gumpel belpietro boldrini

UDO NESSUNO E CENTOMILA – BELPIETRO RANDELLA TUTTI QUELLI CHE HANNO SOLIDARIZZATO CON GUMPEL DOPO IL MEGA SCAZZO A “CARTABIANCA” – DA FERRARA A BURIONI ARRVANDO ALLA BOLDRINI: “LEI CHE SI LAMENTA OGNI GIORNO DEGLI ODIATORI, PER UNA CRITICA A UN AMICO SUO, CONDIVIDE LO SLOGAN #FAISCHIFO CONTRO UNA DONNA” – IL LACRIMEVOLE POST DEL GIORNALISTA TEDESCO – VIDEO

Scontro sanguinoso tra Belpietro e il corrispondente tedesco Udo Gumpel a Cartabianca

1 – ALLA BOLDRINI PIACE CHI ODIA LE DONNE

Maurizio Belpietro per “la Verità”

 

udo gumpel

Chiedo scusa ai lettori se sono costretto a tornare a occuparmi di una nullità di nome Udo Gümpel, ma purtroppo l' imbarazzante caso che lo riguarda è stato oggetto di numerosi interventi. Giornalisti da tinello tipo Christian Rocca ed ex direttori in avanzato stato depressivo tipo Giuliano Ferrara si sono infatti spinti a commentare ciò che non hanno visto o che, se lo hanno visto, non vogliono capire per eccesso di partigianeria.

 

Riassumo la puntata precedente: martedì sera sono stato invitato a partecipare alla trasmissione condotta da Bianca Berlinguer su Rai 3. A Cartabianca si parlava di migranti e tra le persone presenti in studio - io ero in collegamento - c' era un tizio di nome Udo Gümpel, giornalista tedesco a me sconosciuto.

 

udo gumpel maurizio belpietro 10

Il suddetto, una volta interpellato, prima si è messo a dare i numeri, spiegando che in Italia ci sono solo 21.000 migranti da sistemare, e dunque si tratterebbe di un problema gonfiato ad arte dai vari Salvini. Poi ha aggiunto che in un Paese civile non si sgomberano le persone lasciandole sotto la pioggia, dando quindi per sottinteso che l' Italia sia un Paese incivile.

 

Il tizio ha potuto dire la sua senza che nessuno, tanto meno il sottoscritto, si permettesse di interromperlo. Finito l' intervento e ormai in conclusione di trasmissione, la conduttrice mi ha chiesto un rapido parere e io ho iniziato a parlare spiegando che per me, in un paese civile, non si occupano le case e poi, quanto ai migranti, ho aggiunto che la Germania ha risolto il problema degli extracomunitari che le arrivavano sulla porta di casa facendo pagare 6 miliardi all' Europa, affinché la Turchia chiudesse le sue frontiere ed evitasse che la marea di profughi invadesse Berlino e dintorni.

 

laura boldrini

A dire il vero, non ho potuto completare quest' ultima parte perché il tizio seduto in studio, che io non vedevo, mi ha interrotto dicendo: «Quello dice cazzate». Ho cercato di proseguire, ma il suddetto ha continuato a berciare, ripetendo come un disco rotto «fesserie, fesserie, fesserie». Il suo unico scopo era impedirmi di parlare, al punto che, privo di altri argomenti, ha cominciato a emettere suoni senza senso, come i bambini quando si rifiutano di ascoltare. Non contento, il poveretto ha preso anche a fare delle smorfie, dei gesti, portandosi le mani alla bocca, mimando atteggiamenti scimmieschi.

 

maurizio belpietro veronica gentili (1)

Che cosa volesse dire non è chiaro, anche perché non ho potuto decifrare il linguaggio animalesco. Bianca Berlinguer ha provato a ricondurlo alla ragione, chiedendogli di smetterla, ma senza riuscirvi e alla fine gli ha detto: lei non sarà più invitato in questa trasmissione. Io, per parte mia, capito con chi avevo a che fare, ho scandito che mai avrei consentito a un giornalista tedesco di impedire a me di parlare su una rete del servizio pubblico, ossia su una televisione pagata con le tasse degli italiani.

 

Occhio: non ho detto che un tedesco non ha diritto di parola, ma che non può toglierla a me. Chiunque avesse assistito alla scena, ovviamente chiederebbe al tizio di scusarsi per la protervia e la maleducazione. Chiunque tranne appunto Christian Rocca e Giuliano Ferrara, i quali hanno deciso di solidarizzare non con la persona a cui il presunto giornalista cercava di togliere la parola, ma con l' altro, ossia con quella personcina educata che, invitato in casa nostra, pretende di fare da padrone.

CHRISTIAN ROCCA

 

Ferrara lo si può capire: è addolorato di non avere più nessuno da adorare, in quanto ha affossato tutti quelli che ha adorato. E poi dentro Ferrara c' è un po' di Udo Gümpel. Anni fa, proprio come il crucco dell' altra sera, su La 7, cercò di impedire a Marco Travaglio di parlare. E dopo aver intimato a Enrico Mentana di togliere il microfono al direttore del Fatto, se ne andò indignato per non aver ottenuto di silenziare il collega. Ma oltre ai due simpatici giornalisti che stanno dalla parte del censore, ci sono altri che hanno fatto anche peggio.

 

giuliano ferrara

Tra questi l' ex presidente della Camera, Laura Boldrini. Siccome Gümpel, oltre a me, ha preso di mira Selvaggia Lucarelli, dedicandole l' hastag #faischifo perché ha scritto che il tedesco ha reso simpatico perfino me, la Madonna dei migranti ha rilanciato il #faischifo.

 

Lei, che si lamenta ogni giorno degli odiatori poi, per una semplice critica a un giornalista amico suo, condivide in rete il gentile slogan scagliato per di più contro una donna, la Lucarelli appunto, categoria che si vanta di difendere. Ma certo, perché quelli che non sono amici o si permettono una critica, fanno schifo e non hanno diritto di parola.

 

laura boldrini

Un altro che la pensa così, evidentemente, è il noto professor Roberto Burioni, uno che ha più boria che gloria. Lo scienziato applica al caso Gümpel la proprietà transitiva, solidarizzando con il tedesco perché La Verità lo odia.

 

Non Gümpel, ma proprio lui, cioè Burioni. Premesso che non ho mai incontrato in vita mia il medico, né gli ho mai dedicato una sola riga, non si capisce perché se La Verità odiasse Burioni, Udo debba essere considerato una mia vittima. È il metodo scientifico che applica il noto luminare per convincere la gente a vaccinarsi? Beh, allora si capisce perché aumenta il numero di quelli che preferiscono farne a meno.

 

Comunque, a proposito di vaccino, se ne esiste uno adatto a placare i bollenti spiriti, somministratelo all' hooligan tedesco. Il quale ieri, in preda a un' altra sceneggiata delle sue, ha detto che con le smorfie si è ispirato a Totò. Va bene Udo, abbiamo capito. Come diceva il principe De Curtis, oggi per fare colpo bisogna essere eccentrici e futili. Nel caso di Gümpel, a differenza di Totò, anche un po' ridicoli.

maurizio belpietro sulla terrazza dell atlante star hotel (2)

 

2 – LO PSICODRAMMA DELLA CLAQUE DI GUMPEL

Giorgio Gandola per “la Verità”

 

Il triangolo no. Come lo sciatore iraniano che alle olimpiadi centra tutti i pali dello slalom, in questa settimana televisiva non ci siamo risparmiati niente. Neppure il finale hardcore costituito da un abbraccio ben poco tenero tra il feldmaresciallo Udo Gümpel (brigata spread, nuova star della sinistra europeista), Nostra Signora dei migranti Laura Boldrini e la turboblogger Selvaggia Lucarelli.

 

udo gumpel maurizio belpietro 8

Scenario della rissa, il social backstage del programma Cartabianca dopo l' aggressione verbale del Gümpel medesimo a Maurizio Belpietro. A conferma della spontanea simpatia ispirata dall' opinionista tedesco in quell' occasione, ieri sul Fatto Quotidiano Lucarelli ha descritto così il suo triste show: «Gümpel parla come Laura Boldrini, ma con l' accento del gerarca nazista che scatena il cane lupo sulla giugulare del prigioniero.

 

Belpietro non ci sta». Il colorito commento non sfugge al corrispondente dell' emittente Rtl che su Twitter replica alla giornalista con la consueta e contagiosa bonomìa: «Complimenti, fa proprio schifo».

laura boldrini in piazza contro salvini e orban

 

La Boldrini, alla quale lo scioglimento di Leu ha evidentemente provocato uno straniamento mediatico, ci mette sopra un bel like, di quelli di solito usati dai dem per inchiodare gli altri alle proprie responsabilità. E ottiene un risultato dadaista: lei vestale del politicamente corretto, sempre in allarme contro il machismo di genere, plaude a un «fa proprio schifo», volgare commento sessista contro una donna. Il corto circuito è totale, la storia insegna che rincorrere certi tedeschi non è mai una buona idea.

 

udo gumpel maurizio belpietro 6

La giornata si era annunciata nervosa fin dall' alba, quando un Gümpel risvegliatosi vittima aveva postato su Facebook la sua lunare e piagnucolosa versione dei fatti: «Tutto ci sta, che Belpietro mi chiami agit prop della Merkel, che la Berlinguer non mi voglia più invitare nella sua trasmissione. C' è una sola cosa che non ci sta: che Belpietro mi attacchi in quanto tedesco, non come giornalista che dice una cosa sulla quale non è d' accordo.

Questo è becero nazionalismo antidemocratico, una vera discriminazione. E la seconda cosa in subordine che non va è che la conduttrice patteggi per l' esclusione del discriminato in base alla sua nazionalità».

 

roberto burioni da fabio fazio

Conclusione struggente, quasi gandhiana per provare a farci fessi una volta di più: «Per il bene dell' Italia, della sua libertà, spero che si svegli la cittadinanza civile».

Un tedesco discriminato ci mancava dai tempi di Franz Beckenbauer in campo con il braccio al collo. Girare le frittate è un' arte levantina, ma anche a Berlino possono impararla. Il video è ovunque in rete e per ristabilire l' equilibrio dei fatti è sufficiente guardarlo.

 

Con in primo piano la macchiettistica sceneggiata di un uomo che per impedire all' interlocutore di parlare si degrada a compiere moine da clown e poi passa direttamente agli insulti. Ben consapevole della regola numero uno delle risse televisive: se non riesci a demolire il ragionamento, demolisci il ragionatore.

 

udo gumpel maurizio belpietro 7

Bianca Berlinguer legge il lacrimevole post, dal quale traspare soprattutto lo scorno per il cartellino rosso televisivo, e replica con la determinazione di chi si è ritrovato in onda un ospite fuori controllo e non intende più vederlo neanche dipinto: «È indispensabile rispondere a due grandi inesattezze del post pubblicato da Gümpel sulla sua pagina Facebook.

 

La prima riguarda il mio presunto disinteresse per i dati sugli stranieri irregolari presenti nel nostro Paese. Sono dati che io per prima ricordo frequentemente perché segnalano una contraddizione profonda nelle politiche per l' immigrazione. Ho chiesto a Gümpel di non ripeterli una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette volte ossessivamente, mentre stava andando in onda un servizio sullo sgombero del centro Baobab a Roma, perché volevo che gli ospiti presenti cogliessero il senso di quel video per poi commentarlo. Riguardo all' insinuazione per la quale io lo avrei discriminato in quanto giornalista tedesco, la cosa si commenta da sola.

 

selvaggia lucarelli al mare

L' ho invitato più di una volta a Cartabianca e se nella puntata di martedì scorso ho dichiarato che non lo avrei più chiamato, è stato semplicemente perché il suo comportamento si è rivelato gravemente offensivo nei confronti non solo di Maurizio Belpietro ma anche della trasmissione, di chi la conduce e di chi la segue da casa».

Poiché la bellezza è negli occhi di chi guarda, la claque dell' opinionista tarantolato risulta variegata, addirittura asimmetrica.

 

Tutta gente con la patente, nel senso sordiano del termine. C' è una sinistra composta da happy few (consiglieri comunali, attivisti da tastiera, steward della Leopolda) che hanno indossato gli stivali e si esibiscono sui social nel passo dell' oca con sberleffi annessi dietro al tedesco di passaggio. C' è, come detto, Laura Boldrini in versione cattivista.

Bianca Berlinguer

 

C' è anche il plurivaccinato professor Roberto Burioni che ha trovato con Gümpel un' affinità elettiva e la esprime con Dante Alighieri: «La Verità mi odia inspiegabilmente ma tenacemente. Aver compagno a duol scema la pena». C' è poi Giuliano Ferrara che in un magico editoriale impressionista, sul Foglio rivolta la frittata e addita a responsabile dello scempio mediatico la figlia di Enrico Berlinguer. Sarebbe colpevole di «aver fatto sbertucciare Gümpel in nome della Nazione tutta da Maurice, il direttore, un beau o un bulldog della bergamasca in foia salvinocratica».

 

udo gumpel maurizio belpietro 9

E qui la cosa si fa molto seria perché confondere un bresciano di Palazzolo sull' Oglio con un bergamasco non è cazzeggio letterario, non è melassa mondialista, ma è una ferita che deprime due popoli fieri. E che neppure un quintale di casoncelli burro e salvia offerti sul confine potrebbe lenire.

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