1. ARRIVA IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER IL CAINANO, E NEL PALAZZO TUTTI TIFANO PER UNA SENTENZA PILATESCA, UNA SORTA DI PAREGGIO CHE NON DISTURBI LE LARGHE INTESE 2. BASTEREBBE UNA FURBATA ALL’ITALIANA: CHE LA CONSULTA DESSE RAGIONE IN LINEA DI PRINCIPIO AL CAVALIER POMPETTA, RICONOSCENDO CHE GLI FU NEGATO UN LEGITTIMO IMPEDIMENTO, MA POI DELEGASSE ALLA CASSAZIONE, IN AUTUNNO E CON TUTTO COMODO, IL COMPITO DI VALUTARE IN CONCRETO IN QUALE MISURA RIAPRIRE IL PROCESSO 3. E CASUALMENTE, PROPRIO OGGI VENGONO RECAPITATE LE IMPERATIVE VELINE CON LE QUALI RE GIORGIO, COADIUVATO DAL SUO CONSIGLIERE LUCIANO VIOLANTE, SPIEGA ALLA NAZIONE CHE SIAMO SOLO DI FRONTE A UN GIUDIZIO “TECNICO”, CHE “NON PUÒ ESSERE CONFUSO CON GLI ESITI PROCESSUALI, CHE HANNO UN PROPRIO, DIVERSO PERCORSO”

a cura di Colin Ward e Critical Mess (Special Guest: Pippo il Patriota)

1. AVVISI AI NAVIGATI
Arriva il giorno del giudizio per il Cainano, con la sentenza della Corte costituzionale sul processo Mediaset. E visto che in questo disgraziato paese nulla dev'essere mai chiaro, neppure un verdetto, nel Palazzo tutti tifano per una sentenza pilatesca, una sorta di pareggio che dia respiro al Banana ancora per qualche mese e non disturbi le larghe intese.

Basterebbe che la Consulta desse ragione in linea di principio al Cavalier Pompetta, riconoscendo che gli fu negato un legittimo impedimento, ma poi delegasse alla Cassazione, in autunno e con tutto comodo, il compito di valutare in concreto in quale misura riaprire il processo. Una furbata all'italiana, ma i nostri codici bizantini la permettono.

E casualmente, proprio oggi vengono recapitate le imperative veline con le quali Re Giorgio spiega alla nazione che siamo solo di fronte a un giudizio "tecnico", che "non può essere confuso con gli esiti processuali, che hanno un proprio, diverso percorso". Alludendo proprio a quella Cassazione di fronte alla quale pende il ricorso degli avvocati del Banana contro la condanna per frode fiscale a 4 anni di reclusione e 5 di interdizione dai pubblici uffici.

In prima linea, megafono in mano, la Repubblica degli Illuminati: "Mediaset, oggi decide la Consulta. Il Colle: il governo non corre rischi". C'è grande attesa per la sentenza? Il Cavaliere non ci dorme la notte? Aspenio Letta teme contraccolpi negativi sulla maggioranza? Una sentenza di rigetto può accelerare la fine politica del capo del Pdl, che rischia seriamente l'interdizione dai pubblici uffici e l'espulsione dal Parlamento?

Tutte balle. Sentite che ci manda a dire Re Giorgio: "La decisione della Consulta si è caricata di aspettative del tutto improprie. Invece andrà valutata per quello che è: un giudizio che non può essere confuso con gli esiti processuali, che hanno un proprio, diverso percorso".

Dal che non si capisce che l'abbiano promosso a fare Niccolò Ghedini e Piero Longo, avvocati del Cainano. Non solo, ma Bella Napoli ricorda che la vicenda Mediaset non si chiude qui, "ma andrà avanti con la pagina finale scritta dalla Cassazione tra 8-10 mesi" (p. 11). Come dire: caro Silvio, porta pazienza e aspetta ancora che poi tutto s'aggiusta.

Anche la Stampa riporta diligentemente le parole d'ordine di Re Giorgio: "Nessuna aspettativa impropria'. Il Quirinale invita alla calma". Il giornale diretto da Mariopio Calabresi parla di "informale monito" e si lancia in un'escusatio non petita: "Naturalmente nessuno può determinare la pronuncia, che sarà frutto del libero confronto tra gli ermellini.

I quali, poi, potrebbero in ipotesi anche non esaurire la loro discussione nella sola giornata di oggi" (p. 11). Un altro tartufesco rinvio? Sono 17 mesi che la Corte si tiene il delicato incartamento. I suggeritori del Colle colpiscono anche sul Messaggero: "Oggi la Consulta. Berlusconi: leale al governo. L'auspicio del Quirinale: non nutrire aspettative improprie. Il verdetto della Corte non va confuso con gli esiti processuali" (p. 7).

Per un disguido nelle comunicazioni, niente velina quirinalizia sul Corriere, che scrive: "Mediaset, la Consulta decide. Il pessimismo del Cavaliere. Ma la difesa dell'ex premier spera in un ‘compromesso'" (p. 9). Il ‘compromesso' è quello che spiegavamo prima sotto il nome di sentenza-pareggio.

Pessimismo ragionato e patriottico sul Giornale di Feltrusconi: "Il Cavaliere: i miei processi non faranno cadere il governo. L'ex premier è pessimista sull'esito delle sentenze in arrivo, ma assicura che le sue vicende giudiziarie non condizioneranno la tenuta del governo". "Il disaccordo tra i giudici dà una chance a Silvio. Oggi il verdetto della Consulta che potrebbe dare ragione in parte al leader del Pdl" (p. 4)

2. LA BAVA SEPARATA DALLE NOTIZIE
L'accordo del G8 su lotta all'evasione e paradisi fiscali è talmente campato per aria e tecnicamente fumoso che a nessun giornale viene in mente di fare un pezzo in cui raccontare il ricorso di tante società e banche italiane ai suddetti paradisi. Ma c'è da capirli: molti si sarebbero imbattuti nei propri padroni. In compenso è tutto un fiorire di elogi e rassicurazioni reciproche sull'importante ruolo dell'Italia al cospetto dei sedicenti Grandi.

Il Messaggero titola felice: "Letta: dal summit spinta al governo, con Obama asse sul lavoro. Il premier soddisfatto per le conclusioni del vertice irlandese" (p. 2). "Torno in Italia carico di energie positive", ha detto Lettaenrico a fine summit (Repubblica, p. 8). Ed energie positive zampillano anche dal sedicente "retroscena" del Corriere (p. 5). : "Lasciandosi alle spalle i pascoli e il verdissimo green che circondano il resort, il premier sfoggia un sorriso largo così: ‘Posto freddo, ma bellissimo...' E prima di entrare in sala stampa, stanco e felice, ha fretta di condividere le sue prime impressioni: ‘E' andata benissimo, davvero. L'accoglienza è stata ottima".

"Toni bassi e modestia (apparente) sono i suoi tratti distintivi, ma questa volta nello staff del capo del governo si respira un'euforia nuova: la sensazione che il ‘giovane Enrico' abbia centrato l'obiettivo, riuscendo a fare il salto fuori dai confini dell'Unione Europea".

Può bastare così. Anzi no, c'è ancora una pennellata (di bava) su come stanno bene insieme Cameron, Obama ed Enrichetto: "Il lago è sullo sfondo e i tre sembrano affiatati come vecchi amici, a conferma che la ‘chimica', grazie anche al fattore generazionale e all'inglese fluente di Letta, è scattata a dispetto delle distanze politiche".

3. LA DEMOCRAZIA SECONDO DON FLEBUCCIO DE BORTOLI
I lettori del Corriere oggi si possono abbeverare a un suggestivo pezzo intitolato "Senza l'Italia non si può rilanciare l'Europa", resoconto di un vertice economico italo tedesco organizzato a Francoforte (p. 4).

Vi si apprende che "secondo il direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli (che ha moderato il primo panel) "rischiamo di arrivare a un punto in cui la maggioranza della popolazione può non avere più fiducia nell'eurozona e nella moneta unica e quindi abbiamo bisogno di una grande leadership, che ancora non è emersa". Anche in via Solferino cercano "una grande leadership che non è ancora emersa".

4. IL MINISTRO ALLE PARI RESIDENZE (FISCALI)
La Stampa fa un bel colpo e pizzica Josefa Idem sulla sua residenza fiscale. "Il ministro Idem e il giallo della residenza nella casa-palestra. Il Comune: non ha versato l'Ici sull'immobile. Il marito Guerrini: ‘E' stata solo una dimenticanza'. Ironia di Raphael Zanotti, autore del pezzo: "E' il ministro più tedesco che abbiamo, eppure sembra essersi adattata bene agli italici costumi" (p. 19).

5. ULTIME DA RAISET
Il Cetriolo Quotidiano lancia l'allarme sulla riforma dell'irriformabile Rai: "Così smantellano la Rai. Oggi Catricalà e Zanonato presentano la riforma del governo: stop al canone automatico per viale Mazzini, in ballo quasi 2 miliardi. I paletti per avere la nuova concessione dallo Stato. Mediobanca: l'opzione privatizzazione vale 2,6 miliardi. E in Vigilanza berluscones in agguato" (p. 1).

6. UN, DUE, TRE, GRILLINO!
Dicono che Grillomao si sia sorpreso a parlar male di se stesso nel sonno e la mattina dopo si sia prontamente epurato. Dicono che alla fine resterà solo con Casaleggio e che si espelleranno a vicenda, non senza una sanguinosa battaglia sulle royalties. Tutto il resto è puro cinema e sta accadendo per davvero. Corriere: "M5S, la Rete decide sui ribelli. C'è chi vuole ‘espulsioni collettive'. Grillo contro Civati: è un cane da riporto.

E lui lo invita a cena. La rivolta dei 42: ‘A forza di cacciarci ne resterà solo uno'. Ormai la frattura nei Cinquestelle è ufficiale. Ecco chi sono i nuovi oppositori" (Corriere, pp. 10-11). Stampa: ‘Ha sfidato Grillo'. Un'altra deputata verso l'espulsione. Pinna sotto accusa per l'intervista a ‘La Stampa'. Aveva difeso la Gambaro: ‘Se lei è la libertà e Beppe la schiavitù io scelgo la libertà" (p. 13).

Su Repubblica, sguazza alla grande Filippo Ceccarelli: "Tra fobie, paranoie e gogne online la sfida politica diventa mobbing. Dalla Gambaro fotografata a colloquio con Razzi alla dissidente Pinna che parla di psico-polizia. I fantavideo di Casaleggio, le cospirazioni, gli scontrini, i troll e gli hacker ‘pagati'. Alla fine si avverte un che di patologico" (p. 12).

7. SPOSTANDO RENZI SEMPRE PIU' IN LA'
Nella casa comune dei democratici regnano sempre la pace, la fratellanza e il mutuo soccorso. "Bersani va all'attacco di Renzi. ‘Segretario scelto dagli iscritti'. L'ex leader: io non sconfitto": No, tu avere ragione: tu solo grande pippa (Corriere, p. 13). Si arrende allo scoramento perfino la Repubblica dei renziani: "D'Alema: nel Pd ormai c'è solo il caos. Bersani: non farò cadere Letta. Lite sul web tra renziani e fan dell'ex segretario" (p. 15).

8. E ALLA FINE RIMASE SOLO UN LODEN VUOTO
Tristissimo spettacolo la parabola politica dell'ex super-tecnico Mario Montimer, vittima della propria prosopopea e dell'ambizione di candidarsi. "Duello finale tra Scelta Civica e Casini. Monti: volevano solo quote di potere" (Repubblica, p. 14). E lui cosa voleva? Solo quote di santità? E ora la notizia che il popolo aspettava: "La lista dell'ex premier diventa partito. A luglio la Convention e il via al tesseramento". Sul Corriere, ancora un titolo per desaparecidos: "Cesa: con lui solo litigi" (p. 12).

9. LA BELLA POLITICA
Un'occhiata rapida in casa leghista giusto per ricordarsi che la classe non è acqua: "Bossi: pernacchie a chi mi caccia. Maroni: pirla chi ci dà per morti" (Repubblica, p. 14). Attesa per le flatulenze di Borghezio.

10. AGENZIA MASTIKAZZI
"Cicchitto e Violante su ‘La fine della seconda Repubblica". Triste convegno autobiografico al Capranichetta (Corriere, p. 12).

11. DISECONOMY
Non ce n'eravamo accorti, ma le assicurazioni pare che ci pelino come patate. Per fortuna c'è l'Antitrust: "In Italia Rc auto più cara d'Europa. L'Antitrust: ‘Da noi costa il doppio della Francia'" (Stampa, p. 23). E i "moniti" di Pitruzzella vengono ripresi un po' da tutti i giornali: "Poste, trasporti, energia e banche. ‘La concorrenza è ancora lontana'" (Repubblica, p. 20).

12. VIA CRUCIS SOLFERINA
Rotelli passa la mano e si fa "diluire" in Rcs, dopo averci perso circa 350 milioni di euro. Il punto è che non vuole restarci intrappolato per gli anni a venire ed essere maledetto dai suoi figli. Intanto chissà che sta combinando lo scarparo Della Valle, tentato dall'arrotondare al rialzo le quote e in piena trattativa con la Santintesa di Abramo Bazoli. Su Repubblica, "Aumento Rcs, Rotelli rinuncia. Vende i diritti e si diluirà al 4,15%. E il cda si divide sulla cessione dei periodici alla Santanchè" (p. 22).

Pare che per frenare l'assalto della pasionaria di Silvio, l'amministratore delegato Scott Jovane stia tentando di far alzare l'offerta al concorrente, la Prs di Alfredo Bernardini de Pace. Per la Stampa, "Rcs, no di Rotelli all'aumento. Occhi sulle mosse di Della Valle che ha l'occasione di rafforzarsi assai nel capitale" (p. 24).

13. LE GRANDI PERFORMANCE IN MAGLIONCINO
Il mercato continua a non capire le grandi doti manageriali di Sergio Marpionne e lo castiga di mese in mese. Prendiamo un giornale di famiglia, tanto i numeri sono numeri: "Mercato auto come vent'anni fa. Fiat vendite in calo dell'11%". A livello europeo, aprile in calo del 5,9%. In Italia meno 8% sull'anno precedente. Il Gruppo Fiat perde di più (-10,8%) e quindi perde ulteriormente quote di mercato, che passano dal 7,2 al 6,8% (Corriere, p. 31).

14. VIENI AVANTI CREATIVO-FREE MARCHETT
"Un uomo un po' biker un po' James Bond, un po' gentleman, che abbandona la stravaganza, e anche la sua parte femminile, per rimettere nell'armadio lo stile rassicurante dei maschi del tempo che fu. A volte biker a volte gentleman. Un regalo della crisi alle donne, francamente stufe di avere dei fashion victim come compagni" (Stampa, p. 22). Bene, l'importante è avere le idee chiare. Ah, per chi non lo sapesse, inizia Pitti Uomo.

 

NAPOLITANO E TESTA BERLUSCONI berlusconi-napolitanoberlusconi-napolitanoENRICO LETTA LETTA-RENZIlongo ghedini avvocati ghedini e longo cameron obama DAVID CAMERON E LA MOGLIE SAMANTHA A IBIZA LETTA OBAMA ian04 ferruccio debortolia ferruccio debortoliJOSEFA IDEM LAURA BOLDRINI antonio catricala FLAVIO ZANONATO

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