“CON IL TG1 SU YOUTUBE IL RISCHIO È CHE LA RIFLESSIONE CULTURALE E IL SENSO DEL SERVIZIO PUBBLICO CEDANO IL PASSO ALLA SOLA LOGICA DELLE METRICHE” – ALDO GRASSO BOCCIA L'ULTIMA GENIALIATA IN RAI: “IL DISCORSO PUBBLICO SEMBRA ORMAI CONCENTRARSI QUASI ESCLUSIVAMENTE SUI NUMERI, COME SE QUESTI ESAURISSERO LA VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ. A DIFFERENZA DELLA TV TRADIZIONALE, SU YOUTUBE IL ‘PALINSESTO’ PERSONALE È SUGGERITO DA UN ALGORITMO CHE COMBINA PREFERENZE INDIVIDUALI E CRITERI DI RILEVANZA. L’ECOSISTEMA DIGITALE INTRODUCE UN ELEMENTO DI PRECARIETÀ E FRAMMENTAZIONE CHE TRASFORMA LA FRUIZIONE DELLE NOTIZIE IN UN FLUSSO CONTINUO, SPESSO SUPERFICIALE...”
Estratto dell'articolo di Aldo Grasso per il "Corriere della Sera"
Da mercoledì il Tg1 è sbarcato su YouTube con un canale ufficiale. In una nota diffusa dalla redazione si legge: «Il Tg1 sbarca su YouTube per rispondere a un cambiamento strutturale.
Sempre più utenti scelgono contenuti brevi e fruibili da smartphone. [...]».
[...] Tuttavia, il discorso pubblico sembra ormai concentrarsi quasi esclusivamente sui numeri — visualizzazioni, percentuali di crescita, tempo di permanenza — come se questi esaurissero la valutazione della qualità.
A differenza della tv tradizionale, su YouTube il «palinsesto» personale è suggerito da un algoritmo che combina preferenze individuali e criteri di rilevanza. Questo comporta alcuni rischi noti: la tendenza a vedere soprattutto contenuti che confermano le proprie idee (le cosiddette echo chambers), la maggiore difficoltà nel verificare l’attendibilità delle fonti rispetto ai media classici, il ricorso al sensazionalismo e ai titoli clickbait per attirare attenzione.
Non tutto ciò che appare per primo è necessariamente il più vero: è ciò che l’algoritmo considera più pertinente o coinvolgente. La questione, però, non riguarda solo il Tg1. Più in generale, sembrano essersi affievoliti i dibattiti sui grandi temi dell’informazione: obiettività, indipendenza, pluralismo. L’imparzialità assoluta è probabilmente una finzione: un giornalista è corretto quando esplicita il proprio punto di vista e tratta i fatti con lealtà.
Tuttavia, l’ecosistema digitale introduce un elemento di precarietà e frammentazione che trasforma la fruizione delle notizie in un flusso continuo, spesso superficiale. In questo scenario, il rischio è che la riflessione culturale e il senso del servizio pubblico cedano il passo alla sola logica delle metriche. E poi la Rai non ha già i suoi canali?
CHIGI1 - MEME BY EMILIANO CARLI - IL GIORNALONE - LA STAMPA
gianmarco chiocci
PALAZZO CHIOGGI - MEME BY EMILIANO CARLI


