BALLARE SULL’ORLO DELL’ANORESSIA - MARIAFRANCESCA GARRITANO, BALLERINA DELLA SCALA, RACCONTA GLI ORRORI DEL SOTTO-SCALA: RAGAZZINE PORTATE IN OSPEDALE PER ESSERE ALIMENTATE ARTIFICIALMENTE, MESTRUAZIONI CHE NON VENGONO PIÙ PER VIA DELLE DIETE PUNITIVE - “MANGIAVO UNA MELA E UNO YOGURT AL GIORNO. I GENITORI PENSANO DI AFFIDARE LE FIGLIE IN BUONE MANI, MA È PIENO DI CORRUZIONE, MINACCE E COMPROMESSI, PER MANTENERE IL PROPRIO POSTO SUL PALCO” - FRACCI: “A ME NON RISULTA. COME PUÒ UN’ANORESSICA FARE SFORZI FISICI?”…

Anna Bandettini per "la Repubblica"

Sono belle, di straordinaria grazia, leggerezza, magre e disciplinate, ma è dentro di sé che, spesso, le ballerine classiche portano un peso ingombrante, un peso che ha a che fare con la malattia: anoressia e bulimia, l´ostinazione a non mangiare, a non trattenere, per non deturpare il corpicino efebico, esile, filiforme.

Lo racconta con rabbia e dolore Mariafrancesca Garritano, 33 anni, ballerina del Teatro alla Scala da quando ne aveva 16, denunciando un universo del balletto terribile e cupo. In una intervista al domenicale del quotidiano inglese Observer Garritano lancia un´accusa che non risparmia il suo stesso teatro: «Una ballerina su cinque è anoressica», dice e dalla sua esperienza alla Scala racconta di ragazzine «portate in ospedale per essere alimentate artificialmente, colleghe afflitte da disordini alimentari, ballerine, addirittura sette su dieci, che non hanno più mestruazioni per via delle diete punitive».

Una tortura, anche il suo caso personale. «Quando ero adolescente agli allenamenti l´istruttore mi chiamava mozzarella o involtino cinese davanti a tutti. Così ridussi la mia dieta al punto di scendere a 43 chili. Andavo avanti con una mela e uno yogurt al giorno, affidandomi all´adrenalina per arrivare alla fine delle prove. La verità è che i genitori pensano di affidare le loro figlie in buone mani, ma in realtà per loro inizia un rapporto quasi religioso con lo specchio, l´istruttore e il pubblico. E quanto agli istruttori, quelli che ho conosciuto io sono ballerine frustrate che fanno pagare a te quello che hanno fatto loro».

La Scala, già nel clima dell´inaugurazione della stagione mercoledì col Don Giovanni di Mozart diretto da Daniel Barenboim (ieri c´era la prova generale aperta agli studenti) non replica. Mariafrancesca, che già aveva raccontato in un libro, "La verità, vi prego, sulla danza!" una parte di queste accuse, rilancia: «Nessuno immagina che dietro a un balletto possano esserci storie di corruzione, di minacce e di compromessi, per mantenere il proprio posto sul palco. Io sono sempre stata schietta: ho visto carriere fermate e altre che hanno avuto impennate solo per conoscenze».

Più caute le colleghe. «Parlare di anoressia è grave, è esagerato. Alla Scala non mi sembra che ci siano colleghe che ne soffrono. Ovvio che tutte noi cerchiamo di non appesantirci visto che siamo danzatrici e non lottatrici di sumo!», commenta Lara Montanaro, anche lei nel Corpo di Ballo della Scala come maitre «Se esiste uno standard di peso richiesto tra noi scaligere? Lo escludo».

«Se Mariafrancesca fa quelle accuse bisogna crederle. Non è il mio caso, ma è vero che nel nostro mondo c´è l´anoressia - dice Gaia Straccamore, 33 anni, prima ballerina dell´Opera di Roma - Le diete? Certo, soprattutto a 15-17 anni nell´età dello sviluppo quando magari tendi a ingrassare, ma in genere sono seguite da dottori specialisti. Io ne ho fatte di durissime. Ma è anche per stare meglio. Non esiste un peso standard, dipende dall´altezza, dalla massa muscolare, dalle proporzioni».

E una étoile come Luciana Savignano: «Sì, la magrezza in molti casi è un´ossessione. Ma è legata al fisico di ogni ballerina. Io, per esempio, mangio dolci e, soprattutto, cioccolato, che mi sostiene quando lo sforzo è tanto. Una grande responsabilità ce l´hanno gli insegnanti e i coreografi ai quali spetta il compito di non instillare complessi inesistenti».

«E infatti la mia denuncia è per far sì che le cose cambino, anche se rischio di essere licenziata», dice MariaFrancesca Garritano. Carla Fracci, ormai autentica guru del balletto classico italiano, dice: «Anoressia? A me non risulta. Come si può un´anoressica ballare e fare sforzi fisici?». E saggiamente commenta: «La verità è che per ballare bisogna essere magre, ma oltre alle gambe bisogna far funzionare il cervello e la sensibilità».

 

Mariafrancesca GarritanoMariafrancesca GarritanoCARLA FRACCI

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