paolo petrecca giampiero rossi arianna meloni francesco filini

“DOPO TUTTO QUELLO CHE HO FATTO PER LORO!” – QUEL PATACCA DI PAOLO PETRECCA, COSTRETTO ALLE DIMISSIONI DOPO LA VERGOGNOSA TELECRONACA DELLA CERIMONIA D’APERTURA DELLE OLIMPIADI DI MILANO CORTINA, INVOCA VENDETTA CONTRO I “TRADITORI”. SU INSTAGRAM PUBBLICA UNA CITAZIONE BIBLICA E IN PRIVATO SI SFOGA: MA CHI SONO “LORO”? NON TANTO L’AD, GIAMPAOLO ROSSI, CHE FRA L’ALTRO HA IN MANO IL SUO FUTURO (SARÀ LUI A DECIDERE COME RICOLLOCARLO), QUANTO PIUTTOSTO I CAPATAZ DI FRATELLI D’ITALIA, A PARTIRE DA ARIANNA MELONI E FRANCESCO FILINI, IL BRACCIO DESTRO DI FAZZOLARI IN COMMISSIONE VIGILANZA – APPENA ARRIVATO A RAINEWS, SI VANTAVA DI AVERE “LE SPALLE COPERTE, NON POSSONO FARMI NIENTE”. ORA GLIEL’HANNO SCOPERTE: “NESSUNO DEL PARTITO HA SPESO UNA PAROLA PER ME” - PETRECCA SI È DIMESSO SENZA ASPETTARE LA FINE DELLE OLIMPIADI SOLO PER PLACARE LA RIVOLTA DELLA REDAZIONE E FERMARE LO SCIOPERO DELLE FIRME...

 

 

PAOLO PETRECCA

1 - L’ADDIO CITANDO IL VANGELO, ORA È CACCIA AL «TRADITORE»

Estratto dell’articolo di Antonella Baccaro per il “Corriere della Sera”

 

È caccia al «traditore» in Rai, dopo che Paolo Petrecca ha accompagnato le sue dimissioni da Rai Sport, con un post su Instagram, recante una citazione del Vangelo, alludendo al fatto di essere stato scaricato.

 

Chi lo ha incontrato ieri lo ha descritto furioso e incredulo: «Dopo tutto quello che ho fatto per loro! Non me lo merito...». Il fatto è che, a sentire le voci di corridoio quel profilo di apostolo infedele calza a parecchi.

 

LA STORIA INSTAGRAM DI PAOLO PETRECCA DOPO LE DIMISSIONI

Il primo indiziato è il suo mentore e massimo sponsor in Rai: l’amministratore delegato Giampaolo Rossi. A chi lo ha sentito, il manager avrebbe detto di essere stato accusato troppe volte di aver difeso Petrecca per finire ora tra i suoi nemici.

 

E in effetti qualcuno ricorda quando, davanti alla prospettiva di uno sciopero della redazione sportiva nel primo giorno di campionato, l’anno scorso, proclamato da un’assemblea inferocita, Rossi avrebbe mandato il direttore a parlare con i consiglieri di destra nel cda per ricavarne l’appoggio.

 

Petrecca riuscì nell’impresa, visto che il consiglio non lo dimissionò già sei mesi fa.

Ora però, dopo avergli chiesto un’assunzione di responsabilità, all’indomani della disastrosa telecronaca dei Giochi, anche Rossi deve aver gettato lo spugna.

 

Ma attenzione: all’ad spetterà decidere la ricollocazione di Petrecca (lui vorrebbe una direzione importante, come le Relazioni internazionali o istituzionali).

 

giampaolo rossi - foto lapresse

E forse dargli del traditore, sia pure tra le righe, non sarebbe prudente, visto che, dopo le dimissioni, l’ex direttore non può permetterselo.

 

Qualcuno dice che per individuare il profilo di chi ha scaricato Petrecca bisogna invece risalire lungo il filo che in Rai lega ogni vertice (nessuno escluso) a un partito.

 

E quello di Petrecca è Fratelli d’Italia, che tramite il capogruppo in Vigilanza, Francesco Filini, porta fino a Arianna Meloni.

 

francesco filini

Qui va ricordato che Petrecca, quando era direttore di RaiNews24, incurante delle critiche, ha assicurato un affaccio speciale nella rete alla premier e al partito. Malgrado ciò, all’ultima kermesse di Atreju non è stato invitato, il che ha fatto pensare che, passato a dirigere Rai Sport, fosse considerato poco decisivo.

 

E se il «traditore» andasse cercato tra quei colleghi cui Petrecca ha assicurato un posto al sole a Rai Sport e che nell’ora più buia lo avrebbero lasciato solo?

 

paolo petrecca by carli

Tra questi figurerebbe il vice Marco Lollobrigida, confermato nell’incarico da Petrecca, e ora nominato suo successore ad interim , e forse non solo.

 

L’indiziato negherebbe l’addebito, puntando il dito altrove. E qualche sospetto ricade anche su Paolo Maggioni, il conduttore della Domenica sportiva che Petrecca ha portato da RaiNews allo Sport, regalandogli la gloria del video. Maggioni sarebbe tra quelli che hanno ritirato le firme: una scelta però fatta da quasi tutti i giornalisti impegnati nei Giochi. […]

 

2 - “QUALCUNO MI HA TRADITO” LA RESA DEL TELEGAFFEUR CHE OSTENTAVA SPALLE COPERTE

Estratto dell’articolo di Francesco Bei per “la Repubblica”

 

Triste, solitario, ma soprattutto final. Redazione di Raisport a Saxa Rubra, palazzina G1, secondo piano. È mattina e, alla fine del lungo corridoio della direzione, c'è una porta chiusa, da dentro qualcuno alza la voce.

 

marco lollobrigida foto di bacco

L'unico indizio della presenza del direttore-non-più-direttore è quel suv Hyundai nel parcheggio. Che l'auto sia di Petrecca non v'è dubbio, visto che il primo giorno che è arrivato da Rainews, dove l'83 per cento dei giornalisti l'aveva sfiduciato, ha preteso che affiggessero un cartello con su scritto «posto riservato al direttore di Raisport».

 

Dunque è in redazione, con lui il fidato Massimo Proietto, che da inviato a bordocampo della serie C è stato promosso vicedirettore – insieme ad altri cinque - proprio da Petrecca. In questo ultimo giorno da numero uno, il suo numero due più fidato ne raccoglie lo sfogo. Non ha ancora in mente l'ultimo colpo di tacco, quella storia su Instagram in cui pubblica il San Matteo di Guido Reni e un versetto del vangelo. «Uno di voi mi tradirà», è la soluzione del rebus.

 

Con chi ce l'ha? Ma come, è chiarissimo. Uno che diceva, appena nominato a Rainews, «ho le spalle coperte, non possono farmi niente», con chi volete che ce l'abbia? Con chi le spalle gliele ha scoperte, con chi non lo ha difeso. Da dietro la porta chiusa, Petrecca si sfoga: «Nessuno del partito ha speso una parola per me».

 

PAOLO PETRECCA - ILLUSTRAZIONE DI FRANCESCO FRANK FEDERIGHI

Nessuna solidarietà quando i social lo massacravano, quando le sue gaffe alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi esplodevano virali e non solo in Italia. Nessuno ha fiatato quando l'attrice Matilda De Angelis, scambiata per Mariah Carey, lo ha sbertucciato.

 

Tutti zitti, quando ha scambiato Kirsty Coventry, presidente del Cio, per Laura Mattarella, non ha riconosciuto Simone Giannelli, il capitano della nazionale italiana di pallavolo maschile, bi-campione del mondo.

 

Ma soprattutto nessuno lo ha difeso in redazione, anzi i giornalisti sportivi hanno iniziato uno sciopero della firma, trascinando dietro in solidarietà quasi tutti i giornalisti della Rai.

 

Anche adesso che si è dimesso, per Petrecca nemmeno l'onore delle armi. A via della Scrofa la sentenza su di lui è stata emessa e l'appello non è previsto. «Finché era una redazione rossa come Rainews a sfiduciarlo, passi - spiega un uomo di Fratelli d'Italia che conosce il dossier - ma stavolta a non sopportarlo più erano i nostri. Nella redazione sportiva molti sono vicini a UniRai, non sono certo di sinistra, ma quando è troppo è troppo. Prima gli hanno bocciato il piano editoriale, poi questo sciopero...».

 

IL CASO PAOLO PETRECCA SUL GUARDIAN

Raccontano che Petrecca ci sia rimasto molto male, per questo ha fatto riferimento al "tradimento" di Giuda. Non ce l'aveva tanto con l'amministratore delegato Giampaolo Rossi, come dicono tutti, ma con metà della sua redazione e, soprattutto, con i suoi azionisti di riferimento.

 

[…] Con Rainews era stato diverso, ogni volta che lo attaccavano poteva invocare una motivazione politica.

 

Non aveva voluto che il Tg desse la notizia del ministro Francesco Lollobrigida che aveva chiesto una fermata ad personam del Frecciarossa.

 

paolo petrecca alma manera

Si era incaponito a titolare «assoluzione per Delmastro» quella che era solo la richiesta del pm, senza aspettare la sentenza di condanna del sottosegretario. Decisioni e comportamenti - come le dirette dei comizi di Meloni o la partecipazione ad Atreju - che gli sono contestate proteste, dimissioni, sfiducie, alle quali Petrecca poteva sempre opporre la sua fedeltà al partito che lo aveva nominato.

 

Ma alla fine Petrecca ha sorpassato l'unica linea rossa che via della Scrofa non poteva perdonare: il senso del ridicolo.

paolo petreccacerimonia di apertura delle olimpiadi di parigi 2cerimonia di apertura olimpiadi milano cortina cerimonia di apertura olimpiadi milano cortina prima della cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali milano cortina 8tweet cerimonia apertura delle olimpiadi 5tweet cerimonia apertura delle olimpiadi 4alma manera paolo petrecca (2)PETRECCA CERIMONIA INAUGURALE

paolo petrecca

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”