giorgia meloni sergio mattarella

"QUANDO ARRIVERANNO LE ELEZIONI, TRA UN ANNO O QUANDO SARÀ..." - GIORGIA MELONI, ALLA FESTA DE "LA VERITA’", APRE AL VOTO ANTICIPATO IN PRIMAVERA 2027 (LA LEGISLATURA INVECE SCADE A OTTOBRE 2027) - SECONDO “BLOOMBERG”, LA DUCETTA AVREBBE MANIFESTATO A MATTARELLA L’INTENZIONE DI ANDARE ALLE URNE AD APRILE, NONOSTANTE L’ALTOLÀ DEL LEGHISTA GIORGETTI (“NON SI PUÒ VOTARE AD APRILE, BISOGNA CONCLUDERE L’ITER DELL’AUTONOMIA”) – IL MOTIVO? NON VUOLE FARSI LOGORARE DA VANNACCI, SPERA DI ARGINARE IL CALO NEI CONSENSI DI LEGA E FORZA ITALIA E INTENDIE DISINNESCARE I CONTRACCOLPI DI UN ELECTION DAY A GIUGNO (L'ACCORPAMENTO CON LE COMUNALI A ROMA, MILANO, NAPOLI E TORINO POTREBBE AVVANTAGGIARE IL CENTROSINISTRA, CHE NELLE GRANDI CITTA' È DATO PER VINCENTE) – IL TIMORE CONFIDATO DA PIÙ DI UN MINISTRO MELONIANO CHE MATTARELLA SIA IRREMOVIBILE E DICA NO AD ELEZIONI ANTICIPATE IN PRIMAVERA - DAGOREPORT

DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/politica/dagoreport-giorgia-meloni-conferma-essere-vera-camaleonte-dopo-476708

 

Ilario Lombardo per la Stampa - Estratti

 

La butta lì tra un argomento e l'altro senza troppo approfondire. Ma lo fa due volte, mentre risponde alle domande del direttore de La Verità Maurizio Belpietro.

Giorgia Meloni - Il Giorno de La Verita - foto lapresse

 

La prima volta dice: «Manca un anno o poco più alla fine della legislatura». La seconda ripete: «Quando arriveranno le elezioni, tra un anno o quando sarà». Sarà un caso, ma Giorgia Meloni non parla di scadenza naturale della legislatura, né offre dettagli in più soffermandosi su quello che avrebbe potuto essere il tema del giorno: il voto anticipato.

 

L'agenzia Bloomberg scrive che la premier sta pensando di andare alle elezioni in aprile. Nulla che non abbiano già ampiamente raccontato i quotidiani italiani, se non fosse che l'articolo aggiunge un particolare importante: Meloni «ha condiviso» con gli uffici del Quirinale, cioè con i consiglieri di Sergio Mattarella, l'ipotesi di anticipare il voto in primavera.

INFORMATIVA - GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - ANTONIO TAJANI E MATTEO SALVINI

 

Bloomberg riferisce di aver parlato con i portavoce del presidente della Repubblica e della presidente del Consiglio e che entrambi non hanno voluto rilasciare alcun commento. Dopo la pubblicazione dell'articolo, lungo tutta la giornata di ieri né il Colle né Palazzo Chigi hanno smentito ufficialmente la notizia. Lo hanno fatto riservatamente, sia l'uno sia l'altro, con La Stampa sostenendo che non ci sarebbero stati contatti del genere.

 

maurizio belpietro e Giorgia Meloni - Il Giorno de La Verita - foto lapresse

Resta il fatto che all'interno del governo l'ipotesi esiste. Accreditata da ministri e capigruppo della maggioranza. E più si va avanti più il centrodestra, nello specifico Fratelli d'Italia, trova ragioni per giustificare questa accelerazione.

 

LA PARTITA DEL CUORE NEL CENTRODESTRA - MEME BY SARX88

Le regole della Costituzione vogliono che sia il capo dello Stato a sciogliere le Camere e, davanti all'impossibilità di formare una nuova maggioranza, di indire le elezioni in anticipo. In questo caso si tratterebbe di un pugno di mesi prima della scadenza naturale della legislatura, fissata a ottobre. Il vantaggio, di cui sicuramente si terrà conto al Quirinale, è che in questo modo il nuovo governo non dovrà scapicollarsi, come è stato nel 2022, per avviare il cantiere della legge di Bilancio che formalmente entra nel vivo proprio a ottobre.

 

Giorgia Meloni - Il Giorno de La Verita - foto lapresse

Ma i benefici su cui meditano i vertici di FdI, del tutto virtuali al momento, sono soprattutto politici e si impongono su un'esigenza di parte come quella espressa dal ministro dell'Economia, il leghista Giancarlo Giorgetti, per il quale il voto ad aprile non è possibile perché interromperebbe l'iter parlamentare dell'Autonomia.

Meloni preferisce disinnescare i contraccolpi di un election day a giugno, l'accorpamento con le elezioni nelle grandi città, dove, salvo sorprese, il centrosinistra è dato per vincente. Il che potrebbe produrre un effetto domino negativo sul consenso dei partiti di destra. C'è da dire che più di un ministro meloniano – sotto assoluto anonimato - confida di temere che Mattarella potrebbe essere irremovibile e dire no ad elezioni separate, anticipate in primavera.

Giorgia Meloni - Il Giorno de La Verita - foto lapresse

 

Il secondo motivo che porta nella direzione del voto in aprile è l'erosione progressiva della fiducia nei confronti del governo e della premier. Per adesso i sondaggi non registrano grandi scossoni, ma è un rischio che viene tenuto in considerazione. La situazione economica non aiuta e in agenda, come ammesso ieri da Meloni – legge elettorale a parte - è rimasto solo il nucleare.

 

La frattura con il presidente americano Donald Trump aggrava il quadro, e tra pochi giorni, al vertice Nato di Ankara, si entrerà nuovamente nel merito degli impegni presi con gli Usa sulle spese militari. Un tema che lacera le coalizioni italiane, con la Lega di Matteo Salvini in disfacimento e una competizione che sta diventando sempre più accesa, soprattutto alla luce dell'ingresso in scena di Futuro Nazionale, il partito a destra della destra guidato Roberto Vannacci.

giancarlo giorgetti - giorgia meloni - foto lapresse

 

Calcolando l'ex generale fuori dalla coalizione - e al momento è lì che lo vogliono Forza Italia, Lega e Noi Moderati -, il campo largo risulta in vantaggio, anche se di poco. E questo è un altro fattore che spinge nella direzione del voto anticipato: sfruttare le divisioni attuali degli avversari - indecisi tra i piani della segretaria del Pd Elly Schlein e le ambizioni del presidente del M5S Giuseppe Conte - dare loro meno tempo per organizzarsi attorno a un leader unitario, magari un nome terzo, che potrebbe spuntare a breve.

giorgia meloni ignazio la russa sergio mattarella parata 2 giugno foto lapresse

 

(...)

 

 

Giorgia Meloni e maurizio belpietro - Il Giorno de La Verita - foto lapresseMELONI VANNACCIMELONI VANNACCI 2Giorgia Meloni - Il Giorno de La Verita - foto lapressegiorgia meloni ignazio la russa sergio mattarella lorenzo fontana parata 2 giugno foto lapressegiorgia meloni ignazio la russa sergio mattarella parata 2 giugno foto lapresse Giorgia Meloni - Il Giorno de La Verita - foto lapressegiorgia meloni matteo salvinimaurizio belpietro e Giorgia Meloni - Il Giorno de La Verita - foto lapresse

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