ASIAN STYLE - CHI L’AVREBBE MAI DETTO CHE DOPO SECOLI DI TENTATIVI NON RIUSCITI, LA DEFINITIVA OCCIDENTALIZZAZIONE DELL’ASIA SAREBBE ARRIVATA AL GALOPPO IMMAGINARIO DEL “GANGNAM STYLE”? - IL TORMENTONE DEL COREANO PSY BALLATO E CANTATO E PARODIATO IN TUTTO IL MONDO: “NON SIAMO PIÙ VISTI COME DIVERSI, POSSIAMO FINALMENTE UNIRCI A QUESTO MONDO E GODERNE TUTTI ASSIEME”...

1- VIDEO ORIGINALE: "GANGNAM STYLE" DI PSY
http://bit.ly/SeOeeD

2- BRITNEY SPEARS E ELLEN DEGENERES BALLANO "GANGNAM STYLE"
http://bit.ly/UdesjZ

3- FLASH MOB A ROMA: 30MILA BALLANO "GANGNAM STYLE"
http://bit.ly/UdePLi


GANGNAM STYLE - L'OCCIDENTE ORA CI È VICINO
Andrea Laffranchi per il "Corriere della Sera"

Quindicimila persone (gli organizzatori dicono 30mila) in piazza del Popolo a Roma. Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon. L'artista dissidente cinese Ai Weiwei. Tutti lì a fingere di montare un cavallo immaginario. Tutti conquistati dal ballo di Psy, il «cavaliere inesistente» del nuovo millennio che è stato chiamato persino dall'università di Oxford per raccontare del suo successo agli studenti.

È un coreano 34enne, vero nome Park Jae-sang, il più copiato del momento, l'autore di «Gangnam Style», brano dance il cui video è il secondo più visto della storia di YouTube: 766 milioni di clic, più di un continente. «Il mio nome d'arte viene da "psycho". Ma non c'entrano né il film né qualcosa di legato a problemi mentali - racconta -. Lo psycho del 21esimo secolo per me è qualcuno che è pazzo per una cosa specifica. E io lo sono per la musica, la danza e i concerti».

Per l'Occidente è un debuttante, una popstar da tormentone mordi e fuggi. «Ho perso la mia verginità internazionale», ha commentato qualche giorno fa alla sua prima esibizione extra asiatica agli Mtv Ema di Francoforte dove ha vinto il premio per il miglior video dell'anno. In Corea, invece, ha una carriera decennale, con sei album all'attivo.

Il ministero della Cultura lo ha premiato per il successo internazionale di «Gangnam Style» ed è quasi una riabilitazione visto che in passato Psy ha avuto qualche problema con la giustizia per aver evitato il servizio militare e perché una sua canzone era stata ritenuta inadatta ai minori. Un caso anche in patria dove il mercato discografico è dominato dal K-pop di boyband formate da ragazzini efebici. Loro hanno invaso le classifiche giapponesi, con lui l'Asia parte alla conquista dell'Occidente.

«Conquista non è la parola giusta - precisa -. Il mio successo e la mia fama possono insegnare a tutti gli asiatici che è arrivato il momento giusto, che non siamo più visti come diversi e che possiamo finalmente unirci a questo mondo e goderne tutti assieme».
Il successo del tormentone è partito da internet e a globalizzarlo ci ha pensato Scooter Braun, il re mida del pop che su YouTube ha scoperto anche Justin Bieber.

«Gangnam Style» racconta delle ragazze modaiole di Gangnam, il quartiere chic di Seul. Parole incomprensibili visto che il testo è in coreano. «Ho visto in rete il filmato del flashmob di Roma e sono rimasto colpito dal fatto che quelli che hanno partecipato conoscessero tutta la canzone: cantavano e rappavano parola per parola. Ne vado fiero perché è la mia lingua», dice.

A metà anni Novanta si era trasferito negli Stati Uniti per il college. Obiettivo: laurearsi in economia a Boston. La sua famiglia ha un'azienda quotata in borsa e lui era l'erede designato. Ha cambiato idea velocemente e si è messo a studiare musica al Berklee College. «Non avevo detto nulla a mio padre che non è stato contento di scoprirlo. La Corea è un paese dove la tradizione pesa molto e se c'è un'azienda in famiglia ci si aspetta che il figlio prosegua nell'attività. C'era questa attesa su di me, ma non sono mai stato uno che amava la scuola. Però adesso anche mio padre è contento».

Gira il mondo con giacche da smoking improbabili e occhiali da sole d'ordinanza per insegnare le mosse del ballo a chiunque. Fra le sue allieve anche Britney Spears durante lo show di Ellen DeGeneres. Ci ha messo un mesetto a trovare i passi giusti per il video: «Sì, ma queste non sono cose che studi, sono cose che senti e che ti arrivano dalla vita. Io le ho imparate a notte fonda: sono uno che esce tanto e che ama bere».

Nel frattempo lavora al suo primo album per il mercato mondiale: «Ci sarà anche qualche canzone in inglese - anticipa - per poter comunicare ancora meglio con la gente». Il suo è un misto di dance e hip hop: «Quando ero giovane ero un fan del rock. Dal '96 al '99 quando ho fatto il college negli Stati Uniti sono stato influenzato dall'hip hop di Tupac, Eminem, Nas, Jay-Z e Dr. Dre. Quando ho iniziato a scrivere canzoni ho mischiato tutto. E adesso lo vedrete anche voi».

 

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