francesco milleri gaetano caltagirone luigi lovaglio

“CONTINUEREMO A LAVORARE ALL’OFFERTA SU BANCA GENERALI” – LA LETTERA AI DIPENDENTI DELL’AD DI MEDIOBANCA, ALBERTO NAGEL: “CONFERMIAMO L’OBIETTIVO DI ARRIVARE SUL MERCATO ENTRO OTTOBRE” – PRIMA, GIÀ A LUGLIO, CALTAGIRONE E COMPAGNI PROVERANNO A FAR PARTIRE L’OPS SU PIAZZETTA CUCCIA VIA MPS. MA LA BCE DIFFICILMENTE AUTORIZZERÀ UN’INTEGRAZIONE CON UNA SOGLIA DI ADESIONI INFERIORE AL 51% - MEDIOBANCA PIATTA IN AVVIO DI CONTRATTAZIONI A PIAZZA AFFARI; BANCA GENERALI SCENDE DELL’1,3%, SALE MPS (+1,1%)

MEDIOBANCA, NAGEL AI DIPENDENTI: CONTINUEREMO A LAVORARE SULL'OPS

ALBERTO NAGEL

(askanews) - In Mediobanca "continueremo a lavorare per questo importante progetto" rappresentato dall'offerta pubblica di scambio su Banca Generali "e confermiamo l'obiettivo di arrivare sul mercato con l'offerta entro ottobre".

 

Lo ha scritto l'amministratore delegato, Alberto Nagel, in una lettera ai dipendenti inviata ieri, nel giorno in cui il consiglio di amministrazione di Piazzetta Cuccia ha rinviato al 25 settembre l'assemblea dei soci per il via libera all'Ops su Banca Generali.

 

"Il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, nel riaffermare il forte razionale industriale e finanziario dell'Offerta, che mira a creare un leader italiano del Wealth Management, ha ritenuto opportuno interpellare i soci una volta acquisito l'esito delle valutazioni di Generali", ha sintetizzato il top manager.

 

BANCA GENERALI

"Care colleghe e cari colleghi, desideriamo aggiornarvi sugli ultimi sviluppi riguardanti il nostro Gruppo, emersi in seguito alla riunione tenutasi oggi del Consiglio di Amministrazione", ha scritto Nagel ai suoi, riassumento le mosse del board prese ieri mattina.

 

L'Ad ha rimarcato che "alcuni soci, titolari di investimenti sia in Mediobanca sia in Generali, hanno sottolineato l'importanza di conoscere le valutazioni e l'orientamento di Generali per poter esprimere un voto informato nella nostra assemblea.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI

Questo è particolarmente rilevante considerando che l'adesione di Generali è indispensabile per il perfezionamento dell'operazione, essendo fissata la soglia minima irrinunciabile del 50+1% per l'Offerta".

 

Per motivare lo slittamento dell'assemblea, Nagel ha poi ricordato, riprendendo concetti espressi nella nota al mercato, che "solo lo scorso giovedi 12 giugno Generali ha divulgato un comunicato stampa in cui ha segnalato di aver avviato un processo di analisi della proposta avanzata da Mediobanca e delle sue implicazioni commerciali, economiche e di valore.

 

philippe donnet agorai innovation hub

Questo nuovo elemento impone di tenere conto delle disponibilità e delle tempistiche di Generali, alla luce dell'auspicio espresso da parte della compagine sociale di conoscere la posizione della Compagnia sull'Offerta".

 

Il numero uno di Piazzetta Cuccia ha quindi infine voluto ringraziare i dipendenti: "Vi ringraziamo del vostro impegno, della vostra passione e fiducia. Non passa inosservato il vostro costante senso di appartenenza al Gruppo e il supporto in questi ultimi mesi. Mediobanca è fatta di persone che ogni giorno fanno la differenza. E insieme, stiamo costruendo il futuro del nostro gruppo".

 

MEDIOBANCA PIATTA IN BORSA DOPO RINVIO ASSEMBLEA, GIÙ B.GENERALI

ALBERTO NAGEL

(ANSA) - Avvio poco mosso per Mediobanca (+0,1%) a Piazza Affari dopo il rinvio dell'assemblea per l'ops su Banca Generali (-1,3%). Sale invece Mps (+1,1%) che su Piazzetta Cuccia ha annunciato un'offerta di scambio. In cauto rialzo Generali (+0,26%), che si muove in linea col listino.

 

IL FRONTE DEL NO DELUSO CALTAGIRONE ORA PUNTA SULL'OPERAZIONE MPS

Estratto dell’articolo di Andrea Greco per “la Repubblica”

 

LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE

«È come se qualcuno, realizzato che stava perdendo 2 a 0 al novantesimo, fosse scappato dal campo col pallone». Tra gli azionisti critici di Mediobanca, capitanati da Delfin e Caltagirone, gira questa frase, e molto disappunto.

 

Nell'ultima settimana avevano coagulato un blocco attorno al 43%, sufficiente a sfiduciare di fatto il banchiere in sella dal 2003 in Piazzetta Cuccia, e che il 28 aprile aveva puntato Banca Generali per rafforzarsi nei grandi patrimoni, e al contempo difendersi dallo scacco lanciato a gennaio da Mps.

 

Masticano amaro, non parlano e valutano se ci sia spazio per iniziative legali, per ora non esperite. Ma suggeriscono di guardare alla prossima partita "dentro o fuori", che si giocherà già da inizio luglio e, per paradosso, è resa più agevole e lineare dal rinvio della conta di azionisti pro o contro Nagel di ieri.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE - FRANCESCO MILLERI

Si tratta dell'offerta di scambio di Mps su Mediobanca. In partenza un progetto già ambizioso data la diversa natura dei due istituti (uno commerciale, l'altro "d'affari") e dal fatto che la preda valesse in Borsa più dell'acquirente.

 

Operazione che si era complicata di più dal 28 aprile, quando Nagel ha sferrato il suo attacco a Banca Generali con un'offerta da 6,3 miliardi che promette di focalizzare l'istituto nelle gestioni patrimoniali e di cancellare l'anomalia della "rendita Generali", dato che Mediobanca intende pagare la pedina con il suo 13% nell'assicuratore. L'operazione è piaciuta agli investitori, tanto che da quel mese e mezzo in Borsa la forbice valutativa tra Mediobanca e Mps si è aperta di un 13%, e venerdì la prima quotava 16 miliardi, quasi il doppio degli 8,8 dei senesi.

 

I SOCI DI MEDIOBANCA - 15 GIUGNO 2025

Prospettiva che stava preoccupando l'ad di Mps Luigi Lovaglio, consapevole dietro le quinte che, malgrado una dotazione di capitale tra le più alte d'Europa, Siena non potrà mettere sul piatto più di 1-2 miliardi per allineare il concambio di Borsa a quello offerto a gennaio ai soci di Mediobanca.

 

Questi scenari, in prospettiva, potrebbero complicare la dialettica autorizzativa con la Bce, molto attenta a non aumentare i rischi di sistema conseguenti alle acquisizioni. E che per questo, secondo alcuni, difficilmente autorizzerà che Mps possa integrare Mediobanca con una soglia di adesioni all'Ops inferiore al 51% (finora la soglia minima ufficiale è il 66,67%, ma non è detto che Mps ci arrivi).

 

francesco gaetano caltagirone sbrocca report 7

Il dialogo con l'Eurotower è in corso, e non a caso la Bce avrebbe già chiesto una duplice informativa ai senesi: con e senza Banca Generali dentro la loro "preda". Ma il fatto che il dossier si allontani di almeno tre mesi, a fine settembre, potrebbe aiutare a tener più bassa la soglia minima, e più alte le chance dell'Ops di Lovaglio. Verso il 25 giugno la Bce dovrebbe dare il semaforo verde, e anche l'Antitrust Ue: lì la Consob avrà cinque giorni per approvare il prospetto e poi si parte, fino a tutto agosto almeno.

 

Tra due settimane Lovaglio[…] potrebbe far partire la madre di tutte le offerte bancarie, quella che promette di disarticolare il ganglio Mediobanca-Generali che dura da 70 anni. Per farlo dovrà apparecchiare le giuste condizioni finanziarie e poi contare su quel 43% circa di soci di Nagel che oggi avrebbero votato contro (l'astensioni equivale al no) all'adunata su Banca Generali.

 

generali x

Da Delfin a Caltagirone, schierati al suo fianco nel cda Mps e nella prossima scalata, dalle casse previdenziali a Unicredit. E il fatto, seppur virtuale, che il granitico sostegno degli investitori del mercato ai manager di Mediobanca possa non bastare più è un viatico che da ieri i soci forti e il management di Mps si possono intestare.

MEDIOBANCAMPS MEDIOBANCA

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”