soraya azzabi

AVETE PRESENTE LO STEREOTIPO DELLA MODELLA SCEMA E COCAINA AL POSTO DEL CERVELLO CHE SCUTRETTOLA COME I TRANS DO BRASIL SULLE PASSERELLE? BEH, SORAYA AZZABI LO FA A PEZZI. LA BELLISSIMA MODELLA MAROCCHINO-CANADESE, NONCHÉ ATTRICE, SCENEGGIATRICE E PITTRICE, DEBUTTA NELLA REGIA DEL CORTO ‘MAKING IT AGAINST ALL ODDS’. CHE È UNA LEZIONE SUL SOGNO AMERICANO, SUL RAZZISMO, SU TRUMP E KANYE WEST - VIDEO

FRANCESCA D'ANGELO https://www.rollingstone.it/cinema/interviste-cinema/soraya-azzabi-il-cinema-la-moda-e-quel-che-resta-del-sogno-americano/537074/

Soraya Azzabi

 

 

Avete presente il mito, tutto americano, del self-made man? Ecco, Soraya Azzabi lo incarna perfettamente e, allo stesso tempo, lo fa a pezzi. La bellissima modella marocchino-canadese, nonché regista, attrice, sceneggiatrice e pittrice (più self-made woman di così…), non si riconosce nel Sogno Americano.

 

Ce lo dice candidamente, davanti a una tazza fumante di tè a Roma, mentre parliamo del suo ultimo cortometraggio: si intitola Making It Against All Odds ed è disponibile su TaTaTu, la prima social-app che premia per la visualizzazione dei contenuti e l’interattività degli utenti.

 

Soraya Azzabi

A prima vista il film sembrerebbe l’ennesima storia di successo a stelle e strisce, legata al mondo della moda: Soraya spiega come Tracey Mills, orfano di madre e abusato dal padre fin da piccolo, è riuscito a diventare un famoso designer e consulente di Kanye West.

 

D’altronde, verrebbe da pensare, cosa potrebbe raccontare una modella? La politica internazionale? Invece, surprise surprise, la modella-che-parla-solo-di-moda discetta anche di parecchi altri temi, sa il fatto suo e rispedisce agli Stati Uniti il loro Big Dream: «Spiacenti, è da rottamare», sembra sostenere con questo corto. E qui lo ribadisce.

 

Soraya Azzabi @bragwall. Foto- Aleksandra Von Zastrow Motta

Making It Against All Odds è una grande storia di riscatto. Oggi, tuttavia, la mobilità sociale è sempre più difficoltosa, e il divario tra ricchi e poveri aumenta a dismisura. C’è ancora spazio per il Sogno Americano?

Quando ho iniziato a scrivere il corto, sono partita proprio da questa domanda: il Sogno Americano esiste ancora? Direi di no, almeno non per come lo abbiamo sempre conosciuto. Se una volta la grande ambizione degli americani era avere una bella casa, una famiglia e un ottimo lavoro, oggi i desideri sono mutati. Il white American Dream ha ceduto il passo a un sentimento più globale, che non si declina solo in beni materiali. Oggi le nuove generazioni sognano di essere la migliore versione di se stesse, e di poter realizzare qualcosa che soddisfi anche gli altri.

 

Soraya Azzabi

Chi, o che cosa, avrebbe contribuito a questo cambio di passo?

Penso che l’immigrazione abbia avuto un impatto decisivo.

 

Da qui in poi ogni frecciatina a Donald Trump sarà puramente casuale…

Riflettiamo: l’America è stata costruita sull’immigrazione. Oggi molte persone sono passate “dall’altra parte” e pontificano contro i migranti, eppure vengono esattamente dallo stesso posto. Tra l’altro, la maggior parte degli immigrati è composta da persone che lavorano duramente per mantenere le proprie famiglie, e che hanno un’etica del lavoro incredibile: difficilmente si siedono in un angolo a oziare.

Soraya Azzabi

 

So che parli con cognizione di causa, visto che tu stessa ti sei trasferita, a 8 anni, dal Marocco in Canada. È stato difficile integrarsi?

Soraya Azzabi

A essere onesta, tuttora non mi sento integrata. È come se appartenessi a due mondi: al Marocco, dove sono cresciuta, e al Canada. Ricordo che i primi anni sono stati particolarmente difficili, anche perché la mia storia è decisamente atipica: noi non scappavamo dal Marocco. Lì, anzi, avevamo una vita molto agiata. Non ho mai ben capito i motivi che spinsero mio padre a portarci tutti in Canada, e purtroppo non li conoscerò mai, essendo lui morto. Credo comunque che le sue aspettative fossero decisamente diverse: in America abbiamo patito la fame e la povertà. C’era inoltre molto razzismo, ma anche tanta ignoranza: capitava, per esempio, che ci chiedessero se nella nostra patria esistevano le macchine, o come mai parlassimo francese pur essendo marocchini.

Soraya Azzabi

 

Negli ultimi anni, Hollywood ha dichiarato guerra a ogni forma di discriminazione. L’Academy ha deciso di introdurre standard più inclusivi per gli Oscar, obbligando gli Studios a coinvolgere maggiormente le minoranze sociali. Cosa ne pensi?

Soraya Azzabi

È un inizio. Un buon inizio. C’è però ancora molto da fare. Per esempio, sarebbe bello se fossero le persone di colore, gli asiatici o qualsivoglia altro straniero a raccontare le storie che li riguardano. Penso che riuscirebbero a farlo meglio, con più autenticità. Hollywood ha creato così tanti stereotipi e cliché. Per esempio, facci caso: se in un film c’è una persona di colore, questa muore puntualmente nei primi dieci minuti del film. Noi ormai ci divertiamo a scherzarci su: «Ah, guarda, c’è un personaggio di colore: ora di sicuro muore» (ride, nda). Inoltre, esistono così tante dinamiche all’interno delle famiglie multiculturali o immigrate che per uno sguardo esterno è molto difficile coglierle.

Soraya Azzabi

Cosa ne pensi invece del re-wash di personaggi iconici del cinema? Avere una Sirenetta disneyana di colore aiuta a promuovere l’integrazione?

Non mi convince. Nel momento in cui ci sono tutti questi interpreti per il medesimo personaggio bianco, persino quest’ultimo perde senso. Il vero obiettivo dovrebbe essere dare vita a un immaginario narrativo black, con le sue caratteristiche. Non è facile, perché richiede un cambio di mentalità. Confido però molto nelle nuove generazioni: i ragazzi di oggi si sono dati una svegliata, dicono molti più “no” di quanti ne abbiamo detti noi in passato. Sì, lo so, suona strano: di solito chi è più grande si lamenta delle nuove generazioni, fa fatica a capirle. Non è il mio caso: io credo molto in loro, e nella loro capacità di cambiare le regole del gioco.

Soraya Azzabi

 

Il mondo della moda è più inclusivo di quello del cinema?

A livello visivo, di estetica, sì. Ma, dietro le quinte, non c’è sempre altrettanta inclusività. Per esempio, ci sono moltissime modelle ma poche fotografe: quella è una professione ancora molto maschile. Per certi versi è un peccato, perché le donne potrebbero catturare in maniera nuova l’idea della bellezza femminile, leggerla in una chiave inedita. Inoltre, mi è capitato che in un servizio fotografico la parrucchiera non avesse dimestichezza con modelle dai capelli ricci come i miei.

 

Tu sei una modella molto quotata. Perché a un certo punto hai deciso di investire sul cinema?

Soraya Azzabi

Tutto è iniziato a Montréal. Dopo un servizio fotografico, mi hanno proposto di dare vita a uno show che parlasse di moda, arte e musica. Il programma ha avuto molto successo, siamo andati avanti per sei stagioni. Ho iniziato così a coltivare il desiderio di lavorare anche nel mondo del cinema, per creare qualcosa che potesse ispirare gli altri. Con i miei corti non voglio solo dare speranza, ma indicare una via, un modello per poter concretamente mettere a frutto le proprie doti.

 

Soraya Azzabi e Tracey Mills sul set di ‘Making It Against All Odds’

Vorrei che lo spettatore pensasse «Potrei fare anch’io così», e imprimere una svolta alla propria vita. Per questo prediligo storie che abbiano un messaggio forte, qualcosa di rilevante da dire. Ce ne sono tantissime, anche se non sempre i diretti interessati amano raccontarsi. All’inizio io stessa ero restia a parlare del mio passato di indigenza. Mi chiedevo: perché dovrei? Poi, invece, sono scesa a patti con il mio passato, ho smesso di viverlo come uno stigma o qualcosa di cui imbarazzarmi. Ho capito che era invece molto importante condividerlo, e così ho iniziato a farlo.

 

Soraya Azzabi

Nel tuo corto, Mills non diventa solo il designer, ma anche il consulente creativo di Kanye West. Cosa pensi della sua candidatura a presidente e, più in generale, delle elezioni americane?

Eh, il discorso è lungo: da dove comincio? (ride, nda) Oggi la politica è sempre più confusa: si passa il tempo a criticare l’avversario senza mai illustrare a fondo il proprio programma. Per certi versi somiglia molto a un reality show: si scava nel torbido, ci si accapiglia, si lanciano accuse…

Soraya Azzabi

 

Quanto al desiderio di Kanye di diventare presidente, chi sono io per dire che non può diventare quello che desidera? Se fossi americana, credo che darei la mia preferenza a chi sa quello che sta facendo. Un aspetto che valuterei con cura sarebbero anche le proposte sul fronte della politica internazionale: è molto importante per me, perché sono immigrata e canadese, ma anche marocchina.

Soraya AzzabiSoraya AzzabiSoraya Azzabi

Soraya Azzabi

Soraya Azzabi

Soraya Azzabi

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...

edouard philippe melenchon le pen hollande glucksmann

DAGOREPORT! LO SPETTRO DEL BALLOTTAGGIO LE PEN-MELENCHON AGITA LA FRANCIA (E L’EUROPA) – PER QUESTO LA BORGHESIA PARIGINA È IN SOMMOVIMENTO, COME L’EX PRESIDENTE, FRANCOIS HOLLANDE. IL VISPO “BUDINO SCOPAIOLO” NON AVREBBE INTENZIONE DI SCENDERE DIRETTAMENTE IN CAMPO, MA STA LAVORANDO COME “EMINENZA GRICIA”: AVREBBE GIÀ INCONTRATO IL RIFORMISTA GLUCKSMANN, PER CERCARE DI CONVINCERLO A TROVARE UN’INTESA CON IL CENTRISTA EDOUARD PHILIPPE – L’IDEA E’ QUELLA DI LANCIARE PER LA CORSA ALL’ELISEO PHILIPPE, EX PREMIER MACRONIANO, ESPERTO E MOLTO POPOLARE NEL PAESE CON GLUCKSMANN CHE FAREBBE IL PREMIER. OBIETTIVO: EVITARE LA TRAGEDIA DI UN BALLOTTAGGIO LE PEN-MÉLENCHON, ARRIVARE AL SECONDO TURNO E GIOCARSELA CONTRO LA ZARINA SOVRANISTA. CE LA FARANNO I NOSTRI EROI?

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…