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BUY-FERILLI, CI FATE UN SAFFO: “IL NOSTRO AMORE E’ UN ATTO POLITICO. MOSTRARE IN UN FILM LA VITA NORMALE DI UNA COPPIA LESBICA AIUTA A CANCELLARE STEREOTIPI E TABU’" - SABRINONA: "NELLA VITA REALE MAI AVUTE ESPERIENZE LESBO"

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Fabrizio Roncone per ‘’IO Donna’’ – Corriere della Sera"

 

Prima di tutto: “Io e lei” è un film bellissimo, che racconta la storia d’amore normale e forte di Federica (Margherita Buy) e Marina (Sabrina Ferilli), una coppia di donne mature e coscienti, autonome e pienamente accolte dalle rispettive famiglie nella loro dimensione omosessuale.

 

E poi: beh, poi è anche un film politico. Ma senza la politica unta e retorica di questo Paese, senza i gruppi di gay che sfilano chiedendo di ottenere i diritti riconosciuti a tutti gli altri italiani e senza le piazze piene di famigliole che certi diritti pretendono non siano concessi. Il film è invece pieno di una normalità profonda, struggente e tenera, che - come dice la regista Maria Sole Tognazzi - sbatte un po’ “con il noioso e spesso pericoloso atteggiamento omofobo di una parte dell’Italia”.

 

Le interviste doppie, di solito, funzionano meglio alla tivù che sulla carta. Ma se le intervistate sono la Buy e la Ferilli, la faccenda –come leggerete - cambia.

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Spunto di riflessione: ho scritto che affrontate un argomento delicato e sensibile, in Parlamento ci sono discussioni accese e che, per tutto questo, il film è anche pieno di politica…

 

Buy: “Sì, certo… E’ la storia di due donne ed è attraverso questa narrazione che proviamo a fornire delle risposte... Perciò non c’è dubbio che il nostro, in qualche modo, sia anche un atto politico nei confronti di un argomento molto attuale… del quale però spesso… ecco, del quale spesso di parla con logiche scontate, con stereotipi, quasi sempre immaginando senza sapere. Noi, al contrario, raccontiamo la vita quotidiana di questa coppia: la non eccezionalità della loro dimensione reale è la nostra chiave di lettura”.

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Ferilli: “Che poi, a pensarci bene, è un tema, più che un problema, quello dell’omosessualità. Il tabù è nelle nostre teste, nelle teste della gente. Nel film, come diceva Margherita, descriviamo la semplicità di atti, gesti, abitudini, litigi, allegrie… Proviamo a spiegare una realtà che a molti sembra speciale e che invece è semplice ai limiti della banalità. Se passa questo messaggio, passa anche ogni paura, ogni sospetto, ogni velo d’ombra può essere cancellato. E anche per il governo, che su questa materia promette di legiferare, tutto sarà più facile, ogni decisione presa dal Parlamento apparirà meno rivoluzionaria”.

 

Va detto che i maschi gay sono sempre più temuti e detestati, mentre per le donne c’è sempre stato un elemento di maggior indulgenza, come se l’amore saffico facesse meno spavento.

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Margherita (con sorriso ironico): “Eh…Intanto diciamo che molto dipende anche dall’aspetto strettamente sessuale, perché l’amore tra due donne è una cosa materialmente più lieve, più dolce… A questo, naturalmente, dobbiamo aggiungere che viviamo in un Paese dove le regole morali le detta l’uomo, il maschio, e sappiamo quanto l’amore saffico scateni le fantasie dei maschietti…

 

Quindi, se da un lato molti di loro si ostinano a negare certe pulsioni, condannando chi le prova, dall’altro è vero che dimostrano una maggiore indulgenza nei confronti dell’omossessualità femminile”.

Ferilli: “E’ un fatto culturale, pienamente culturale… lo dicevamo anche prima no?”.

 

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Nella vita di Federica e Marina, ad un certo punto, c’è una sorta di frattura con caratteri molto eterosessuali.

Ferilli: “Marina e Federica vengono da due famiglie parecchio diverse: una più popolana, l’altra di professionisti. Quella di Marina ha quasi una specie di soggezione nei confronti dell’architetto Federica.

 

Quella di Federica è invece una famiglia allargata, con l’ex marito, Ennio Fantastichini, che ha una seconda moglie e due bambini. Tutte e due le famiglie hanno però accolto la scelta d’amore di Marina e Federica. Il punto è che mentre Marina è sempre stata lesbica e non lo nasconde, Federica appare a tratti insicura e preferisce non esporsi…”.

 

Il padre della regista Maria Sole Tognazzi, Ugo, fu il memorabile protagonista di un altro film sull’omosessualità, “Il vizietto”, pura leggenda del cinema.

Buy: “Chiaro che Maria Sole, un filo di traccia, può darsi l’abbia tenuta anche nel nostro film… Ma quello è un film di un’altra stagione, con Tognazzi che era la massimo della notorietà, pieno di figli e gran conquistatore… Io e Sabrina siamo un’altra coppia. Anzi, se posso aggiungere un cosa, sul set la cosa straordinaria è stata la solidarietà e la complicità che ci siamo date durante la recitazione…”.

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Ferilli: “Confermo! Margherita si è rivelata una donna straordinaria e un’attrice magnifica.

 

Vorrei dire che questo è uno dei film più riusciti che io abbia fatto, tutto pervaso da una straordinaria grazia di fondo. Merito, oltreché di Maria Sole, anche di chi ha scritto con lei: Ivan Cotroneo e Francesca Marciano”.

 

L’ultima inevitabile domanda, Sabrina e Margherita, è questa: avete mai avuto esperienza saffiche nella vostra vita privata?

Buy (d’impeto e molto divertita): “Ah ah ah! La domanda riguarda soprattutto Sabrina, straordinario simbolo sexy… Per molti questo film sarà un trauma… Quanto a me, invece, no, zero: non avrete alcuna risposta a riguardo! E non insista, eh?... ”.

 

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Ferilli: “Io invece rispondo eccome: no no, mai avute esperienze lesbo, mai stata attirata dall’amore saffico…”.

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