MORTE AL RAZZISTA. ALLA MELA MARCIA. ALL’INTRUSO NEL PARADISO RAI ABITATO DA UN IMPRECISATO NUMERO DI VERGINI. TUTTE INDIGNATI CON IL CRONISTA AMANDOLA, ASTIGIANO DI 56 ANNI, LICENZIATO IN TRONCO ALLA VIGILIA DI NATALE SENZA PANETTONI DI CONSOLAZIONE PER UNA FREDDURA INFELICE, UNA BATTUTA SBAGLIATA SULLA “PUZZA DEL NAPOLETANI” - IN VIALE MAZZINI È BUONA REGOLA PIALLARE I DEBOLI E STRISCIARE AI PIEDI DEI PIÙ FORTI….

Malcom Pagani per Il Fatto Quotidiano

Morte al razzista. Alla mela marcia. Al rivoltante apostata. All'intruso nel paradiso Rai abitato da ben 51 vicedirettori e da un imprecisato numero di vergini. Tutte indignate con il cronista che sognava di essere Beppe Viola, si sarebbe accontentato di somigliare a Franco Zuccalà e invece è stato solo Amandola Giampiero, brasato astigiano di 56 anni, inviato a cucinare domenicalmente il nulla e finito a fette nel calderone della demagogia. Licenziato in tronco alla vigilia di Natale senza panettoni di consolazione. In tempi mai così rapidi per nessun altro. Una freddura infelice. Una battuta sbagliata. La leggerezza priva di categorie. La pubblica riprovazione animata da opinionisti e deputati. La sospensione. Il calcio in culo. In Viale Mazzini è buona regola piallare i deboli e strisciare ai piedi dei più forti.

Il 20 ottobre, "Amandola vaso di coccio" deve raccontare "gli umori" dei tifosi. C'è Juve-Napoli. Clima sereno. L'ouverture è il primo piano di un bambino. Intona l'inno di casa. Poi sciarpe, tifosi, coretti, scaramanzie, facezie bipartisan. Il pane di 90° minuto. Il colore che non stinge. "Gliene facciamo tre", "La Juve sa solo rubare, è la vergogna d'Italia", "Agnelli ha sbagliato tutto". Poi due decerebrati impegnati in un'invocazione standard al Vesuvio. Lo stacco coglie Amandola di profilo. L'aria del passante distratto. L'occhiale da sole. Il microfono in mano.

Lo porge a un ragazzo con la maglietta bianca e nera. L'intervistato non è nato a Stoccolma e con stretto accento meridionale, senza particolare acrimonia, evade sul terreno antropologico: "I napoletani sono ovunque, se parliamo di loro non possiamo considerare nord, centro, sud, è un po' come per i cinesi". Amandola ingrana la marcia del sarcasmo e cade nel burrone: "E voi li distinguete dalla puzza, con grande signorilità" ricevendo sorriso e sponda: "Molto elegantemente, certo". Il tutto è sgraziato, sinistro, ma privo di intenzione.

Preceduto da un linguaggio aulico in cui gli ultrà vengono trattati come dame degli anni 20: "Dunque, anche nei vostri cuori alberga la passione?". Seguito da banalità di belle torinesi di origini campane in un contesto il cui il miele rincorre lo zucchero. Accade così che Amandola corra a montare, nessuno controlli il contenuto della sua passeggiata e in luogo del "direttore responsabile" e nel silenzio dei colleghi, per "il vergognoso e inqualificabile servizio", paghi in un sol colpo le rate di una vita.

Accade che per 10 secondi di equivoco, l'amico di Jas Gawronsky, già affascinato da Berlusconi, il giornalista dell'inessenziale diretto, "quietamente", come amava dire, verso la pensione, venga emarginato. Simbolo del male. Incarnazione della demenza. Perdonati i Minzolini, dritti in piedi a brulicare nei corridoi Rai i "sempre in gamba" e alla porta Giampiero Amandola. Che non conta un cazzo. Che non può difendersi. Che "impugnerà" (sic) la sentenza navigando con la sua barchetta di carta contro l'ammiraglia del duo Tarantola-Gubitosi, lesti nel tacere sulla quotidiana lottizzazione dell'azienda e altrettanto rapidi nell'esprimere "sdegno" e lanciare l'anatema chiedendo punizioni esemplari.

Vergando il secondo, una pelosa, ridicola postilla di scuse diretta al sindaco di Napoli, De Magistris, alla guida di una città che davanti al pregiudizio non solo pallonaro ha contrapposto l'ironica pernacchia del principe De Curtis e l'allegria da lazzo restituito con gli interessi: "Giulietta è una zoccola". In mora, colpito da Saviano e dalla seriosa lettera aperta del democrat Sarubbi, dalla rabbia del web e dalle carezze di Gramellini, nei debiti dei sensi di colpa di un Paese intero, affonda Amandola. Sacrificato sull'altare di polemiche che avrebbero meritato diversa indulgenza. Fuori dal tubo assieme ai dannati colpevoli di ricordare la cultura popolare, i "magnagati" come Beppe Bigazzi impegnato a rimirare "le belle carnine bianche" dei felini in Valdarno (2 anni di esilio), agli innocenti come Niccolò Carosio, eliminato dalla storia della tv patria per un "negraccio" mai urlato a un guardalinee etiope a Mexico '70.

A Beppe Grillo avviluppato sui socialisti, Sabina Guzzanti, Daniele Luttazzi, fino alle divinità porcine di Leopoldo Mastelloni e alle vette postideologiche di Aldo Busi, lontano 9 mesi per intemperanze caraibiche e poi richiamato in escursione libertaria da Paragone. Alla scorsa sagra del borlotto, in diretta nazionale, Amandola aveva intrattenuto da par suo: "Mentre il carnevale è fermo alle burlette qui esplodono i borlotti: la più grande fagiolata d'Italia, 1600 calderoni e 20000 stomaci pronti a gonfiarsi di fagioli con le inevitabili, rumorose, dispersioni nell'aria". Dante ("ed elli avea del cul fatto trombetta") è lontano. Amandola all'inferno.

 

tg3-I NAPOLETANI PUZZANOGIANPIERO AMANDOLA jpegAUGUSTO MINZOLINIGIOVANNI FLORIS E LUIGI GUBITOSI gubitosi-tarantolatrefst47 leopoldo mastelloni samanta de grenet

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…