guido crosetto donald trump giorgia meloni mark rutte

“500 AEREI USA SONO DECOLLATI DALLE BASI ITALIANE PER GLI ATTACCHI ALL’IRAN”. LE PAROLE CHOC DI QUELLO STOCCAFISSO FROU FROU DI MARK RUTTE, SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO MOLTO VICINO A TRUMP (CHE CHIAMA “DADDY”, "PAPARINO"), METTONO IN IMBARAZZO IL GOVERNO “PROSCIUTTO E MELONI” – IL MINISTRO DELLA DIFESA CROSETTO SMENTISCE: “DAL NOSTRO PAESE NON SONO PARTITE AZIONI DI GUERRA. SOLO DI SUPPORTO, "IN VIGENZA DEGLI ATTUALI ACCORDI” - LA DUCETTA, DI FRONTE ALLE PAROLE “ILLOGICHE E INSENSATE” DI RUTTE, SENTE ODORE DI COMPLOTTO E TEME UNA VENDETTA DI TRUMP PER MANO DEL SOLERTE AMICO CHE GUIDA L'ALLEANZA - DELLE DUE L’UNA: SE HA MENTITO RUTTE SI DEVE DIMETTERE, ALTRIMENTI SI DEVE DIMETTERE MELONI – PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA - DAGOREPORT

DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/politica/volta-diventata-inaffidabile-agli-occhi-trump-puo-servire-giorgia-478503

 

 

1 – “DALL’ITALIA 500 AEREI USA PER GLI ATTACCHI ALL’IRAN” RUTTE SHOCK, LITE CON CROSETTO 

Concetto Vecchio per “la Repubblica” - Estratti

 

Giorgia Meloni

Mark Rutte, segretario generale della Nato, rilascia un'intervista a Fox News: «Cinquecento aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per sostenere l'azione militare Usa contro l'Iran. Un numero enorme». In Italia è quasi mezzogiorno. Passano pochi minuti e le opposizioni reagiscono furenti. I decolli sono avvenuti sottobanco?

 

Senza la necessaria autorizzazione delle Camere? «O Rutte è un bugiardo o Meloni ha mentito al Parlamento», si domandano i capigruppo pd Francesco Boccia e Chiara Braga: «Giorgia Meloni aveva assicurato che l'Italia non sarebbe stata coinvolta in una guerra, per noi sbagliata e illegale, e che è stata duramente criticata anche dal Senato americano». 

 

Rutte è negli Usa per incontrare Donald Trump. Un anno fa lo aveva chiamato «daddy». Nascono subito molte congetture a Roma su questa sortita, che mette in difficoltà la premier. 

MARK RUTTE E DONALD TRUMP

 

(...)

La Difesa è costretta a smentire.

 

Alle 14 il malumore è condensato in una nota del ministero: «Sorprende che il segretario della Nato, che nulla ha a che fare con l'operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati». 

 

Non è vero che sono state ingannate le Camere, ribadiscono le medesime fonti. 

MARK RUTTE E DONALD TRUMP

«L'Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche». In altre parole: dal nostro Paese non sono partite azioni di guerra. Solo di supporto. «In vigenza degli attuali accordi». E quindi «sono state autorizzate esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell'ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti. Le volte in cui si è prospettata una richiesta che esulava da questo perimetro, come è noto, l'Italia non ha concesso l'autorizzazione». E poi, la stoccata polemica: «Sarebbe bastato un approfondimento alla fonte per poter avere la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto e avviene ogni giorno». 

Giorgia Meloni e Guido Crosetto - Festa dei Carabinieri a reggio calabria

 

La polemica non si placa. Un funzionario della Nato torna sull'argomento: «L'Italia ha dato attuazione alle intese bilaterali esistenti in materia di basi militari e sorvoli». Il ministro della Difesa Guido Crosetto si dice pronto a riferire in aula «aereo per aereo» i voli che sono stati autorizzati. 

 

(...) «Una tempesta in un bicchiere d'acqua», dice il ministro Antonio Tajani. Ma allora perché Rutte si è spinto a tanto? Per compiacere Trump e dargli prova che l'Italia non l'ha lasciato solo? 

Per il governo è un grattacapo, costretto com'è a precisare, rettificare, smentire. Alle 15 Giorgia Meloni atterra a Berlino, per partecipare a una riunione dell'E5, con i capi di governo di Germania, Francia, Regno Unito, Polonia. Il vertice è preparatorio in vista del vertice Nato in programma ad Ankara, il 7 e 8 luglio. 

 

BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE

Rutte è a Washington, si collega in video. Alle 17 è costretto a tornare sui propri passi, con un comunicato della sua portavoce: «Il tipo di supporto a cui si riferiva il segretario generale della Nato riguarda la logistica o l'assistenza tecnica». Ma le opposizioni insistono: resta necessario che il governo riferisca in aula. 

 

2 - MELONI E I SOSPETTI SU TRUMP LA TELEFONATA AL LEADER NATO "FRASI ILLOGICHE E INSENSATE" 

Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”  . Estratti

 

DONALD TRUMP GIORGIA MELONI - TEMPTATION ISLAND - 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

Le parole di Mark Rutte la sorprendono a Foggia, mentre è in visita alla festa della Guardia di finanza. Giorgia Meloni letteralmente oscilla, come fosse un pendolo: incredulità, preoccupazione, infine fastidio spinto. Quelle dichiarazioni non sono solo uno sgambetto, visto che nessuno può ignorarne gli effetti sull'opinione pubblica. 

 

Ma arrivano a poche ore dall'incontro del segretario generale della Nato con Donald Trump: circostanza sospetta, quantomeno. Di certo, giudica quelle parole - questo il senso dei ragionamenti - «illogiche» e «insensate». Anche perché non collimano con l'accusa opposta, quella che il presidente Usa ha rivolto a palazzo Chigi, di aver negato l'utilizzo delle basi nel momento del bisogno.

 

E dunque, a caldo si fa spazio un'interpretazione: è un altro colpo inferto dal tycoon, stavolta assestato in un'intervista alla trumpianissima Fox News per mano del solerte amico che guida l'Alleanza. Solo ore dopo prenderà piede una lettura più diplomatica: voleva aiutare gli europei lodandone l'impegno, ha combinato un pasticcio. 

 

MARK RUTTE E DONALD TRUMP

Dalla Puglia, la presidente del Consiglio prende il cellulare e sente Rutte. Il rapporto è sempre stato ottimo (anche se, certo, nulla è comparabile al legame del politico olandese con Trump, che chiamò «daddy» – vale a dire «paparino» – per riconoscerne l'interventismo utile a sedare le crisi internazionali).

 

Meloni si lamenta e ottiene una precisazione necessaria a stoppare la polemica. Nel frattempo, però, la premier parla con Guido Crosetto. E con lui mette giù una nota dai toni volutamente aspri. Anche perché alla Difesa risultano due elementi che negano i numeri dell'olandese: dai registri classificati risulterebbero circa duecento voli, tutti legati ad interventi di manutenzione o rifornimento. Legali, dunque. E soprattutto "non cinetici": non offensivi, in sostanza. 

MELONI TRUMP TEMPTATION ISLAND MEME 34

Le frasi di Crosetto sono quelle di Meloni. E d'altra parte, ufficiosamente alla leader viene attribuito anche quest'altro ragionamento: «Sono state concesse solo attività tecniche e logistiche, mai operative, nel rispetto degli accordi in vigore. Quando sono arrivate richieste (al plurale, ndr) fuori da questo ambito, come noto, l'Italia ha sempre negato l'autorizzazione. Del resto, se fosse diverso non si spiegherebbero le accuse di Trump, che rimprovera all'Italia di non aver supportato gli Stati Uniti durante la guerra in Iran». 

 

È su questo nodo che si concentra il risentimento meloniano. 

 

(...)

GIORGIA MELONI DONALD TRUMP

Torniamo a Berlino, a ieri. Meloni sente Rutte assieme a Emmanuel Macron, Friedrich Merz, il dimissionario Keir Starmer e Donald Tusk. 

Al termine del vertice, la premier tiene a far sapere che bisogna «rafforzare» il pilastro europeo della Nato e «rendere ancora più solido il legame transatlantico». Segnali distensivi. Ai quali si accompagna, da Roma, l'intervento dell'ambasciatore Usa in Italia, Tilman J. Fertitta - assai vicino ad Alfredo Mantovano - che dice: «La premier ha portato il Paese a diventare leader mondiale. 

Giorgia Meloni - Il Giorno de La Verita - foto lapresse Giorgia Meloni - Il Giorno de La Verita - foto lapresse BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE MELONI TRUMP TEMPTATION ISLAND MEME 1BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSEMARK RUTTE E DONALD TRUMP

(...)

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO