(ANTONIO) RICCI & CAPRICCI: “I TALK SONO AL TRAMONTO – SANTORO RIPROPONE LA SCENEGGIATA NAPOLETANA - SE “STRISCIA” FA TROPPI ASCOLTI NON VA BENE PER MEDIASET – HA RAGIONE VESPA”

Massimiliano Lenzi per "il Tempo"

«Le trasmissioni vanno ad annate, come le olive. Succede per i talk e per il reality che, pur essendo una derivazione del talk, ne segue le fortune. Abbiamo avuto una sbornia di reality dove c'era di tutto: prima il Grande Fratello e tutti chiusi in una casa. Poi chiusi su un'isola, poi in un'ascensore. Alla fine i meccanismi si logorano per sovraesposizione. Quest'anno tocca ai talk». Antonio Ricci, babbo di Striscia la notizia, è un uomo che dagli anni Settanta in avanti ha attraversato tutti i generi ed i linguaggi televisivi.

Siamo al tramonto dei talk?
«C'è da dire che, per ragioni climatiche, rispetto all'anno scorso, al bacino manca un milione di telespettatori. In ogni caso il talk è un prodotto commerciale che costa poco, molto appetibile nella televisione di oggi che è in crisi economica. Serve uno studio illuminato senza grandi effetti, non paghi gli ospiti, paghi pochissimo il trucco, non paghi i costumi, niente post-produzione. Tutta una serie di risparmi che non sono ancora arrivati alla fase finale che è quella in cui chi partecipa al talk pagherebbe lui. Il talk politico è praticamente un clone del processo del lunedì di Biscardi».

Anche nelle forme meglio riuscite?
«Sì, anche in quelle. Praticamente si tratta di aizzare le curve senza portare mai un brandello di verità che usualmente non frequenta gli studi televisivi. Per cui hai sempre una contrapposizione, un wrestling finto che può essere più o meno gestito bene. Ad esempio: la formazione teatrale di Michele Santoro gli permette una guida dal polso sicuro e dall'effetto assicurato perché è una riproposizione della sceneggiata napoletana in altra maniera.

Perché c'è sempre isso, issa e o' malamente per cui alla fine il racconto teatrale e drammaturgico ha una forte efficacia. Santoro è spietato nella conduzione, ha un senso dei tempi straordinario per cui se sente Ruotolo che si allunga un secondo in più, lui lo ferma.

Questo è un modello efficace, che poi ha avuto decine di tristi epigoni, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Però diciamo che è mettere insieme lo spettacolo della politica, non serve a capire i problemi perché forse la televisione ha uno specifico linguaggio che non è quello di farti capire ma di spettacolarizzare».

La tv è un'estensione delle emozioni più che del ragionamento?
«Esatto. Così come oggi ci sono decine di trasmissioni sulla cucina dove però non viene spiegata la cucina. Mai. Perché forse non si può nemmeno. La tv parla da sola, anche se dentro c'è un dialogo. Tu della cucina hai lo spettacolo della cucina, non ha mai la comprensione della ricetta se non in fase molto basica, l'uovo fritto».

Striscia, dice Bruno Vespa, è la sua maledizione perché ha stravolto la seconda serata?
«L'ho visto e purtroppo mi tocca dire che ha ragione Vespa».

Ricci vorrà mica tornare ai vecchi orari?
«Ci siamo già tornati. Ci son stati momenti di anarchia ma se vede adesso si chiude alle 21.10 e mi sembra che a quei punti lì ci sia spazio per tutti. Arrivare fino alle 21.20 assicurerebbe molti più ascolti, ma ascolti inutili. Qualunque ascolto tu faccia in quella fascia, l'access, Rai Uno e Canale 5 sono primi, in testa. Il problema sorge nel podio, che in questo caso è formato da due ma terzo, quarto, quinto, sesto, settimo sono a distanze siderali».

Ma col digitale tutto questo si è ridotto?
«Si è un po' ridotto ma manco tanto. Sono comunque a grandi distanze. Per cui in realtà se tu concentri troppi ascolti lì, andrai a sottrarli soprattutto alle tue reti. Se noi facciamo troppo non va bene e non va bene nemmeno per gli altri».

Non sarà arrivato il momento di riformare l'Auditel?
«Secondo me va riformato. Ma torno a dirti. Se Striscia va sino alle 21.20 per fare più ascolto e nel contempo partono Le Iene su Italia 1 e si beccano 20 minuti di Striscia sul gobbo, venendo danneggiate, andiamo a rovinare l'ascolto a loro che fanno parte comunque di Mediaset. Lo stesso avviene per le reti Rai, se il programma di RaiUno in access fa troppi ascolti allungandosi, va a danneggiare le altre reti».

È una gara a squadre?
«Esattamente. E tu puoi fare un ascolto che è commercialmente virtuale se in quella fascia, per gli spot, più soldi non te li danno. Non solo non ti danno un euro in più ma si crea un danno. Il giorno prima della conferenza stampa per Striscia io ho chiesto a quelli di Publitalia, "ma ci sono tutti questi talk, li vendete o no?". Loro mi hanno risposto, il mercato è abbastanza interessato. Chiaro, è interessato all'inizio poi vediamo..

Però la cosa demenziale è che l'Auditel è stato fatto dai pubblicitari e poi non viene considerato il target che è importante, quello commerciale, 15-64. Questo è il target di riferimento. La televisione cambierebbe se cambiasse l'Auditel. Ci sono tutta una serie di trasmissioni obsolete che raccolgono in termini di pubblico, le fiction, le storie dei santi ma non sono successi commerciali, nel target. Per cui c'è un'istigazione a fare un tipo di tv più vecchia perché apparentemente dà un successo».

Ritorniamo sui talk...
«Sì, io sui talk ho fatto una trasmissione, Cultura moderna, un quiz con un conduttore psicopatico, dove per vincere bisognava indovinare le domande. Il meccanismo era perfetto: un personaggio misterioso e tu dovevi indovinare chi era attraverso delle domande. È biondo? Sì. È donna? Sì? Rispondo, è Gigi Marzullo. Ma come? Arrivavano con la loro convinzione e davanti alle telecamere non c'era verso di fargli cambiare idea... È esattamente il talk. Sono lì per la loro esibizione e della ricerca del vero non gliene frega nulla, monologano, con i loro pregiudizi. Col loro essere macchiette perché così trovano una loro riconoscibilità».

Ma la parodia sul wrestling del talk non è wrestling a sua volta?
«Assolutamente sì. Però hai l'alibi dell'evidenziatore. Negli ultimi due anni nella rubrica dei nuovi mostri, i personaggi dei reality sono stati usurpati dai politici nei talk. Pensaci: Giovanardi non è così come si presenta in tv, ma cavalca il suo personaggio, spara quelle cavolate per avere visibilità e per trovare la sua ospitata in un talk, che invitandolo genera il contro ospite che è la Concia».

È vero che si sarebbe adoperato per far incontrare Grillo e Berlusconi?
«Magari. Come a chiunque mi sarebbe piaciuto assistere all'incontro e poi spifferare cosa si erano detti. Mi sarebbe piaciuto da matti...».

 

BEPPE GRILLO CON ANTONIO RICCI NEL SETTANTANOVE ANTONIO RICCI E BEPPE GRILLOANTONIO RICCI COSTANZA CARACCIOLO EX VELINA DI STRISCIA GREGGIO E HUNZIKER A STRISCIA LA NOTIZIA michele santoro x PAOLO MIELI MICHELE SANTORO Gigi Marzullo e Giuseppe Sciarrone Gigi Marzullo VESPA BERTONE berlusconi con antonio ricci saluta jimmy il fenomeno - Copyright Pizzi

Ultimi Dagoreport

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...