1- BARBARIE MAI VISTA NEL CAPITALISMO DI RELAZIONI ALL’ITALIANA. L’INSIGNE MEDIO-SBANCA DI NAGEL PRESA A PUGNI IN FACCIA. NON SOLO, MA IL NUOVO ASPIRANTE GERONZI, IL TRACIMANTE PALENZONA, HA PERSO UNA PRESIDENZA E PER L’OCCASIONE LE SUE FOTO SONO ECCEZIONALMENTE SPARITE DAI GRANDI GIORNALI INDEBITATI (CON UNICREDIT) 2- OLTRE ALLE CORONE DI FIORI, PER I QUIRINAL-BOYS IL PROBLEMA È CHE PRESTO A PALERMO CI SARÀ UN MAXI-DEPOSITO DI ATTI GIUDIZIARI E IL TEMPO A DISPOSIZIONE PER I CORAZZIERI-POMPIERI È DRAMMATICAMENTE RIDOTTO: “STATO-MAFIA, PM PRONTI AL PROCESSO. LA MOSSA DEL COLLE PER EVITARE CHE I DIALOGHI CON MANCINO FINISSERO DAVANTI AL GUP”

1 - MEDIO-SBANCA PRESA A PALLATE. ANZI, A SPALENZONATE...
Barbarie mai vista nel capitalismo di relazioni all'italiana. Un cda è stato mandato a casa dagli azionisti. E la Medio-sbanca di Nagel e Pagliaro non era d'accordo. Non solo, ma il nuovo aspirante Geronzi della Padania, il tracimante Fabrizio Palenzona, ha perso una presidenza e per l'occasione le sue foto sono eccezionalmente sparite dai grandi giornali indebitati (con Unicredit).

Per capirci qualcosa, bisogna rivolgersi ai quotidiani che non hanno troppi interessi nella faccenda. "Salini conquista Impregilo grazie ai fondi. Revocato il cda, Costamagna nuovo presidente. Gavio promette battaglia: ‘Ci opporremo alla spoliazione'" (Giornale, p. 23). Mediaset è azionista di Mediobanca, ma senza Papi Silvio a Palazzo Chigi fa da spettatore. E allora Marcello Zacchè può scrivere un commento più che onesto su "Mediobanca e una sconfitta che deve far riflettere" (Giornale, p. 23).

Sul Cetriolo Quotidiano, Vittorio Malagutti va al sodo: "Impregilo, Salini mette alla porta Mediobanca. Ribaltone in assemblea. Sconfitto Gavio che promette battaglia. Decisivo il voto di un fondo inglese. Costamagna presidente al posto di Palenzona. Ricorsi in vista" (CQ, p. 9)

Prudentissima, invece, la Repubblica dell'Ingegner Cidibbì, che riesce quasi a non nominare Mediobanca e riporta anche le comiche allusioni di Bruno Binasco al fatto che alcuni azionisti che hanno votato con l'azienda romana "fanno capo a dei fondi con sede alle isole Cayman" (p. 22). Comiche perché arrivano da un benemerito di Tangentopoli come il Binasco Bruno e da un gruppo la cui struttura offshore è ben fotografata negli atti depositati nelle scorse settimane dalla procura di Monza nell'inchiesta Penati.

Poi passa il Corriere a Cuccia e ci regala un abile commentino di Massimo Mucchetti dove si ammette "la svolta nella storia della finanza italiana", ma poi si chiede: "Il nuovo che avanza è di per sé il meglio? Al momento è bene sospendere il giudizio" (p. 26). Per carità, sospendiamo tutti il giudizio. Ma le sberle in faccia sono sberle in faccia. O no?

2 - LA FAMOSA "RICERCA DELLA VERITA'" ALLA CORTE DI RE GIORGIO...
Ottima vigilia di anniversario della morte di Borsellino sul Corriere della Sera: "Severino e il Colle intercettato: ‘Le telefonate restino segrete" (p. 6). Poi Giovanni Bianconi mette il dito sull'unica faccenda che interessa veramente Csm e Anm (silenziosissima, strano?): "Il dilemma della promozione di Messineo. La pratica sul magistrato al Csm, presieduto da Napolitano. La decisione sulla nomina a Procuratore generale per il capo dell'ufficio che indaga sulla trattativa" (p. 7).

Ma un calendario cinico e baro ha fissato per domani un anniversario imbarazzante, in occasione del quale è bene portarsi il sacchetto per il vomito. Prima pagina del Cetriolo Quotidiano: "Rita Borsellino, 'Schiaffo da Napolitano'. A 20 anni da via D'Amelio, la sorella del giudice assassinato accusa il Colle: 'Iniziativa grave contro i pm antimafia, non ce l'aspettavamo. Non vogliamo corone di fiori dallo Stato". Dal coro dei 'corazzieri' si dissocia Di Pietro. La Severino s'inventa la legge: 'Telefonate sempre segrete, a prescindere dalla Consulta'. Grasso: 'I pm in buona fede".

Oltre alle corone di fiori, per Lorsignori il problema è che presto a Palermo ci sarà un maxi-deposito di atti giudiziari e quindi il tempo a disposizione per i corazzieri-pompieri è drammaticamente ridotto, come si capisce da un bel pezzo della Stampa: "Stato-mafia, pm pronti al processo. A giorni le richieste di rinvio a giudizio per i 12 indagati nell'inchiesta sul negoziato con i boss. La mossa del Colle per evitare che i dialoghi con Mancino finissero davanti al Gup" (p. 3).

La Repubblica degli Illuminati Difensori di Bella Napoli prova invece a spostare l'attenzione dal Colle sul solito Bananoni: "Berlusconi convocato a Palermo teste nella trattativa Stato-mafia ma il Cavaliere non si presenta. Nel mirino dei pm i rapporti di Dell'Utri con le cosche. Quel filo rosso che lega Silvio a Marcello da Cosa Nostra alla nascita di Forza Italia. Secondo le ultime ricostruzioni dei pm, il senatore Pdl ha preso il posto di Salvo Lima" (p. 2).

A parte la micidiale gufata sul noto bibliofilo don Marcello (Lima non ha fatto una bella fine), come ha fatto il Sire di Hardcore a non presentarsi in Procura come ogni comune cittadino? Ha mandato una bella giustifica, firmata Nosferatu Ghedini, che attestava "impegni già assunti in precedenza". Il famoso vertice con teste di Nobel (e tette emergenti) a Villa Germetto?

3 - CARO MONTIMER, TI STANNO FACENDO UNO SPREAD COSI'...
"Monti convoca Grilli e Visco. ‘Pronti alla guerra di agosto, ma dall'Europa serve un segnale. Il governo: ancora sacrifici, le tasse non possono calare" (Repubblica, p. 9). Scoperta improvvisamente la voragine siciliana, sempre ripianata in silenzio da qualunque governo: "La Sicilia a rischio default. Ultimatum di Monti a Lombardo: ‘Confermi le sue dimissioni'. Tanti sprechi e un debito da 17 miliardi. Così Palermo si avvicina ad Atene. Oltre 140 mila a libro paga, 26 mila forestali e pensioni ‘regionalizzate'" (Repubblica, pp. 10-11). "Il professore punta al commissariamento. L'allarme del rappresentante del governo nell'isola: otto miliardi di buco. In caso di elezioni a ottobre, difficile intervenire direttamente" (Messaggero, p. 2).

4 - NON FA SOSTA LA SUPPOSTA...
"Aumenta la povertà tra gli operai. Un disoccupato su due sotto la soglia. I dati Istat 2011: coinvolte cinque milioni di famiglie. Al Sud, una su quattro non ce la fa" (Repubblica, p. 7). "La nostra vita low-cost: la spesa si fa al discount e le vacanze dai nonni" (Stampa, p. 7). "La nuova povertà è quella di chi lavora ma non ce la fa" (Stampa, p. 6).

Poi passa l'ammiraglio Di Paola, che come nei governi sudamericani fa il ministro della Difesa, e mette sull'attenti i creduloni della spending review: "Di Paola: i supercaccia non si toccano. Tuteliamo investimenti e 10 mila posti. ‘Furore ideologico contro gli alti papaveri della Difesa" (incredibile intervista al Corriere, p. 5).

5 - AVVISI AI NAVIGATI DALL'EX COMANDANTE MASI...
"Io, Bisignani e quel provocatore di Minzo". Carlo Tecce intervista Sado Masi (CQ, p. 5) sotto la testatina "I cattivi dell'estate" e ne escono di tutti i colori, compreso che l'ex diggi' di Raiset non disdegnerebbe l'ingresso in politica. "La Rai e' la patria del gossip, qualcuno mi remava contro. Ma con me c'erano la Dandini e Santoro" (e con la Lei, no). "Io massone? Mio nonno lo era. I rituali dei muratori sono ridicoli". Quindi lo e' anche lui, ma senza l'obbligo di partecipare a 'rituali ridicoli'? E poi risposta super su Bisignani: "Luigi e' un amico di vita. Siamo cresciuti insieme. Parlavamo di tutto, anche di televisione".

"Ma che mestiere fa, Bisignani?", lo interrompe Tecce. "Non saprei. Posso dire che e' un uomo intelligente, che conosce persone e tante cose e possiede numerose informazioni. Non ero l'unico che l'ascoltava con attenzione". Anche tra i direttori di importanti giornaloni del nord, aggiungiamo noi.

6 - I SEMPRE NUOVI CIUCCESSI DEL GRANDE MARPIONNE...
"Fiat superata da Bmw in europa. ‘Pessime le vendite in Italia'. Scivola al settimo posto, quota di mercato al 6,4%. Promotor: ‘Il mercato europeo è a due velocità, si vende solo fuori dall'eurozona" (Repubblica, p. 23). Poi passa Illustrato Fiat e surclassa persino il famoso reparto verniciature di Mirafiori: "Giugno in retromarcia per l'auto in Europa. Vendite -1,7%, l'Italia è maglia nera con un -24,4%. Primi segnali di ripresa: il mercato torna positivo in Germania e corre in Gran Bretagna. In controtendenza Fiat Panda fa +10%. Bene anche Lancia. Jeep continua il boom" (Stampa, p. 25).

7 - MA FACCE RIDE!...
"Show della Minetti: ‘Non voglio finire come Lady D" (Repubblica, p. 13, sotto la testatina "Le scelte dei partiti"). Il Corriere invece sceglie un titolo impossibile: "Minetti e il caso dimissioni. Faccia a faccia con il Cavaliere" (p. 11). Semmai, "Tette in faccia", viste le differenti stature.

8 - FREE MARCHETT DI STATO...
"Un manager per viale Mazzini con in testa il modello Bbc". Sul Messaggero, spietato ritratto di Luigi Gubitosi, il nuovo diggì di Raiset (p. 9). Nel pezzo di Umberto Mancini si leggono frasi così: "Del resto Gubitosi, aplomb torinese (ha lavorato a lungo per la Fiat a Torino), ma spirito e humor napoletani, ha lo stile pragmatico. E come il presidente, che ieri ha partecipato al primo cda, gurda con favore al modello Bbc". Nuovissima, questa, eh? Però "A chi lo conosce bene spiega che non bisogna chiudersi nei clichè. Ma che la Rai, la più grande azienda culturale del Paese...". Ecco, al non-clichè della "Rai prima grande culturale del Paese" ci siamo arresi perfino noi.
colinward@autistici.org

 

 

ALBERTO NAGEL E RENATO PAGLIAROFABRIZIO PALENZONA COSTAMAGNAbeniamino gavioBRUNO BINASCO BRACCIO DESTRO DI GAVIO RITA BORSELLINO jpegNICOLA MANCINO E GIORGIO NAPOLITANOPAOLA SEVERINO Berlusconi bacia Dell'UtriVITTORIO GRILLI IGNAZIO VISCO mario monti dubbio

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…