AIUTO, È NATO ‘’L'HORROHRWACHER’’! - UN NUOVO PSICO-GENERE CINEMATOGRAFICO, L'HORROR ALLA ALBA ROHRWACHER: VERSIONE EVOLUTA DI MARGHERITA BUY, FATTO DI UN PRECISO MODO DI RECITARE: LA RAGAZZA NEVROTICA E INCASINATA

Maurizio Caverzan per “Il Giornale

 

Alba Rohrwacher con la Coppa Volpi Alba Rohrwacher con la Coppa Volpi

È nato l'horRohrwacher, un nuovo genere cinematografico. L'horror alla Rohrwacher. Uno psico-genere, fatto di un preciso modo di recitare. Ma soprattutto dei ruoli che i registi le ritagliano addosso, quasi costretti. Con quel volto e quella pelle diafana, lontanissimi dai canoni della bellezza mediterranea, Alba Rohrwacher incarna al meglio le figure problematiche, patologiche, sul filo della nevrosi.

 

Alba Rohrwacher con la Coppa Volpi Alba Rohrwacher con la Coppa Volpi

La Coppa Volpi conquistata a Venezia è la sua definitiva consacrazione. Miglior Attrice Italiana. Nostra Signora Sofferenza. Versione evoluta di Margherita Buy. Più sottile, più tenera, più allucinata. Dopo il successo a Cannes, Gran Premio Speciale della Giuria con Le meraviglie diretta dalla sorella Alice, anche lei al Lido, presidente della giuria per l'Opera Prima, è l'attrice più vincente del momento.

 

Perfetta, eterea icona di una stagione critica e di un cinema tormentato, sia che interpreti una contadina umbra insofferente alla misoginia del marito apicoltore nell'autobiografico Le meraviglie, sia che personifichi una madre piena di paranoie alimentari in un appartamentino newyorchese con orto in terrazza.


L'altra sera quando, un filo di carne, un filo di voce, neanche un filo di trucco, è salita sul palco per ritirare il premio abbiamo tutti tirato un sospiro di sollievo. Carlo Verdone ce l'aveva fatta a issare il tricolore nel palmarès della Mostra. Immaginiamo le polemiche se non ci fosse riuscito, con una selezione come quella di quest'anno.

Saverio Costanzo e Alba Rohrwacher Saverio Costanzo e Alba Rohrwacher

 

«Ho lottato per Hungry Hearts, Il giovane favoloso e Anime nere perché erano buoni film, non perché italiani», ha raccontato a margine della premiazione. «Ma, andando avanti nelle discussioni, la giuria ha virato sul film di Saverio Costanzo. Un film piccolo, angusto, claustrofobico, difficile. Ma con una tensione che sale e che è stata argomento di discussione».

 

saverio costanzo alba rohrwachersaverio costanzo alba rohrwacher

Battaglia tosta, dunque. Ma forse fino a un certo punto. Se c'era un dato scontato al Lido era che la squadra italiana, la migliore degli ultimi anni, non avrebbe potuto essere ignorata. In una Mostra tutta maschile, per consacrare Alba restava da battere solo la concorrenza di Lü Zhong, la commovente vedova di Red Amnesia che molti pronosticavano vincente. Da qui, con ogni probabilità, «le discussioni» segnalate da Verdone.

MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA ALBA ROHRWACHER MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA ALBA ROHRWACHER


Finora la Rohrwacher aveva ripetutamente mancato la Coppa Volpi, conquistata invece da qualche suo partner. Nel 2008 l'aveva vinta Silvio Orlando per Il papà di Giovanna di Pupi Avati. Nel 2010, già diretta da Saverio Costanzo ne La solitudine dei numeri primi, di premi non s'era fatto cenno. Come pure nel 2012 per La bella addormentata, regia di Marco Bellocchio. L'anno scorso, Elena Cotta, protagonista più o meno quanto lei di Via Castellana Bandiera, era stata premiata miglior attrice pur essendo rimasta muta per tutto il film.


Scorrendo con malizia le patologie della sua filmografia recente, verrebbe da dire che, dopo una pazza, un'anoressica e una lesbica borderline, con la sola eccezione della più normale attivista pro-life, finalmente la vegana fanatica si è rivelata la psicotica giusta. Lei tuttavia non concorda, convinta che «Mina non sia una pazza».

 

carlo verdonecarlo verdone

Quella donna che centellina il cibo e l'aria aperta al suo «bambino speciale» per proteggerlo da agenti esterni pericolosi «è una madre che sbaglia per troppo amore. Un personaggio facile da giudicare, ma che noi abbiamo cercato di non giudicare mai», nella speranza che anche il pubblico capisca «che non ci sono buoni o cattivi, ma solo personaggi complessi».


In realtà, come già visto alla proiezione veneziana, risulta piuttosto difficile non parteggiare apertamente per il marito e padre (Adam Driver, anche lui insignito della Coppa Volpi trattandosi di un film recitato in parti uguali), che si vorrebbe meno attendista e più risoluto nel contrastare le paranoie della moglie.

carlo verdone giurato a veneziacarlo verdone giurato a venezia

 

Ma qui bisogna riconoscere le doti registiche di Saverio Costanzo, abile a creare la suspence giusta nella quale dispiegare l'horRhorwacher: «È un artista coraggioso e tenace», ha detto Alba al momento di alzare la coppa. «Il film esiste solo perché lui lo ha voluto e portato sulle spalle. Con lui un set non è un film ma un'avventura emozionante e indimenticabile», ha concluso la dedica al regista e suo compagno.

 

 

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…