antonio tajani giorgia meloni matteo salvini soldi economia

IL “CONTRIBUTO” ALLE BANCHE SCONTENTA TUTTI: MATTEO SALVINI, IN VERSIONE ROBIN HOOD, PUNTAVA A UN AUMENTO DI IRES E IRAP, ESCE SCONFITTO. ANCHE FORZA ITALIA NON PUÒ GIOIRE: TAJANI DA GIORNI RIPETE IL MANTRA “NON CI SARANNO NUOVE TASSE”, MA DEVE INGOIARE IL ROSPO DELLA RINUNCIA AI CREDITI DI IMPOSTA – LE BANCHE, COMRPRESA LA MEDIOLANUM DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI, NON PAGHERANNO TECNICAMENTE PIÙ TASSE, MA DOVRANNO RINUNCIARE (TEMPORANEAMENTE) A 3,5 MILIARDI DI DEDUZIONI

1. E MELONI IMPONE IL “SACRIFICIO” A BANCHE E ASSICURAZIONI

Estratto dell’articolo di Alessandro Barbera per "la Stampa"

 

giorgia meloni e giancarlo giorgetti 4

Quando - sono già le ventuno - a Palazzo Chigi inizia il Consiglio dei ministri, dei dettagli della legge di Bilancio si sa ancora molto poco. A quell'ora sia Antonio Tajani che Matteo Salvini avevano però espresso entrambi soddisfazione sull'esito della trattativa con le banche.

 

Il primo per aver evitato l'introduzione di un'imposta in nome del concetto di extraprofitto, il secondo per l'esatto opposto. La verità dei fatti dà più ragione a Tajani. Le banche non pagheranno tecnicamente più tasse, bensì dovranno rinunciare temporaneamente a 3,5 miliardi di crediti d'imposta.

 

antonio tajani, giorgia meloni e matteo salvini in senato foto lapresse

«Si tratta solo di liquidità», minimizza un banchiere che chiede di non essere citato. La Lega avrebbe voluto ben altro, ovvero un aumento di Ires e Irap a loro carico. E però anche Forza Italia non è soddisfattissima: se avesse potuto, avrebbe evitato un sacrificio agli interessi di Mediolanum e della famiglia Berlusconi.

 

E invece - così raccontavano più fonti dopo la riunione di governo - pagherà dazio anche il mondo delle assicurazioni. Per avere dettagli occorre attendere la conferenza stampa di stamattina e un testo - quello della legge di Bilancio - di cui ancora non c'è e probabilmente non ci sarà traccia ancora per qualche giorno, almeno fino al 20 ottobre.

 

banca mediolanum

L'accelerazione mediatica di ieri e l'annuncio del via libera del governo serviva a far prevalere la sintesi di Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti, per giorni impegnati nella parte del poliziotto buono e cattivo. Il sistema finanziario darà un contributo alla causa, anche grazie alla mediazione del numero uno di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina.

 

In aula, durante le comunicazioni che precedono il Consiglio europeo, la premier può così scandire la frase ad effetto: «Sulle banche abbiamo avuto più coraggio della sinistra».

 

crippa salvini

Il 27 ottobre si vota in Liguria, test non banale per una maggioranza costretta a una Finanziaria meno ricca di quanto avrebbe sperato.[…] La Finanziaria per il 2025 varrà complessivamente trenta miliardi di euro, cinque in più di quanto fin qui pronosticato, due terzi dei quali finanziati con tagli alla spesa, nuove tasse o riduzioni di agevolazioni fiscali.

 

Negli ultimi giorni la parola d'ordine nella maggioranza è stata minimizzare i costi.

E invece ci sono, solo ben celati. I tagli alla spesa, ad esempio: secondo quanto riferivano in serata le fonti interpellate, sono più alti dei tre miliardi inizialmente immaginati, e non riguardano solo le spese dei ministeri. Vero è che i sacrifici servono a confermare sgravi che diversamente salterebbero (quelli in vigore per i redditi fino a 35mila euro) ma la sostanza non cambia.

 

ANTONIO TAJANI

La cortina fumogena che ieri ha avvolto il lavoro del governo è stata rotta da un'abile nota del Tesoro che dava conto anzitutto delle buone notizie. Una su tutte: il fondo sanitario sarà rimpinguato per 3,7 miliardi, una cifra non lontana da quella invocata dall'opposizione.

 

2. DALLE BANCHE ANTICIPO DI CASSA DA 3,5 MILIARDI IN DUE ANNI

Estratto dell’articolo di Laura Serafini per “il Sole 24 Ore”

 

Il contributo del settore bancario alla manovra finanziaria avrà un impatto di circa 3,5 miliardi su due annualità, il 2025 e il 2026, con un impatto in media attorno a 1,75 miliardi per ogni anno. […]

 

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

Il contributo delle banche che, va ricordato, si configura come un anticipo di cassa e quindi dovrà essere recuperato, prevede il rinvio delle deduzioni su svalutazioni di crediti, avviamernti e svalutazioni legate all’introduzione dei principi Ifrs9.

 

Rinvio che sarà fatto per due annualità: il 2025 e il 2026. I valori delle quote di deduzioni annue non sono semplicissimi da calcolare, soprattutto perché il ministero dell’economia e le banche usano modelli differenti. È per questo motivo che per giorni i numeri avanzati dalle due parti non coincidevano: ieri si è arrivati a un intervallo di valore complessivo per le due annualità fra 3 e 3,35 miliardi. La restante quota per arrivare ai 3,5 miliardi sarebbe colmata con il rinvio delle deduzioni legate alle stock options.

 

fabio panetta antonio patuelli 3

In ogni caso i numeri individuati dal ministero ai fini della definizione della manovra andranno al vaglio del comitato esecutivo dell’Associazione bancaria che si riunirà oggi sotto la presidenza di Antonio Patuelli.

 

Il contributo trattenuto con il rinvio delle deduzioni verrà recuperato gradualmente dalle banche nell’arco del triennio successivo alle due annualità, dunque tra il 2027 e il 2029. Va detto che se anche oggi il ministero per l’Economia fisserà un valore finale per le entrate derivanti dal contributo delle banche, i numeri potrebbero cambiare al momento della monetizzazione di quelle somme.

 

azionisti banca mediolanum - la repubblica

Questo potrebbe accadere perché le quote annuali derivanti dal rinvio delle deduzioni sulle tre diverse voci delle Dta sono calcolate utilizzando i dati relativi a fine 2022, perché quelli relativi al 2023 e al 2024 oggi ancora non sono disponibili. […]

 

L’attesa è per la comunicazione ufficiale che verrà fatta dal ministero dell’Economia a valle del consiglio dei ministri per prendere atto dei numeri definitivi dei quali il ministero vorrà tenere conto ai fini della manovra.

 

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