generali francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio giancarlo giorgetti milleri

IL GOVERNO HA APPARECCHIATO LA PRESA DI GENERALI PER IL DUPLEX MILLERI-CALTAGIRONE – L’AD DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, HA AMMESSO CHE GIORGETTI SAPEVA DELLA VOLONTÀ DI LANCIARE L’OPS SU MEDIOBANCA DAL 2022. IL MINISTERO È PRIMO AZIONISTA DEL “MONTE”, CON L’11,7%: NON POTEVA NON SAPERE DELLA MOSSA – IN CASO DI SUCCESSO, DELFIN SAREBBE IL PRIMO SOCIO DELLA NUOVA BANCA CON IL 16%, CALTAGIRONE AVREBBE L’8% E IL TESORO SCENDEREBBE AL 5% (29% TOTALE). A QUEL PUNTO, DELFIN E “CALTA” METTEREBBERO LE MANI SU GENERALI, DI CUI AVREBBERO IL 30% (MEDIOBANCA IL 13, MILLERI IL 9,93, L’EDITORE DEL “MESSAGGERO” IL 7...)

DEBORA SERRACCHIANI

MPS: SERRACCHIANI,SE IL MEF SAPEVA AVREBBE DOVUTO INFORMARCI

(ANSA) -  "Mi sono parse abbastanza curiose le parole di Lovaglio quando dice che il Mef era stato informato da tempo, dal 2022, e sembra che invece oggi scopriamo una cosa che era conosciuta al Ministero già da tempo". Lo ha detto Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd, ospite al programma Start di Sky Tg24. "Vorrei capire perché questa informazione non sia arrivata a tutti e perché non siano state fatte delle scelte", ha concluso Serracchiani.

 

LOVAGLIO, DAL MEF NESSUN LIMITE A OPERAZIONE SU MEDIOBANCA

LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE

(ANSA) -  "Il Mef non ha posto alcun limite" all'operazione di Mps su Mediobanca. Lo ha affermato l'ad del gruppo senese Luigi Lovaglio a una domanda di un'analista durate al conference call. Il Ministero dell'economia è ancora il primo azionista del Monte con l'11,2%.

 

LOVAGLIO (MPS), PENSO CHE L'ASSEMBLEA APPROVERÀ L'OPERAZIONE

(ANSA) -  "Se andremo all'assemblea con un progetto innovativo" come quello che è stato presentato, in grado di dare vita a un "nuovo campione" bancario "non penso che l'assemblea degli azionisti non sarà a favore". Lo ha detto il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, in conference call con gli analisti.

 

TAJANI, OK OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA SE RAFFORZA LE BANCHE ++

(ANSA) - "Siamo sempre stati per il libero mercato se serve a rafforzare il sistema bancario, che in Italia è già sano, più di altri. Tutte le iniziative di libero mercato di questo tipo sono benvenute".

FRANCESCO MILLERI

 

Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di un evento al Foro Italico di Roma, dove ha risposto ad una domanda sull'operazione Mps-Mediobanca. "Per noi bisogna procedere alla privatizzazione Mps e andare avanti in questa direzione, come abbiamo sempre chiesto", ha concluso

 

QUANDO È STATO IDEATO IL MATRIMONIO MEDIOBANCA-MPS? LOVAGLIO: «NEL 2022. E GIORGETTI LO SAPEVA»

Estratto dell’articolo di Daniela Polizzi per www.corriere.it

 

«Un progetto industriale forte per crescere assieme a un partner che aggiunge nuove fonti di ricavi. Un nuovo campione nazionale, diverso da tutti gli altri». Nel presentare l’offerta pubblica di scambio lanciata su Mediobanca, il ceo del Monte dei Paschi Luigi Lovaglio racconta che l’operazione viene da lontano.

 

LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE

«Il 16 dicembre del 2022 avevo spiegato al ministero dell’Economia Giancarlo Giorgetti che Mediobanca poteva essere una delle opzioni migliori per Mps». In quel momento Lovaglio aveva appena mandato in porto l’aumento di capitale da 2,5 miliardi per mettere in sicurezza il Monte. Una manovra non scontata, che aveva visto molto scetticismo sul mercato. Ma Lovaglio guardava lontano. Quindi cercava consenso presso il Mef che di Mps aveva il 64% e gli azionisti privati erano ancora molto lontani da venire. Delfin e Caltagirone sarebbero arrivati nel capitale della banca più di due anni dopo, a novembre del 2024.

 

[…]

 

MPS MEDIOBANCA

Secondo i primi calcoli, in caso di integrale adesione all’ops, Delfin avrebbe circa il 15,7% della nuova entità che nascerà post-operazione. Sarebbe il primo azionista della nuova banca.

 

Caltagirone dovrebbe posizionarsi al 6,6% e il ministero dell’Economia potrebbe - che, dice Lovaglio non ha posto paletti all’operazione -scendere di poco sotto il 5%. Con l'ultimo collocamento avvenuto a novembre il Mef si è portato all'11,7% nel capitale del Monte dei Paschi. Banco Bpm deterrebbe poco meno del 2% direttamente ma potrebbe contare, in caso di acquisto di Anima, di una quota simile per via indiretta.

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

 

[…] Le dta, i benefici fiscali, avranno un ruolo rilevante […]. Le attività fiscali differita di Mps rappresentano un «tesoro» con cui il Monte «contribuirà alla business combination» con Mediobanca. Dalle Dta arriveràinfatti una «generazione di capitale organica di 500 milioni all'anno per i prossimi sei anni e questo è un valore unico per gli azionisti» mentre «il valore netto per gli azionisti di Mediobanca - ha ribadito Lovaglio - è pari a 1,2 miliardi, che equivale al 10% del valore di mercato di Mediobanca».  […]

 

2. MPS, CON L’OPS SU MEDIOBANCA, IL BLOCCO MEF-DELFIN-CALTAGIRONE AL 29% DEL NUOVO POLO

Marigia Mangano per www.ilsole24.ore.com

 

FRANCESCO MILLERI

L’offerta di Mps su Mediobanca ha due effetti immediati. Primo, ridisegna il sistema della finanza italiana puntando diritto al cuore di quel sistema. Secondo, candida Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, e Francesco Gaetano Caltagirone, a diventare gli azionisti di riferimento del terzo polo bancario del Paese.

 

Già perché il blitz di Siena, in caso di successo, consoliderebbe infatti la presa dei due azionisti sul nuovo aggregato in virtù delle posizioni che hanno costruito in entrambi i gruppi e nei satelliti del sistema Mediobanca. Si tratta, si sottolinea negli ambienti finanziari, di quote di investimento indipendenti e autonome tra di loro ma allineate da una visione comune.

LUIGI LOVAGLIO

 

[…] I principali azionisti di Mps, che capitalizza 8,8 miliardi di euro, sono il Tesoro (11,7%), Delfin (9,9%) e Caltagirone (5%). In Mediobanca i pesi delle due famiglie sono ancor più rilevanti: il gruppo Del Vecchio è il primo azionista con il 19,81, e Caltagirone, oggi al 5,5%, in passato era arrivato anche a sfiorare il 10%.

 

Entrambi, poi, compaiono nell’azionariato delle Generali, la partecipazione di spicco di Mediobanca dove possono contare sul 16% circa di Trieste. In termini di valore solo nell’asse Mediobanca Generali i due gruppi custodiscono partecipazioni che valgono 11 miliardi di euro.

 

[…]

 

MEDIOBANCA

In caso di successo dell’offerta di scambio su Piazzetta Cuccia, l’azionariato dell’istituto nascente vedrebbe Delfin confermarsi come primo socio con il 16% circa, Caltagirone posizionarsi intorno all’8% e il ministero del Tesoro scendere di poco sotto il 5%. Con l’ultimo collocamento avvenuto a novembre il Mef si era infatti portato all’11,7% nel capitale del Monte dei Paschi. Banco Bpm deterrebbe poco meno del 2% direttamente ma potrebbe contare, in caso di acquisto di Anima, di una quota simile per via indiretta.

 

[…]

 

ALBERTO NAGEL

In altre parole il blocco Delfin-Caltagirone-Mef avrebbe il controllo sul nuovo polo bancario con un pacchetto complessivo del 29%. Quanto basta per avere voce in capitolo sulle Generali, dove a quel punto, tra il pacchetto del 13% di piazzetta Cuccia e le quote dirette di Delfin e Caltagirone, la posizione si consoliderebbe sempre di più. Con evidenti riflessi su una strategia che ha visto in più occasioni l’imprenditore romano e la holding guidata da Francesco Milleri non allineati al management, come nel recente dossier, ancora in via di definizione, Generali-Natixis.

 

Ultimi Dagoreport

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...