DE ROSSI, CAPITAN PASSATO - BALDINI & SABATINI APRONO L’ASTA PER IL REJETTO DEL DERBY, SEMPRE PIU’ IN CRISI CON ZEMAN E LA SOCIETA’, MA IL PREZZO E’ TROPPO ALTO E NESSUNO PRESENTA OFFERTE - LA DIRIGENZA VORREBBE CHE FOSSE LUI A “FARE IL PRIMO PASSO”, MA NON CI PENSA NEMMENO - INTANTO A MANCHESTER SI CONSUMA LA ROTTURA TRA BALOTELLI E IL CITY - LA CONFERMA? LE SMENTITE DI RAIOLA, OF COURSE…

1-ROMA, DE ROSSI VA ALL'ASTA
Ugo Trani per Il Messaggero

Uno scatto sulla crisi: Baldini, Sabatini e Fenucci concentrati sull'allenamento, per avere una visione migliore di una squadra in piena recessione. Immagini nitide: diversi calciatori scontenti, qualcuno infortunato e altri consapevoli di avere un rendimento indecente. La Roma lavora incompleta e scarica. Il dopo derby sembra non finire mai, la gara con il Torino resta lontana, lunedì sera, e alcuni giocatori torneranno solo oggi a Trigoria dopo gli impegni in nazionale. Gli strascichi sono evidenti e fastidiosi, i sorrisi sono forzati e tiepidi.

De Rossi non regala nemmeno quelli. Triste e isolato, Daniele non si fida ormai di nessuno, avendo capito che per il club giallorosso lui rimane soprattutto il grande problema di questa stagione, il più urgente da affrontare. Economicamente e tecnicamente. Se n'è accorto dai discorsi che due giorni fa gli hanno fatto Baldini e Sabatini. E dalle ricostruzioni di comodo offerte ai media. La Roma ha preso le distanze dal suo vice capitano.

Oggi la debole sintonia tra Zeman e De Rossi è solo lo smascherato pretesto per avere in mano la giustificazione al momento dell'addio. I dirigenti, da tempo, vorrebbero che a esporsi fosse Daniele che, anche mercoledì, ha ribadito di essere contrario a fare questo passo, pur avendo preso atto di come l'aria sia cambiata a Roma, ancora di più dopo l'espulsione nel derby. Baldini e Sabatini, discutendo tra loro e anche con i procuratori di riferimento, si stanno muovendo per non azzerare il valore del cartellino che ha il prezzo giusto solo per il City, a cui però il calciatore ha già detto no due volte, l'ultima ad agosto.

Baldini ha provato ad aprire l'asta, dieci giorni fa, ma l'effetto è stato desolante. Nessuno si è fatto vivo. Sabatini, invece, si sta occupando di trovare il nome del sostituto: il ds non ha ritenuto Verratti, l'anno scorso, giocatore da Roma e adesso, avendolo visto giocare in Champions con il Psg e mercoledì sera da titolare in nazionale, ha dovuto riconoscere l'errore imperdonabile. Lo poteva prendere ad una cifra accessibile. Ma non è tempo di tormentarsi sulle gaffe del passato. Conta solo il presente o, nella peggiore ipotesi, il futuro: individuare, in poche settimane, il sostituto di De Rossi, da prendere già nel mercato di gennaio, sa però tanto di pesca miracolosa.

De Rossi resterà a guardare per tre partite, Tachtsidis, anche lui squalificato, salterà solo la prossima contro il Torino, come Burdisso. Lunedì sembrano scontati i ritorni di Castan e Pjanic che nelle ultime settimane si sono scontrati con Zeman, il brasiliano, atteso oggi a Trigoria (oltre a lui, ieri mancavano ancora Piris e Tachtsidis), alzò la voce in campo a Marassi durante la gara vinta contro il Genoa, il bosniaco ha insultato il tecnico in mondo visione dopo la rete alla Lazio.

Il management giallorosso, su input della proprietà statunitense, ha il compito di assemblare i cocci, chiedendo a Zeman di far rispettare di più le regole interne e al tempo stesso di non scaricare in modo plateale giocatori per i quali sono stati fatti investimenti pesanti per il bilancio sempre più sofferente. E' il caso di Stekelenburg: Baldini e (soprattutto) Sabatini lo vogliono titolare. Il boemo è però deluso dal comportamento dell'olandese, lento nel rendersi di nuovo disponibile. Se fosse per Zdenek, contro il Torino confermerebbe Goicoechea. I suggerimenti si sprecano: Destro lo vorrebbero utilizzato con più continuità, anche con l'esclusione di Osvaldo che, per i dirigenti, non deve avere sempre o comunque il posto garantito. Un giorno sapremo perché.


2- INGLESI SICURI: MATRIMONIO BALOTELLI-CITY AL CAPOLINEA
dal Messaggero

Alle smentite di Mino Raiola non crede più nessuno. In Inghilterra sono sempre più convinti che Mario Balotelli lascerà il City a breve. Al punto che radiomercato già ipotizza l'eventuale sostituito per la squadra di Mancini. Che non solo Radamel Falcao. Il Manchester City pensa anche a Luis Suarez per il mercato di gennaio.
Mario Balotelli torna ad essere oggetto di trattative dopo che la scorsa estate Mancini aveva rifiutato un'offerta di 45 milioni di euro da parte del Paris Saint-German. Ma ora, la sempre più difficile gestione di SuperMario, dentro e fuori lo spogliatoio, ha fatto cambiare strategia al club inglese.

Pronto a metterlo sul mercato per arrivare aduno degli attaccanti più richiesti del momento, Falcao. Ma se il colombiano dell'Atletico Madrid appare un obiettivo molto difficile in gennaio, la prima alternativa è Suarez del Liverpool. Con i soldi guadagnati dalla cessione di Balotelli,l'operazione potrebbe anche andare in porto: il venticinquenne centravanti uruguaiano, che in questa stagione ha già segnato 11reti, attualmente è valutato 55 milioni di euro.

Tutto questo, a distanza di pochissimi giorni dalle dichiarazioni rilasciate dall'agente di SuperMario. «Sono come marito e moglie», aveva detto Raiola in merito al rapporto tra Mancini e Balotelli. «Litigano, ma si vogliono bene e rispettano moltissimo. È e resterà del City per almeno altri due anni e mezzo».

 

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