xi jinping robot intelligenza artificiale

“L’ERA ATOMICA STA PER FINIRE. QUESTO È IL SECOLO DEL SOFTWARE” – LA TEORIA DI ALEXANDER KARP, CEO DI PALANTIR (L’AZIENDA DI PETER THIEL): “LE GUERRE DECISIVE DI DOMANI SARANNO GUIDATE DALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE” – UN’OPINIONE NON PROPRIO DISINTERESSATA, DETTA DA UNO CHE GUADAGNA MILIARDI VENDENDO SOFTWARE BELLICI – INVOCA UN NUOVO “PROGETTO MANHATTAN”, COME QUELLO CHE PORTÒ ALLA BOMBA ATOMICA, PER CONTRASTARE CINESI E RUSSI: “I NOSTRI AVVERSARI ANDRANNO AVANTI A SVILUPPARE L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE A FINI BELLICI, CHE NOI LO FACCIAMO O MENO...” 

“LA NUOVA DETERRENZA SARÀ DI CHI CONTROLLERÀ LE ARMI CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE” – NEL LIBRO “LA REPUBBLICA TECNOLOGICA”, ALEXANDER KARP, CEO DI “PALANTIR”, TRATTEGGIA LA SALDATURA TRA POLITICA E OLIGARCHI TECH PER DOMINARE IL MONDO. UN TEOREMA IN CUI LA DEMOCRAZIA PRATICAMENTE NON ESISTE, E DOVE LA “REPUBBLICA” È UN INTERESSE PUBBLICO DOMINATO DAGLI APPARATI “ILLUMINATI” E “PATRIOTTICI”

https://www.dagospia.com/business/repubblica-tecnologica-libro-alexander-karp-ceo-palantir-458513

 

 

Estratto da “La repubblica tecnologica”, di Alexander C. Karp e Nicholas W. Zamiska (Silvio Berlusconi editore)

 

donald trump xi jinping

 

Un passo del Talmud riporta una conversazione con un maestro di nome Rabha, vissuto nel IV secolo in un piccolo borgo di Babilonia, nell'attuale Iraq, poco a sud di Baghdad. Rabha valuta se sia lecito uccidere un ladro che si è introdotto in casa tua. E decreta: «Se qualcuno viene per ucciderti, alzati e uccidilo per primo».

 

Parecchie generazioni di statunitensi non hanno mai assistito a una guerra tra le grandi potenze mondiali. Di fatto, dalla fine della seconda guerra mondiale, miliardi e miliardi di persone non hanno mai provato l'orrore di un conflitto militare degno di nota.

 

Le preoccupazioni del tardocapitalismo si sono concesse il lusso di deviare su altre questioni. Ma la scarsa disponibilità a confrontarsi con la realtà, spesso cupa, della lotta geopolitica in atto per il potere rappresenta anch'essa un pericolo.

 

I nostri avversari non indugeranno in dibattiti artificiosi sulla validità o meno dello sviluppo di tecnologie con applicazioni cruciali sul piano militare e della sicurezza nazionale. Le svilupperanno e basta.

 

alexander karp

[…] Il caccia F-35 è stato progettato a metà degli anni Novanta: l'aereo, fiore all'occhiello delle forze americane e alleate, fabbricato dalla Lockheed Martin, è destinato a restare in servizio per i prossimi sessantatré anni.

 

Per il governo degli Stati Uniti, il costo totale del progetto è attualmente stimato nell'ordine dei 2000 miliardi di dollari. Ma come affermato nel 2024 dal generale Mark Milley, ex presidente degli stati maggiori riuniti, in occasione di una conferenza sulla sicurezza nazionale a Washington, «pensiamo davvero che un aereo pilotato dall'uomo possa farla da padrone nei cieli del 2088?».

 

ALEXANDER KARP - LA REPUBBLICA TECNOLOGICA

L'era atomica sta per finire. Questo è il secolo del software e le guerre decisive di domani saranno guidate dall'intelligenza artificiale, il cui sviluppo segue una tempistica ben diversa e più rapida rispetto a quella delle armi del passato. Nel rapporto tra hardware e software si sta verificando una sostanziale inversione di tendenza.

 

Nel XX secolo il software si sviluppava per gestire e servire le necessità dell'hardware, dai controlli di volo all'avionica dei missili, dai sistemi di rifornimento ai veicoli corazzati per il trasporto di truppe. Con la nascita dell'intelligenza artificiale e il ricorso sul campo ai large language model per il trattamento dei dati e la formulazione di consigli per il targeting, tuttavia, il rapporto sta mutando.

 

Il software è ormai al comando, mentre l'hardware - droni sui campi di battaglia in Europa e altrove - funge sempre più da strumento per concretizzare nel mondo i suggerimenti dell'IA.

 

intelligenza artificiale e armi

L'arrivo di sciami di droni in grado di colpire e uccidere un avversario, il tutto a una minima parte del costo delle armi convenzionali, è pressoché imminente. Eppure, il livello di investimenti in tali tecnologie e nei sistemi software che saranno necessari per il loro funzionamento è tutt'altro che sufficiente.

 

Il governo degli Stati Uniti è ancora concentrato sullo sviluppo di un'infrastruttura obsoleta - aerei, navi, carri armati e missili - che ha garantito la supremazia sul campo di battaglia nel secolo scorso, ma che quasi certamente non sarà altrettanto cruciale in questo.

 

Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha richiesto in totale 1,8 miliardi di dollari per finanziare le tecnologie di intelligenza artificiale nel 2024, il che equivale ad appena lo 0,2 per cento del budget totale proposto per la difesa nazionale, pari a 886 miliardi di dollari.»

 

I robot armati SPUR

E per nazioni che si attengono a standard morali molto più elevati dei loro avversari quando si tratta di usare la forza, anche un'eventuale parità tecnica con il nemico è insufficiente. Un sistema di armamenti nelle mani di una società etica, giustamente restia a ricorrervi, funzionerà da deterrente efficace solo se è ben più potente delle capacità di un avversario che non esiterebbe a uccidere degli innocenti.

 

Gli Stati Uniti e i loro alleati esteri dovrebbero adoperarsi senza indugio a lanciare un nuovo progetto Manhattan per mantenere il controllo esclusivo delle forme più sofisticate di IA a fini bellici: i sistemi di puntamento, gli sciami di droni e, a tendere, i robot, che si riveleranno le armi più potenti di questo secolo.

ACCORDO TRA PALANTIR E MINISTERO DELLA DIFESA BRITANNICO - John Healey E Alexander Karp

Le portaerei e i caccia che hanno caratterizzato la guerra in passato diventeranno accessori del software, il mezzo con cui sistemi sempre più intelligenti eserciteranno il proprio potere sul mondo.

 

Il nostro budget per la difesa, e le schiere di addetti incaricati di controllarlo, sono obsoleti da decenni. Occorre intraprendere subito uno sforzo urgente per spostare il focus dei nostri investimenti in materia di sicurezza nazionale, coinvolgendo insieme l'America e i suoi partner in Europa e in Asia.

 

Il problema è che l'élite di ingegneri in ascesa della Silicon Valley, la più capace di costruire i sistemi di intelligenza artificiale che costituiranno il deterrente di questo secolo, è anche la più ambivalente all'idea di lavorare per le forze armate statunitensi.

 

alex karp palantir

Un'intera generazione di ingegneri informatici, in grado di fabbricare armi IA di nuova generazione, ha voltato le spalle allo Stato-nazione, disinteressandosi del caos e delle complessità morali della geopolitica.

 

Sebbene negli ultimi anni siano emerse sacche di sostegno alle attività nel settore della difesa, la stragrande maggioranza del denaro e dei talenti continua a essere orientata al consumatore.

 

La categoria dei tecnologi si butta a capofitto d'istinto nella raccolta di capitali per applicazioni di videosharing e piattaforme social, algoritmi pubblicitari e siti di shopping online. Non esita a tracciare e monetizzare ogni nostro movimento online, insinuandosi nelle nostre vite. Eppure questi stessi ingegneri, e i giganti della Silicon Valley cui hanno dato vita, sono spesso restii a collaborare con le forze armate statunitensi.

 

alex karp e peter thiel di palantir in israele

Per ironia della sorte, ovviamente, la pace e la libertà di cui gode chi nella Silicon Valley si oppone alla collaborazione con le forze armate statunitensi sono rese possibili proprio dalla minaccia credibile del ricorso alla forza da parte di queste ultime.

 

Il rischio è che il disincanto di un'intera generazione nei confronti dello Stato-nazione e il disinteresse per la difesa collettiva sfocino in un incontestabile quanto massiccio reindirizzamento delle risorse, sia intellettuali che finanziarie, verso il soddisfacimento dei bisogni, spesso volubili, della cultura consumistica del capitalismo.

 

intelligenza artificiale e guerra

La nostra perdita di ambizione culturale e il calo di richieste al comparto tecnologico affinché generi prodotti di valore durevole e collettivo per la popolazione hanno lasciato un controllo eccessivo ai capricci del mercato.

 

Come osservato da David Graeber, docente di antropologia culturale a Yale e alla London School of Economics, in un saggio pubblicato nel 2012 sulla rivista «Baffler», «Internet è un'innovazione straordinaria, ma tutto ciò di cui attualmente si sta parlando è un mix superveloce e globalmente accessibile di biblioteca, ufficio postale e catalogo di vendite per corrispondenza»

 

[…]

 

carro armato senza pilota

I nostri avversari andranno avanti a sviluppare l'intelligenza artificiale a fini bellici, che noi lo facciamo o meno. I leader dei regimi autoritari potrebbero benissimo perdere la vita se perdono il controllo. Xi Jinping, il presidente della Cina, è nato nel 1953, quattro anni dopo la fine della rivoluzione comunista nel paese. A quindici anni è stato mandato a Liangjiahe, un paesino a nordest di Xi' an, nella provincia dello Shaanxi, dove stando a un racconto sulla sua giovinezza viveva in una grotta ed era costretto a lavorare nei campi.

 

«Se la faceva andar giù, come tutti noi» ha dichiarato nel 2012 a un quotidiano un contadino che l'aveva conosciuto in quei primi anni, Era un periodo di intensi tumulti sociali.

alex karp di palantir con volodymyr zelensky a kiev

 

È probabile che la sorella maggiore di Xi, Heping, si sia uccisa mentre era nelle mani delle Guardie Rosse, studenti e altri soggetti che Mao Zedong aveva dapprima mobilitato a sostegno della sua rivoluzione per poi affannarsi a contenerli negli anni Sessanta, Da un rapporto ufficiale del governo si evince poco, solo che Heping era stata «perseguitata a morte». Come spiegato da un professore di relazioni internazionali in un'intervista con Evan Osnos del «New Yorker» nel 2022, molti dei coetanei di Xi che avevano vissuto la Rivoluzione culturale «avevano concluso che la Cina avesse bisogno di costituzionalismo e stato di diritto, ma Xi Jinping sosteneva di no, che ci voleva il Leviatano».

 

Per sopravvivere bisogna coltivare l'hard power, in cui rientra anche l'intelligenza artificiale a scopo bellico. Xi ne è consapevole in una misura che gli occidentali, autoproclamatisi i vincitori della storia, spesso dimenticano.

 

xi jinping la cina e l intelligenza artificiale

L'establishment della politica estera americana ha più volte sbagliato i calcoli quando si è trattato di confrontarsi con la Cina, la Russia e altri paesi, credendo che la sola promessa di integrazione economica fosse sufficiente a scalfire il sostegno alle loro leadership in patria e a ridimensionare il loro interesse per le escalation militari all'estero.

 

L'errore del consenso di Davos, l'approccio imperante alle relazioni internazionali, è stato quello di rinunciare al bastone a favore della sola carota. Anne Applebaum ci ricorda a ragione che un «ordine mondiale liberale naturale» non esiste, malgrado le nostre più ardenti aspirazioni, e che «non ci sono regole senza qualcuno che le faccia rispettare»-

 

alex karp palantir 2

Xi e altri hanno esercitato e conservato il proprio potere in un modo che la maggior parte degli attuali leader politici occidentali non potrà mai comprendere. L'errore che facciamo è quello di sperare che i regimi autoritari, con un'adeguata vicinanza e incoraggiamento da parte nostra, si rendano conto degli errori che commettono. Ma come ha osservato Henry Kissinger, «le istituzioni dell'Occidente non sono spuntate fuori dal nulla nella testa dei contemporanei, si sono evolute nel corso dei secoli». […]

intelligenza artificiale e guerra 1intelligenza artificiale e guerra robot sentinella che rivela armialex karp di palantir a kiev

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