo perfetto in libreria "Una nuova primavera", che porta in copertina un sottotitolo che è un programma di governo: "La sfida progressista per l'Italia" (Marsilio editore).

 

Promosso da un video con occhieggiamento in modalità nazional-popolare alle casalinghe, interviste e ospitate televisive, il libro-manifesto sui "valori" del progetto "progressista" è il trampolino per lanciare il guanto di sfida alla segretaria con l'eskimo, inventata (all'epoca manco era iscritta al Pd) dalle alchimie sbagliate di Dario Franceschini. E colei che doveva essere il suo "burattino" al potere del partito ha fatto presto a tagliare i fili e a rivelarsi una "pupara" più affamata di potere di Giorgia Meloni.

UNA NUOVA PRIMAVERA - GIUSEPPE CONTE - COPERTINA

 

Di qui, ha inizio ''la sfida progressista", con l’immediata invocazione delle primarie, da parte di Peppiniello Appulo, ben sapendo che, in caso di voto in gazebo e con più candidati in campo, l'insofferenza crescente nei confronti dell'autoritarismo della sinistrata Elly favorirebbe la sua candidatura a scontrarsi nel 2027 con la fu "Statista della Sgarbatella".

 

Essì, dopo la culata del 23 marzo, la Poverina non si è più ripresa: tramortita dal primo K.O. tecnico della sua carriera politica, ha smarrito quella sua capacità di persuasione da "Io so' Giorgia" sconfinante nella protervia da "Marchesa del Grillo": assediata dal caos intestino dei Camerati d'Italia e dal caos internazionale innescato dal suo amico Trump, dopo quattro anni da Ducetta di Palazzo Chigi ha messo in mostra le madornali criticità e insostenibili ingenuità nella gestione del potere.

 

Così, tra una "Sora Giorgia" diventata di colpo "Sòla" per un elettorato con le tasche sempre più vuote e una Schlein sempre più "Sinistr-Elly", la pochette di Conte non rischia più di ammosciarsi.

 

MENAGE ATREJU - MEME BY EMILIANO CARLI PER IL GIORNALONE - LA STAMPA

Anzi: tutti i sondaggi, da prendere con le pinze, lo danno primo nelle preferenze di eventuali primarie aperte: né Schlein né tantomeno la renziana sotto copertura Silvia Salis avrebbero chance di fronte al ciuffo catramato dell’ex premier.

 

La segretaria dem, come rilevato da Alessandra Ghisleri, avrebbe possibilità di vittoria solo in un eventuale ballottaggio con Peppiniello Appulo. Per questo al Nazareno è allo studio anche "il doppio turno" ai gazebo. 

 

Elly, scrive Alessandro De Angelis su "La Stampa", "ha bisogno che si mobiliti, a pieni giri, la macchina del suo partito: struttura, organizzazione, correnti e cacicchi". D'altronde la segretaria con tre passaporti e una fidanzata per affermarsi come guida della coalizione non ha altra soluzione che vincere le primarie.

ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

 

Per questo dal suo entourage le suggeriscono di prendere tempo, aspettare, ponderare. Le incognite, infatti, sono molte e la via dei gazebo puo' diventare un calvario. E se si candidasse per AVS, Ilaria Salis? E se qualcuno di area riformista la sfidasse dall'interno del Pd? Altri voti che non andrebbero a lei. 

 

Elly, d'altro canto, non puo' permettersi di perdere: ne va della sua carriera politica. Una sconfitta contro Conte, da segretaria del partito di maggioranza relativa nella coalizione, la costringerebbe a dimettersi, perché vorrebbe dire essere stata mollata anche dagli stessi elettori del Pd.

 

Ecco spiegato perché in molti, al Nazareno, dal gran manovratore Dario Franceschini a Bonaccini (che spera addirittura di entrare in corsa per Palazzo Chigi), hanno frenato di fronte all’ipotesi primarie, diventando facile bersaglio per l’ideologo del contismo, Marco Travaglio:

 

conte travaglio

“Fino all’altro giorno il Pd predicava le primarie di coalizione per scegliere il candidato premier progressista. Poi, letti i sondaggi che danno Conte favorito sulla Schlein e unico competitor in grado di battere la Meloni e di guidare il prossimo governo, contrordine compagni […].

 

''Ora è tutto un distinguo tra “federatori esterni”, “papi stranieri”, “primarie” di programma e altre supercazzole, senza che nessuno spieghi cosa diavolo sia cambiato rispetto a pochi mesi fa. Così la gente penserà che le primarie vanno bene solo quando si sa di vincerle. Invece, quando si sa di perderle, diventano secondarie: meglio abolire gli elettori”, conclude il direttore del "Fatto".

 

giuseppe conte goffredo bettini

Non finisce qui. In caso di primarie aperte, sbaragliata la segreteria pendula di Elly, Conte potrebbe essere tentato, sostiene qualche "addetto ai livori", di lanciare la sua opa sul Pd e proporre una fusione tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, per creare un grande ''partito progressista”, come detta il suo nuovo libro.

 

Un contenitore, sussurrano, che darebbe vita a una riedizione-Frankenstein di quanto già avvenne con la nascita del Pd, e l’accorpamento di Ds e Margherita.

 

Chi potrebbe opporsi a un simile fanta-progetto? Tra i Cinquestelle, ormai “contizzati” e prevalentemente di sinistra, nessuno oserebbe alzare un dito e protestare con Conte sul ponte di comando per la sepoltura del Movimento, a maggior ragione ora che Beppe Grillo minaccia di riaprire una faida legale per la proprietà e l’uso del simbolo.

 

SALVINI PUTIN CONTE DI MAIO

Nel Pd sono tanti i fan di Peppiniello Appulo, che vedono l’ex avvocato d’affari dello Studio Alpa, e non Elly Schlein, come il naturale sfidante di Giorgia Meloni.

 

A partire dall'ideologo del campolargo Goffredo Bettini per arrivare a Massimo D’Alema e Andrea Orlando, i vecchi “compagni” folgorati sulla via della pochette apprezzerebbero la svolta “gauche” più attenta ai temi sociali (mentre la segretaria si balocca con cortei arcobaleno e armocromiste). 

GIUSEPPE CONTE E DARIO FRANCESCHINI ALLA FESTE DELL UNITA DI REGGIO EMILIA

 

Coerentemente con questo fanta-scenario, Giuseppe Conte non vuole sentir parlare né di federatori né di eventuali "papi stranieri", dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, all'ex capo della polizia, Franco Gabrielli, o vattelapesca chi: la partita è tra Giuseppe ed Elly.

 

Un paradosso, per chi come lui, è stato l’inatteso premier tra Salvini e Di Maio del fu governo giallo-verde, proseguito poi con camaleontica disinvoltura con un Conte-bis in condominio con il Pd di Zingaretti, e su quella “chiamata” ha costruito la sua carriera di leader azzerando il grillismo d'antan e  avversari intestini.

giuseppe conte paolo zampolli

 

Conte, in cuor suo, sa benissimo, per storia personale che, una volta tirati in ballo e issati a Palazzo Chigi, i "papi stranieri" prendono gusto a ballare e il potere non lo mollano più...

 

 

 

IL CAMPO LARGO VISTO DA ALTAN

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIORGIA MELONI GIUSEPPE CONTE - ATREJU

 

giuseppe conte luigi di maiogiuseppe conte democristianola pochette di giuseppe conte 1sergio mattarella giuseppe conte 9Il ritorno del Biscontegiuseppe conte e ursula von der leyen a bruxelles

GIORGIA MELONI GIUSEPPE CONTE - ATREJURICCARDO MAGI - GIUSEPPE CONTE - ANGELO BONELLI - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - FOTO LAPRESSE

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