antonio cariota miniseri m il figlio del secolo

“AL MUSSOLINI DELL’“M” TELEVISIVO MANCA DEL TUTTO LO SPESSORE STORICO” – ANTONIO CARIOTI TUMULA LA MINISERIE DI SKY SUL DUCE: “SEMBRA UN’IMITAZIONE SATIRICA COME POTREBBE REALIZZARLA MAURIZIO CROZZA. QUELLO CHE MANCA QUASI DEL TUTTO SONO LE RAGIONI CHE PERMISERO ALL’AGITATORE ROMAGNOLO DI DIVENTARE UN DITTATORE. COME È STATO SCRITTO, SEMBRA UN CATTIVO DEI FUMETTI O DEI CARTONI ANIMATI, E NEMMENO DEI MIGLIORI…” - VIDEO

 

Estratto dell'articolo di Antonio Carioti per il “Corriere della Sera”

 

LUCA MARINELLI INTERPRETA BENITO MUSSOLINI IN M - IL FIGLIO DEL SECOLO

Premetto di aver visto in anteprima solo le tre puntate iniziali della serie televisiva M, diretta da Joe Wright e tratta dal primo dei romanzi che Antonio Scurati ha dedicato alla vita di Benito Mussolini. Però mi è bastato per concludere che quello raffigurato dal regista britannico non assomiglia un granché al personaggio storico: sembra piuttosto un’imitazione satirica del Duce come potrebbe realizzarla Maurizio Crozza.

 

Da questo punto di vista l’operazione è ben riuscita, anche per il talento del bravo Luca Marinelli, che senza dubbio ha superato brillantemente la profonda ripugnanza che, a sentir lui, gli ha provocato il compito d’impersonare il fondatore del fascismo.

ANTONIO CARIOTI

Gli eccessi caricaturali della sua interpretazione mi hanno strappato diversi sorrisi, così come la rappresentazione schiettamente macchiettista (certo, a volte si tratta di macchiette crudeli) di parecchi personaggi di contorno […]

 

Quello che però manca quasi del tutto (a parte le inevitabili forzature e alcuni stravolgimenti della cronologia) sono le ragioni che permisero all’agitatore romagnolo di diventare un dittatore, e in primo luogo la statura politica del protagonista. Tutto si risolve nell’opportunismo estremo, nel fiuto animalesco, nell’uso intensivo della violenza più feroce. La personalità di Mussolini ebbe certamente tali caratteristiche, ma ad esse non si può ridurre, se non facendo un torto alla storia.

 

LUCA MARINELLI - M - IL FIGLIO DEL SECOLO

Un esempio per spiegarmi meglio: la rottura di Mussolini con il Partito socialista viene risolta dalla serie M come un caso di bieco tradimento dettato dalla sete di potere. Fedifrago per natura, il futuro Duce avrebbe bellamente tradito anche se stesso.

In realtà però nel 1914 l’agguerrito romagnolo, in quanto direttore di successo dell’Avanti!, era forse il leader di maggior peso del Psi, il partito più organizzato esistente allora in Italia. E lasciò quel ruolo di primo piano, scegliendo l’interventismo nella Prima guerra mondiale, per gettarsi in un’avventura di cui nulla gli garantiva il successo. Se l’Italia fosse rimasta neutrale, si sarebbe ritrovato in braghe di tela.

luca marinelli m il figlio del secolo 1

 

[…] Poi Mussolini slittò dall’interventismo di sinistra verso il nazionalismo, ma anche qui non per mero opportunismo. Sulla base dell’esperienza bellica, si convinse che il motore della storia moderna non fosse la lotta di classe interna alle nazioni, ma il conflitto tra i diversi Paesi per il predominio su scala mondiale. 

 

[…] Al Mussolini dell’«M» televisivo manca del tutto lo spessore storico. Come è stato scritto, sembra un cattivo dei fumetti o dei cartoni animati, e nemmeno dei migliori. 

luca marinelli m il figlio del secolo 4

Il romanzo di Scurati conteneva alcune forzature (per esempio è insostenibile raffigurare Mussolini come sul punto di cadere il 3 gennaio 1925, salvato solo dall’inettitudine degli antifascisti incapaci di raccoglierne la sfida), ma forniva un ritratto molto più attendibile del capo del fascismo. A mio modesto avviso, il regista Wright non ha reso un buon servizio all’autore del libro. 

luca marinelli m il figlio del secolo 3luca marinelli m il figlio del secolo 5luca marinelli m il figlio del secolo 2

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…