BUSI E AUTO-ABUSI - LO SCRITTORE PUBBLICA LA SUA "BIOGRAFIA NON AUTORIZZATA": "VACCHE AMICHE" - "SE QUALCUNO SCRIVESSE LE COSE CHE IO SCRIVO SU DI ME, GLI MANDEREI UN KILLER, ALTRO CHE QUERELE"

Maurizio Bono per “la Repubblica

 

ALDO BUSI COME LA MEDUSA - OPERA DI GIOVANNA CARUSOALDO BUSI COME LA MEDUSA - OPERA DI GIOVANNA CARUSO

Impagabile Aldo Busi: mentre il gioco letterario dell’anno è il dibattito sulla virtù dello pseudonimo misterioso, lui licenzia (giovedì in libreria per Marsilio) la sua “autobiografia non autorizzata”, sottotitolo ben evidente in copertina delle 172 pagine di Vacche amiche: un calembour, dato che tre «vecchie amiche traditrici» sono il cuore del libro, ma più avanti anche una descrizione alla lettera, quando le vacche appaiono concretamente quadrupedi sui pascoli innevati dalle parti di Davos, Svizzera, «con quegli occhioni da sciantose perse» mentre «muggiscono vezzose e affrante alzando il muso verso il vischio delle conifere».

 

Preparando una delle conclusioni a suo modo più liete che lui abbia mai inventato per un romanzo, appena prima di un’alba che «dovrebbe essere qui a minuti e tutto è così seducente, tutto parla». A pagine appena chiuse il lettore sa che l’esistenza può prender voce solo grazie alla scrittura.

 

ALDO BUSI A LETTOALDO BUSI A LETTO

Dopo un’oretta che ne parliamo, Busi, in maglione pesante fatto a mano e sciarpona al collo malgrado la casa a Montichiari sia invasa dal sole di primavera, di Vacche amiche fa questa sintesi: «È un libro a lieto fine, utopico e allegro. Allegria in salita, però allegria. Il grande, alla fine è non dico trasformare il dramma in commedia o peggio in farsa, ma sdrammatizzare abbastanza da godere delle gioie che a volte ci sono. Esattamente come con i soldi: quelli che hai, goditeli! Bisogna perdere l’inclinazione al dolorismo». E torna in mente l’incipit folgorante e celebre del suo primo romanzo, Seminario sulla gioventù scritto quasi esattamente trent’anni fa: «Che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani? Niente...». In Vacche amiche c’è un’altra risposta? «Io al dolore per niente sono contrario».

 

Cominciamo dall’inizio: perché «biografia non autorizzata»?

«Perché se qualcuno scrivesse le cose che io scrivo su di me, gli manderei un killer, altro che querele. A rileggerle ne sono rimasto inorridito, ma dovevo farlo. Non è che io sia spinto dal dovere, è che quando scrivo divento terzo al mondo, e anche a me stesso. Non ho limiti, se non il senso della letteratura, cioè della forma. Per questo non accetto censure».

FOTORITRATTO DI ALDO BUSIFOTORITRATTO DI ALDO BUSI

 

Neppure da se stesso…

«Infatti l’autobiografia non l’ho mica autorizzata».

 

Dopo sette romanzi e sette libri di viaggio basati su esperienze reali, cos’altro svela, di sé?

«Tenevo molto a parlare delle cose che normalmente uno di se stesso non vuole dire. E non parlo di pudori, io non ne ho mai avuti. Della mia sessualità ho sempre scritto molto apertamente, e dato che uno scrittore vero non è mai autobiografico nemmeno quando lo è, di sesso ho scritto perfino più del “reale”, io pur di dire io sono sempre stato disposto persino a non fare. Magari però uno non vuol parlare del suo lato tenerone, o dei miei zii che in campagna hanno reso meno tragica la mia vita da bambino, perché andare da loro era un riposo dalle manate di mio padre e anche di mia madre e dei miei fratelli. Uno si dice ma no, sembro patetico, e invece perché devo sempre stare a parlare di piccola, media e alta borghesia, e non di quei meravigliosi contadini miei parenti?».

 

ALDO BUSI NELLA SUA CASA DI MONTICHIARIALDO BUSI NELLA SUA CASA DI MONTICHIARI

Di borghesi parla comunque, a proposito delle tre “vecchie amiche” tutte traditrici. A proposito, chi sono?

«Chi sono non lo dirò certo qui. Posso confermare che esistono e che sono tre donne apriori, grandi traditrici nate che riassumono tutto quello che ho vissuto con le donne. Io per almeno due di loro ho davvero vissuto, mi spiace doverlo ammettere perché probabilmente lo leggeranno. Ma è chiaro che nella vita reale non c’è una donna che dica cose crudeli ed esatte come la bellissima, ricca “puttana caraibica”, quelle delle tre che compare di più».

 

Nel libro c’è anche il personaggio del marito, un Oblomov alcolizzato, obeso e gottoso erede di diamanti sudafricani insanguinati...

«È lui, non l’autore, il personaggio più grande. Un rappresentante dei poteri forti che dimostra come quelli che nascono avendo tutto a disposizione siano i più disgraziati. È una tragedia superiore e guarda caso riguarda un uomo. Su di lui avrei potuto scrivere un romanzo intero. Non ho voluto».

Aldo Busi Aldo Busi

 

Poi c’è la vecchia amica che tradisce buttando via le lettere ricevute in vent’anni dall’autore, e l’altra che lo coinvolge in un progetto ossessivo di inseminazione artificiale. Il rovello principale resta l’amicizia impossibile...

«L’amicizia mi manca davvero. Parlo di affetto intellettuale, un affetto che non perdona: il vero amico ti deve dire quando sbagli, quando sei disonesto, quando sei stronzo. È il tuo avvocato del diavolo, non te ne fa passare una, non ti alliscia né tace dicendoti “bugie bianche”. Che poi ingrigiscono e diventano menzogne nere. È possibile costruire un’amicizia sulla menzogna? Sì, ma mi angoscia, perché io sono uno scrittore e scrivendo devo fare luce, e quando faccio luce incendio.

 

Aldo Busi Aldo Busi

Un’amica mi disse che ero incapace delle cose che riempiono la comunicazione quotidiana: la gelosia, la lite come pretesto per fare la pace. Lo chiamava mancanza di intimità e, interpretando, era come se dicesse che in me non c’era mistero. Ma evviva, no? Non ho sensi di colpa e senso del peccato, mi piacciono gli uomini (o meglio mi piacevano), sono un amico sincero e leale. Ma non ho pazienza con le trasgressioni, le perversioni, con chi si concede troppa debolezza. Dopo essere stato sempre parsimonioso, parco, vigile, non puoi metterti con un puttaniere, un drogato o un assessore regionale ».

 

C’è una conclusione, di questa riflessione?

ALDO BUSI ALL AUDITORIUM DI ROMA ALDO BUSI ALL AUDITORIUM DI ROMA

«C’è e spiega il collegamento con Seminario sulla gioventù . Quello era il libro dell’infanzia, della giovinezza, tutto teso alla ricerca di un incontro con l’altro da individuo a individuo, alla ricerca dell’amore, della sessualità e anche di appartenere a qualcosa e a qualcuno. Il Barbino del Seminario ha tanti incontri ma è selvatico, non si ferma e non lo ferma nessuno. Da lì, in trent’anni, si arriva a questo libro che fa una scoperta che mi pare importante anche per tutti gli altri che si sentono soli: sì, vabbè, non hai un amico, ma che importanza ha? Quello che è importante è avere una comunità non ostile. E che non sia ostile dobbiamo guadagnarcelo.

sbl69 aldo busisbl69 aldo busi

 

Certo, può esserti non ostile per paura, e magari se sei un delinquente ti piace. Ma dopo i sessant’anni a me pare una noia, si ha più bisogno di qualcuno che ti saluti con un sorriso. E della sensazione, guardando centinaia di punti stellati nel riquadro della finestra, che l’uomo è ancora agli albori. Mentre tra le dita della mano che scosta la tenda senti centinaia di punti ricamati da tua madre. Frutto di una concentrata disciplina, senza lamentarsi mai, che è anche quella della scrittura».

 

Ultimi Dagoreport

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...