interracial porno razzismo

BARBARA COSTA VA A FONDO SUL RAPPORTO TRA PORNO E RAZZISMO. ''L’UNICO COLORE CHE CONTA È IL VERDE, QUELLO DEI DOLLARI'', DICE IL VETERANO LEXINGTON STEELE, 1000 FILM, ANCHE CON VALENTINA NAPPI (VIDEO). E DONNE E UOMINI NERI SONO PAGATI DI MENO - RESTA IN AUGE LO STEREOTIPO DEL “GRANDE MANDINGO NERO CHE DEFLORA LA PRINCIPESSINA BIANCA”, NONCHÉ QUELLI SULLA POTENZA SESSUALE DEL NERO CHE INGOLOSISCE LE BIANCHE, E FA INVIDIA AI BIANCHI - PARLANO LE STAR DEL SETTORE: IL RAZZISMO ESISTE MA…

 

 

LEXINGTON STEELE VALENTINA NAPPI PORN VIDEO:

https://it.pornhub.com/view_video.php?viewkey=1721781677

 

DREDD VALENTINA NAPPI PORN VIDEO:

https://it.pornhub.com/view_video.php?viewkey=ph5e42ddc434c1a

 

SARAH BANKS JAMES DEEN PORN VIDEO:

https://it.pornhub.com/view_video.php?viewkey=ph5a9607b20950b

 

 

 

Barbara Costa per Dagospia

 

tony rios ceo avn media network

Tony Rios sta incaz*ato a bestia. Lui è l’amministratore delegato di AVN Media Network, la voce ufficiale del porno, è il megafono autorizzato, megafono dal quale si è levata forte la condanna per l’omicidio di George Floyd. Urla Tony Rios: con che faccia da c*lo noi piangiamo Floyd, quando nel porno siamo i primi ad essere razzisti?

 

Tony Rios non solo ha scomunicato quanto di solidale espresso dalla sua AVN, ma dice pure che i comunicati e le belle parole servono a un caz*o, perché se vuoi cambiare la situazione devi agire, e lui agirà: che la categoria "interracial" e la sigla IR siano tolte dal porno, mai più devono apparire accanto a un video e, poiché l’AVN presiede e organizza gli Oscar del Porno, anche la statuetta quale miglior scena interracial non esisterà più.

 

valentina nappi chanell heart

Sembra poco, sembra niente, e invece no, se si muove l’AVN c’è da stare attenti, perché l’AVN è un potere. La presa di posizione di un boss come Rios conta, e il suo sp*ttanamento di quello che nel porno accade ma che non si può dire, non si deve dire, è senza precedenti. È la prima volta che il porno si auto-denuncia.

 

Il razzismo nel porno è il vero tabù del settore, nessuno ne vuole parlare, se ne chiedi ti rispondono che non è vero, che è vero ma insomma, comunque è meglio starsi zitti. E invece io li voglio far parlare, i pornostar neri, vediamo che dicono sulla loro pelle nel porno. Facciamo parlare chi è nero ed è potente, come Lexington Steele, leggenda porno vivente, più di 1000 film, oggi a capo di una delle case di produzione che più macinano soldi.

 

sarah banks

Steele è nel porno dal 1998 e l’ha sempre detto: il razzismo nel porno esiste, perché il porno è specchio della società e ne riflette le distorsioni. La società americana è razzista, il porno è razzista, un razzismo che per Steele equivale a menti bigotte che ancora campano sullo stereotipo “grande mandingo nero che corrompe la principessina bianca”, nonché sugli stereotipi della potenza sessuale del nero che ingolosisce le bianche, e fa invidia e rabbia ai bianchi. Miti superati, scaduti, però ancora riprodotti nei video porno, con la compiacenza di bianchi e neri.

sarah banks selfie

 

Lo stesso Steele è diventato una star milionaria per le sue serie porno "ebony", volte a coprire il mercato del "black porn": “Ho girato tantissimi interracial, anche perché mi pagavano di più. Non posso negarlo: un porno tra me e una bianca ha più mercato di uno con una nera”. Steele dice però che solo grazie al web si è sconfitto il razzismo che vigeva nella distribuzione, quando i porno con attori neri non erano venduti negli stati dell’America retrograda, e quando persino mettere in copertina un attore nero in primo piano era vietato, mentre era d’obbligo la foto della donna bianca in posa da vittima “sporcata, deflorata da un nero”.

 

sarah banks anikka albrite

Steele è spietato: “Nel porno l’unico colore che conta è il verde, quello dei dollari”, ma è proprio quello dei soldi il tasto da non pigiare mai. Te lo dicono in coro, “attori e attrici neri sono pagati di meno rispetto ai bianchi a parità di numero e genere di scene”, e però mai ti fanno i nomi dei boss che adottano questa politica!

 

Ma tale disparità retributiva deve esserci, se l’assassinio di George Floyd ha svegliato pure l’APAC, il sindacato dei pornoattori (guidato da bianchi), il quale ripete che non si può più stare in silenzio, bisogna far riforme radicali, quali non si sa. Lexington Steele dice che lui è diventato famoso “non per quello che ho tra le gambe (28 cm) ma per quello che ho tra le orecchie”, però l’archetipo dell’uomo nero dal pene enorme che sc*pa la donna bianca, è tra le scene più girate – e cliccate – nel porno.

mandingo

 

Angela White svela che lei prima di girare un anal con Dredd (30 cm) usa un dilatatore anale speciale, che la "apre" e la prepara apposta per lui: l’avrebbe detto lo stesso se il pene di Dredd fosse stato enorme ma bianco? E gliel’avrebbero chiesto? È razzista chiedere – come chiedono – a Lexington Steele qual è la sua pornostar bianca preferita, e la sua asiatica?

 

Perché anche le pornostar asian hanno da dire la loro, capeggiate da Asa Akira che, prima di diventare la regina di Pornhub, ha passato anni a girare porno fissi sulla sua "razza", e su tutti i massage, basati sulla pretesa passività asiatica. E quando Rocco Siffredi aveva 20 anni e iniziava nel porno, girava in Francia e lo chiamavano “l’italianò”, lo facevano non certo per fargli un complimento…

lexington steele valentina nappi

 

Mandingo si è ritirato dal porno un anno fa, dopo 20 anni di porno intensi e brillanti. La sua posizione politica è nel nome d’arte che si è scelto: quella è la sua origine, e lui ne va fiero, e afferma: “Il razzismo nel porno c’è, ma non siamo ai livelli di 40 anni fa! Il muro l’hanno buttato giù pornostar neri come Sean Michaels”.

lexington steele 3

 

Lexington Steele ha votato Barack Obama e oggi via social posta video di Obama contro Trump, ma Obama è stato votato pure da un repubblicano come Mandingo, secondo cui Trump non è cattivo come lo descrivono, tantomeno è un razzista (Trump è abbastanza apprezzato nel mondo del porno perché ha abbassato le tasse).

 

Le nuove generazioni sono diverse, si fanno domande diverse, certo non la mettono in chiave razziale: Sarah Banks ha 23 anni, è nel porno da 4, ha stuoli di fan devoti sui social che non guardano al colore della sua pelle ma “a quel tuo c*lo che è speciale”. Sarah vuole sconfiggere altri stereotipi, come la falsa idea della degradazione della donna nel porno: lei per scelta sul set si fa spermare molto (nel sesso, in faccia, sul corpo), e gira porno anale violento, e meglio se ad alternarsi dentro e fuori di lei sono peni bianchi e neri.

sarah banks lato b (3)

 

Ha già lavorato con i più bravi, tra cui il suo mito, James Deen, che è bianco. Conta? Dice Sarah Banks: “Sono nera, e a 16 anni ero già diplomata: i neri possono essere intelligenti o cretini come ogni altra persona. Il porno non è un ghetto, e non sono trattata male in quanto donna, né in quanto nera”. Scegliere di vedere una scena con Sarah Banks sc*pata da bianchi, sarà mica gesto razzista da parte di noi spettatori?

sarah banks lato b

 

C’è chi si spinge a dare la colpa a noi utenti per i porno che scegliamo di vedere, perché dovremmo essere noi, il pubblico, ad educarci e ad educare, non cliccando più sui video interrazziali. Ma il porno è scelta la più personale e libera possibile, e noi possiamo scegliere di vedere una gang-bang con una bianca e più neri, come il suo contrario, come pure possiamo vedere un bianco annegato da squirting di vagine nere.

 

Vedere porno e quale tipo, solletica la parte di noi la più oscura, e se c’è qualche spettatore che davvero è convinto che quella donna nera in video "soffra" nell’essere sc*pata da bianchi (o il suo opposto) è scemo lui, non chi quel porno lo fa! Perché il porno è recitato, e sono recitate le sevizie, le donne straziate, gli uomini malmenati. Di ogni colore siano.

lexington steele 1

 

Il porno ha girato "12 pollici" (=30 cm), la sua parodia del film "12 anni schiavo". È peccato guardarla? No, è porno-satira, e la satira è tale quando non si ferma davanti a niente. Non sono d’accordo con me Jet Setting Jasmine e il suo partner di vita e di set King Noire: loro fanno sesso BDSM, e ne insegnano metodi e segreti. Per loro fare porno è una missione, entrambi ce l’hanno con la società americana “che deforma i neri, inscatolandoli in ruoli che non li rappresentano”.

 

Per loro il sesso nero esibito a porno è una forma d’arte, è educazione, è riscatto di una specifica identità razziale. King Noire si ispira a Malcolm X, accusa alcuni studios porno di essere razzisti, e ha rifiutato di girarci scene ad alimento del cliché donnina bianca/maschione nero. Ma al tempo stesso, il porno (e il rap) gli ha permesso di dire no a un futuro da teppista a cui il suo ambiente, e il suo censo, lo spingevano.

jet setting jasmine king noire

 

Mi scrive un fan del porno: “Sono un nero, guardo solo porno nero, non sopporto le pornostar bianche, mi ammosciano”. Lui, e quello che dice e fa, è sbagliato? È razzista? Cos’è?

sarah banks lato b (2)sarah banks lato b (1)tony riosjet setting jasmine king noire 1jet setting jasmine king noire 2sarah banks cover video

 

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