BRUNETTA MEJO DI ALDO GRASSO - INCHIESTINA (CON SLIDE) SU FAZIO: “IN 60 PUNTATE, 20 OSPITI DE’ SINISTRA, UNA ROBA CHE NEMMENO IN BULGARIA”

Renato Brunetta per "Il Foglio"

I numeri sono meno delicati e un pochino più volgari di "Anima mia", ma Fabio Fazio, che peraltro è bravissimo a "far di conto", può controllare. Ecco le cifre di "Che tempo che fa", trasmissione di punta, giornalistica e di intrattenimento, di RaiTre.

In 60 puntate, dal 30 settembre 2012 allo scorso 26 maggio, i personaggi ospiti del programma sono così distribuiti: Partito democratico (inclusi due membri del governo Letta in quota Pd) 15. Sinistra ecologia e libertà (incluso il presidente della Camera) 3. Popolo della libertà (incluso un membro del governo Letta) 2 (due). Contando Cgil e Fiom (due) siamo 20 alla sinistra, 2 al Pdl. Questo senza contare per esempio Massimo Mucchetti, che al tempo era un giornalista "indipendente" e poi è diventato senatore del Pd, e Luigi Manconi, qualificato come sociologo e poi senatore Pd, e lasciando perdere per il momento gli intellettuali e gli uomini di spettacoli, pescati casualmente tutti nel Mar Rosso (ironia).

Qualche riflessione morale? Ci proviamo, anche se ci rendiamo conto di invadere il campo che la sinistra pretende essere sua proprietà privata. La prima: la trasmissione tivù, che innalza costantemente la bandiera della legalità e si proclama fortino della moralità dolce e specchiata, si dimostra in realtà il tempio della illegalità e della violazione di qualsiasi regola di civiltà democratica. "Che tempo che fa", condotta dal campione di incassi (personali) Fabio Fazio e che ha per autore Michele Serra, è un caso da manuale di sepolcro imbiancato.

L'illegalità non è un fatto marginale, tocca lo specifico del servizio pubblico il quale dovrebbe essere l'essenza della Rai, ed è normato da precise disposizioni che dovrebbero garantire la "par condicio", anche fuori dai periodi elettorali. Senza bisogno di bilancino, per carità, ma un minimo di pudore sarebbe pure il caso. Meno par condicio di così è impossibile. Va benissimo che il conduttore, gli autori e il cast al completo (da Luciana Littizzetto a Neri Marcorè a Massimo Gramellini) siano perfettamente omogeneizzati come un vasetto al Plasmon "de sinistra", ce ne facciamo una ragione. Ma che anche gli ospiti siano al 90 per cento circa parenti stretti di lor conduttori e autori, attori e cantautori, non si era mai visto neanche in Bulgaria.

Una coerenza mononota da far impallidire di invidia Lucia Annunziata che quanto a fazio-sità (si scusi la battuta, ma non siamo del livello di Michele Serra, siamo gente banale) pensava di essere una campionessa.

Guardiamo ora la schiera degli ospiti senza appartenenza politica dichiarata. Mettiamo in fila, anzi in colonna, gli italiani per ordine cronologico di presenza. Roberto Saviano, Stefano Benni, ri-Roberto Saviano, Eugenio Scalfari, Paolo Giordano, Giorgio Faletti, tri-Roberto Saviano, Massimo Mucchetti, Lilli Gruber, Ferruccio de Bortoli. Salvo errori, tra queste prime dieci presenze, tutte, tranne una (Faletti), sono di sinistra.

Ci piace notare come Michele Serra, che è un grandioso campione nello sport di battere i pugni sul petto degli altri, e si qualifica volentieri come moralista, sia qui un fenomenale interprete della violazione del minimo etico di una tivù del servizio pubblico. Piace qui ricordare questo suo aforisma: "Mi descrivo così: sono un giornalista dalla raffinata vena ironica. Sono anche autore televisivo di trasmissioni di successo. Un esempio? ‘Che tempo che fa'". La raffinata vena ironica c'è senz'altro, e siccome se l'è presa tutta lui, noi ci accontentiamo di un prosaico e santoriano vaffanbicchiere. Comodo fare lo spiritoso con il canone di quelli che poi prendi per i fondelli con i tuoi moraleggiamenti del birignao.


C'è un altro campione della compagnia di Fazio: siamo a Massimo Gramellini, vicedirettore della Stampa. La sua rubrica mattutina, che si chiama "Buongiorno", è quella che probabilmente ha ispirato il saluto di Papa Francesco alle udienze in mondovisione. Uno famoso. Il suo ritornello preferito è attaccare Berlusconi per il conflitto di interesse eccetera. Esempio preclaro la prima pagina del 25 aprile dove mette in bocca al Cavaliere questo programma di governo: "Niente conflitto di interessi, niente leggi contro la corruzione, niente che possa dare fastidio al sottoscritto e alle sue aziende".

Poi, a proposito della sua anima bella e immacolata, Gramellini è nel cast di una trasmissione dove il medesimo Fazio l'ha omaggiato di una pubblicità con un'intervista adorante che ha lanciato il suo romanzo (5 marzo 2012). (Il 17 febbraio del 2013 sarà lui a ricambiare intervistando Fazio e la Littizzetto sul loro successo a Sanremo, sempre a "Che tempo che fa"). Forse non è conflitto di interesse, ma senz'altro marchetta democratica. Il tempo che fa è roba loro, altro che servizio pubblico, e l'hanno fregato, con l'aria di fargli un piacere, a chi paga il canone. Buongiorno? Buonanotte...

 

INCHIESTA DI RENATO BRUNETTA SU CHE TEMPO CHE FA INCHIESTA DI RENATO BRUNETTA SU CHE TEMPO CHE FA INCHIESTA DI RENATO BRUNETTA SU CHE TEMPO CHE FA INCHIESTA DI RENATO BRUNETTA SU CHE TEMPO CHE FA INCHIESTA DI RENATO BRUNETTA SU CHE TEMPO CHE FA RENATO BRUNETTA DOCET FABIO FAZIO ENRICO LETTA CHE TEMPO CHE FA x ROBERTO BENIGNI OSPITE A CHE TEMPO CHE FA jpegFABIO FAZIO E MASSIMO GRAMELLINI A CHE TEMPO CHE FAGabanelli Milena Gabanelli da Fabio Fazio a Che tempo che fa FABIO FAZIO E LORENZO JOVANOTTI De Bortoli a che tempo che faBERSANI DA FABIO FAZIO NICHI VENDOLA DA FAZIO FABIO FAZIO EZIO MAURO

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