GRASSO CHE COLA – L’UNIVERSITÀ CATTOLICA DI MILANO CELEBRA ALDO GRASSO CON UN LIBRO E UNA GIORNATA DI STUDI – IL CONTRIBUTO ALLA STORIA DEL PAESE DEL CRITICO TELEVISIVO E “DISSODATORE APPASSIONATO”, COME SI DEFINÌ LUI STESSO: “PER IL MIO LAVORO RIVENDICO UN’ATTITUDINE PIONERISTICA, IL DISSODAMENTO DI UN TERRENO INCOLTO CHE…” – VIDEO

 

LA CULTURA TELEVISIVA E IL SUO PIONIERE «CONTADINO DI UN TERRENO INCOLTO»

Massimo Scaglioni per il “Corriere della Sera”

 

aldo grasso

«Dissodatore appassionato» è l' immagine con la quale, qualche anno fa, Aldo Grasso ha voluto descrivere la propria attività di storico della televisione italiana, iniziata nel corso degli anni Settanta: «Fra questi due estremi - ipertrofico chiacchiericcio e invisibilità del medium - si situa il mio lavoro per il quale, immodestamente, rivendico una qualche attitudine pionieristica, il dissodamento di un terreno incolto, la prima stesura di mappe perfettibili di un esploratore appassionato».

 

Per comprendere fino in fondo il senso di questa metafora agraria - che descrive lo storico della televisione come un coltivatore di un paesaggio selvatico e disordinato - è necessario collocarla nel contesto della cultura (e dell' Accademia) italiana di quegli anni. Nel corso degli anni Settanta il discorso sulla televisione come istituzione e come «mezzo di comunicazione» iniziava a diventare sempre più ricco e urgente.

aldo grasso

 

In quello stesso periodo si stava concludendo la prima fase della storia del piccolo schermo, in Italia così come nella maggior parte dei Paesi europei: l' età della «scarsità» e dei monopoli pubblici, che avevano svolto un ruolo «nazionale» di primo piano, specie nel nostro Paese, frammentato culturalmente e linguisticamente. Le sentenze della Corte Costituzionale e la cosiddetta Legge di Riforma della Rai avevano aperto le porte - seppur piuttosto caoticamente - alla nuova epoca dominata, di lì a qualche anno, dalla concorrenza fra servizio pubblico e televisione commerciale. La maggior parte dell' interesse per la televisione era di carattere eminentemente politico.

 

selvaggia lucarelli vs aldo grasso 6

Chi si trovava, in quegli anni, a coltivare il nascente interesse di studio e ricerca per il mezzo televisivo si trovava di fronte a diverse difficoltà. Affrontare una storia culturale della televisione richiedeva, in primo luogo, l' accesso ai suoi testi, ovvero ai programmi. Ma di questi ultimi, soprattutto per i primi anni, molto materiale pareva essere perduto, o mai conservato.

 

L' assenza di un vero e proprio archivio organizzato - almeno fino agli anni Ottanta - ha diverse spiegazioni: di carattere tecnologico (la maggior parte dei programmi delle origini andava in onda in diretta e una conservazione poteva avvenire solo attraverso il cosiddetto «vidigrafo», che consentiva di registrare su pellicola direttamente dallo schermo) ma anche più ampiamente culturale (alla televisione non veniva riconosciuta alcuna estetica perché essa si esauriva nell' effimera emissione, dunque non poteva nemmeno avere una storia ).

ALDO GRASSO

 

Arare per la prima volta quel terreno consiste, allora, nell' approntare una metodologia di ricerca composita, che si può avvalere di almeno tre strumenti che compaiono, dagli anni Ottanta in poi, negli scritti che portano al progetto della Storia della televisione italiana di Aldo Grasso.

 

In primo luogo, il recupero di quanto fosse conservato nella cosiddetta «cineteca» della Rai. Tutto il materiale «paratestuale» rappresenta poi una seconda fonte essenziale, sia sul versante delle pubblicazioni popolari che accompagnano, ancillarmente, la televisione fin dalle origini, sia su quello del «dibattito colto», di tutta quella letteratura, prevalentemente «apocalittica», che affianca la Rai dagli anni Cinquanta. La terza tipologia di fonti è costituita dalle voci dei dirigenti che hanno incarnato le «radici umanistiche» della televisione italiana, per menzionare uno degli aspetti che ne caratterizzano l' identità.

aldo grasso

 

Se la difficoltà di confronto con le fonti e coi testi ha rappresentato il primo grande ostacolo da superare, essa è, in fondo, figlia diretta del secondo intralcio che un approccio di storia culturale si è trovato di fronte. Quali sono le matrici di riferimento della televisione italiana delle origini? La domanda sembrava trovare una risposta indiretta in molta di quella letteratura variamente «apocalittica» che Aldo Grasso passa in rassegna nel suo saggio Vedere lontano . Più che figlia di un' invadente «americanizzazione», la televisione italiana sembrava, in verità, prendere a prestito, di qui e di là, dalla variegata tradizione spettacolare dell' Italia, dalla radio al teatro di rivista, dal teatro più colto, quello di prosa, alla commedia che dal cinema si travasava in varietà.

ALDO GRASSO

 

Anche il genere più «americano», il gioco a premi, finiva per italianizzarsi. Ma quel che più colpisce, soprattutto nella ricostruzione della «letteratura televisiva» dei primi anni, proposta nel saggio di Grasso, è la sostanziale inadeguatezza con cui, fino ad allora, si era guardato alla Tv, finendo spesso per fraintenderla: «La letteratura televisiva di quegli anni è approssimativa, composita, "non specifica" e perciò molto ideologica. Deve trovare un' identità al mezzo che analizza, ma non ha ancora trovato una propria identità».

 

ALDO GRASSO

Con un approccio approssimativo, si liquida la televisione come un piacere volgare e politicamente reazionario. Il primo passo per la costruzione di una storia culturale della televisione consiste nel tentativo di comprendere la popolarità di un fenomeno tutt' altro che inscatolabile entro i dogmi dell' ideologia, nella volontà di confrontarsi con le fonti e coi testi, e di restituire il mezzo alla sua complessità storica e sociale. E persino in un corpo a corpo coi programmi, che proseguirà poi nell' attività quotidiana di critico del «Corriere della Sera», dai primi anni Novanta. Ovvero nel piacere di scoprire che « Un, due, tre , Campanile sera e Lascia o raddoppia? erano delle gran belle trasmissioni».

ALDO GRASSOALDO GRASSO

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