BUNGA E NON PIÙ BUNGA - LE DUE “PENTITE” DI ARCORE CHIEDONO 400MILA EURO - NOEMI LETIZIA SI SPOSA (I SUOCERI NON GRADISCONO)

1. LE PENTITE DEL BUNGA BUNGA CHIEDONO 400MILA EURO
Lorenzo Mottola per "Libero"

La dignità di due persone può valere 400mila euro, 200mila a testa. È questo il risarcimento chiesto da due delle "pentite" delle notti di Arcore - Ambra Battilana e Chiara Danese - testi chiave nel secondo filone del processo Ruby, quello che vede come imputati Nicole Minetti, Lele Mora e Emilio Fede. Le ragazze, hanno spiegato ieri i loro avvocati, sono state investite da uno tsunami mediatico che ha devastato la loro reputazione.

Sono state a mangiare da Silvio Berlusconi. Poi hanno raccontato di aver preso parte al bunga bunga, finendo così su tutti i giornali. Per questo ora vogliono un risarcimento da chi le ha invitate a quei banchetti. Da quando è iniziato il processo, ha spiegato uno dei legali durante la sua requisitoria, tutti danno loro delle «prostitute », sono state «emarginate dal mondo del lavoro». Duecentomila euro sarebbero la giusta compensazione per la «perdita di chance, il disagio e il patimento psico-fisico» subito.

Fede, Mora e Minetti devono pagare. L'avvocato della Danese, Stefano Castrale, ha paragonato la sua assistita alla "Chiara come l'alba" della canzone di Vasco Rossi. La giovane sarebbe stata sostanzialmente traviata dalla Minetti, che avrebbe indotto le altre ragazze a "lasciarsi andare" solo «per uno spirito di emulazione». È successo tutto per caso, insomma, e ora le giovani vogliono soldi.

Il destino della Battilana, peraltro, pare incrociarsi spesso con episodi di questo genere. Anni fa aveva presentato un esposto nei confronti di un commerciante d'auto 70enne con il quale, quando era minorenne, aveva avuto rapporti sessuali a pagamento. Rapporti, aveva sostenuto, non sempre consenzienti.

I magistrati, comunque, alla fine avevano scelto di archiviare tutto. Ieri in Tribunale era il giorno anche di Emilio Fede, che a sorpresa (aveva annunciato di poter smentire il 90% delle affermazioni dei pm) ha rinunciato alle sue dichiarazioni spontanee limitandosi a scrivere una lettera. L'ex direttore del Tg4 ha ribadito che ad Arcore «non ci furono rapporti sessuali né nudità» e tantomeno i famosi «balletti osceni», ovvero il cuore del bunga bunga.

«Di fronte a voi», ha detto il giornalista riferendosi alla dura requisitoria pronunciata nei giorni scorsi dai pm, «ci sono con tutti i loro diritti e doveri esseri umani che come tali non dovrebbero essere sottoposti a mortificazioni. Parlare di "assaggiatori", "scene orgiastiche" e "situazioni bacchiche" è un'aberrante descrizione della realtà ».

Parole che «offendono l'imputato che ha sempre e comunque il diritto costituzionale, articolo 27, alla presunzione di innocenza». Il momento più atteso, comunque, era quello della deposizione di Nicole Minetti. «Con Silvio era amore vero», ha confessato in aula l'ex consigliere regionale Pdl. «Berlusconi era felice di aiutarmi e Don Luigi Verzè avrebbe avuto piacere di avere un esponente dell'Istituto all'interno del Consiglio Regionale». Così è arrivata la candidatura che, ammette ora, «fu un errore».

Per il resto, «sono accusata con un teorema basato su un malcelato moralismo. Spero che il tribunale faccia giustizia, distinguendo tra giudizi morali e responsabilità penali». Per dare una risposta agli appelli della bella Nicole, tuttavia, ci vorrà ancora un po' di tempo. Il processo Ruby bis è stato aggiornato al prossimo 14 giugno. Il giudice Anna Maria Gatto ha comunicato alle parti che non è affatto detto che la sentenza arrivi in quella data. Il collegio sospenderà le sue attività per la pausa estiva il 19 luglio e non è escluso uno slittamento del verdetto a dopo le ferie.


2. SI SPOSA NOEMI, LA PRIMA PAPI GIRL
Da "Libero"

Fiori d'arancio per Noemi Letizia. Come rivela Oggi, la prima «papi girl» si starebbe infatti per sposare con il fidanzato, Vittorio Romano, da cui aspetta un bebè. La 22enne di Portici, finita alla ribalta per aver invitato al suo diciottesimo compleanno Silvio Berlusconi, vuole quindi sposarsi, ma vi sono alcuni ostacoli prima di giungere all'altare. La ragazza infatti non ha rapporti idilliaci con la facoltosa famiglia di lui. Romano inoltre è già stato sposato ed è in attesa di divorzio da Roberta Catenacci, sposata nel dicembre 2008 e dal quale si è separato 3 anni fa.

Vittorio Romano, ha 30 anni ed è figlio di un noto ingegnere: la sua famiglia appartiene alla buona borghesia di Posillipo. Vittorio e Noemi Letizia stanno insieme da circa due anni e vivono insieme a Mergellina, nel quartiere Chiaia di Napoli. Teatro delle nozze dovrebbe essere l'isola di Capri, dove la famiglia Romano possiede la villa Blue Grotte, con vista su Marina Grande, una delle ville più belle e spettacolari dell'isola Azzurra.

La festa sarà in grande stile, però assolutamente «riservata», con invitati selezionatissimi. Il testimone dello sposo dovrebbe essere secondo le prime indiscrezioni Luigi De Laurentiis, ex di Michelle Hunziker. Ma l'interrogativo è: parteciperà anche Berlusconi?

 

ambra battilana LANGUIDO SGUARDO DELLA MINETTI IN TRIBUNALE A MILANOAmbra Battilana e Chiara Danese Bunga Bunga con B Nonleggerlo fede fortemarmi CHIARA DANESE CON IL SUO AVV cd dc f a da c c d aa c ruby fede mora Verzenicole minetti per fruscio image article ajust NOEMI LETIZIA COMUNALI PORTICI vittorio romanonoemi letizia e vittorio romanovicky romano e valerio romano genitori di vittorioroberta catenacci

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…