C’È DA STROPICCIARSI GLI OCCHI A LEGGERE I GIORNALI SULL’ACCORDO SALARIALE. SE AUMENTA LA PRODUTTIVITÀ, LO STATO METTE A DISPOSIZIONE UN PAIO DI MILIARDI IN TERMINI DI MINOR TASSAZIONE SUL LAVORO. MA LA PRODUTTIVITÀ AZIENDALE A CHI GIOVA? ALLE DUE PARTI AZIENDALI. E PERCHÉ UNA MAGGIOR PRODUTTIVITÀ LA DEVE PAGARE LO STATO? È QUINDI UN PRINCIPIO ETICO CHE MERITA UNA DETASSAZIONE? COME FOSSE LA TUTELA DELLA SALUTE O DELLE LAVORATRICI MADRE? BENISSIMO, MA ALLORA È UNA SCELTA POLITICA. E ALLORA DICIAMOLO CHE QUELLO DI IERI È UN ACCORDO POLITICO, ANZICHÉ “BUTTARLA” IN POLITICA CON LA CGIL DELLA CAMUSSO CHE NON FIRMA

a cura di COLIN WARD e CRITICAL MESS

1 - TAYLORISMO ALLE VONGOLE...
C'è da stropicciarsi gli occhi a leggere i giornali sull'accordo salariale in materia di produttività. Come al solito, il problema su cui ci si concentra è se la Cgil firma o non firma (tendenzialmente, ormai è sempre la seconda). E domani, al massimo, qualcuno si chiederà quanti voti muove (e verso dove) quello che dovrebbe essere il sindacato con più iscritti. Insomma, tutto in politica e tutto in chiave ideologica. Ma non logica. Eppure basterebbe fermarsi ai titoli di prima pagina, come questo in prima pagina sul Corriere delle banche creditrici: "Accordo sui salari senza la Cgil. Meno tasse sul lavoro se aumenta la produttività".

Non è una sintesi da titolazione scorretta, ma è proprio così: se aumenta la produttività, lo Stato mette a disposizione un paio di miliardi in termini di minor tassazione sul lavoro. E' un'idea decisamente astuta: tu lavori di più (o vieni fatto lavorare meglio dalla tua azienda), e in cambio vedi più soldi netti in busta paga. L'azienda è contenta, tu sei contento e il governo sarà un po' meno impopolare. Anche 50 euro in più sul netto, possono spostare qualche milione di voti (poi magari il Comune ti aumenta la Tarsu, ma tu non colleghi).

Ma la produttività aziendale a chi giova? Alle due parti aziendali. E perché una maggior produttività la deve pagare lo Stato? L'aumento di produttività è quindi un principio etico che merita una detassazione? Come fosse la tutela della salute o delle lavoratrici madre? Benissimo, ma allora è una scelta politica. E allora diciamolo che quello di ieri è un accordo politico, anziché "buttarla" in politica con la Cgil o non la Cgil. E che i datori di lavoro, o i lavoratori fancazzisti di oggi, guadagneranno dei soldi in più a spese di tutto il resto della comunità.

2 - GOVERNARE CON IL TERRORE...
"Il rinvio sulla Grecia fa tremare l'eurozona. Soltanto lunedì la decisione per evitare il crac. Napolitano e Hollande uniti: ‘Atene non scivolerà fuori" (Corriere, p. 6). Ragionieri ed euroburocrati travestiti da banchieri, contro burocrati socialisti che non hanno mai lavorato in vita loro? Poi passa la Stampa e stende un tappeto di bava: "Napolitano-Hollande uniti per l'integrazione" (p. 8).

3 - NON FA SOSTA LA SUPPOSTA...
"Statali ma precari. Entro fine anno posti a rischio per 80 mila persone" (Corriere, p. 11). Sindacati in allarme. Sindacati dei precari, che avevate capito?

4 - CHE FAI, MI CACCI?...
Ma chi comanda, chi ha i soldi e chi ha i voti nel Pdl? Il Banana sotto eterno ricatto delle zoccole, o il suo ex assistente scappato dalla Sicilia di suo papà notabile Diccì? La prima che hai detto. "Primarie Pdl, nuovo match Berlusconi-Alfano. Il segretario resiste, però la data slitta a gennaio. Cinque ex fedelissimi se ne vanno. Ma per il Cavaliere è tutto finito: ‘Non si fanno neppure tra 2 mesi. Serve un altro partito'. E Angelino minaccia le dimissioni" (Repubblica, p. 9, bei pezzi di Bei e Buzzanca il terzo).

5 - CHE FAI, MI CACCI?/2...
Preoccupatissima la Stampa dei Lingotti in fuga, visto che per Marpionne Monti va appoggiato in ogni modo: "Bersani, messaggio a Monti. ‘Meglio che non si candidi" (p. 1). Il prossimo avvertimento del temibile Culatello è uno stinco di maiale sul letto della casa in affitto a Silva Plana.

6 - LA STANGATA A SEGRATE (o il colpo dell'anno?)...
Truffa, truffa, falsità, direbbe Loche De Bortoli. "Nella chiavetta non c'era niente. Nuovi dubbi sul sequestro di Spinelli. E intanto il capobanda ci ripensa e parla ai pm: secretato l'interrogatorio. Offerta in cambio di 35 milioni, avrebbe dovuto contenere audio e video utili a Berlusconi sul lodo Mondadori".

Sul Corriere, Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella riferiscono il particolare che, se fosse confermato, porterebbe lo Spinelli-gate direttamente a Cinecittà (p. 23). Il che, obiettivamente, è un po' la naturale aspirazione del Banana. Manca solo un'intervista di il presidente di Medusa Carlo Rossella che dica: "Ok, compro la sceneggiatura, ma chiudete questa inchiesta rapidamente che se no si avvelena la campagna elettorale".

Sugli altri giornali, invece, tiene banco la caccia all'ideatore del sequestro-ricatto. Sulla Stampa, Paolo Colonnello studia bene gli orari e la mappa delle celle telefoniche, contenuti nell'ordinanza d'arresto. E fa due più due con il bizzarro comportamento del capo-banda, che non parla con il gip ma si apre un po' con il "cattivissimo" pm Bokassa.

"Sequestro Spinelli. Ora è caccia al settimo uomo. I capibanda a Segrate nelle prime fasi del rapimento. Hanno incontrato la persona che aveva in mano i dvd. Mentre i complici erano già nella casa di Bresso i due si trovavano presso gli uffici del ragioniere" (Stampa, p. 12). Carlo Rossella ha sicuramente un buon alibi: il presidente di Medusa a quell'ora è già a letto con le fette di cetriolo sugli occhi e le mani e i denti lavati per la centosettesima volta del giorno. Sul Messaggero, Claudia Guasco spiega che i due uomini che la notte facevano la posta sotto l'ufficio di Spinelli "aspettavano la talpa oppure il mandante" e che questa "è la pista degli investigatori" (p. 10).

Bella, sempre sul Messaggero, l'intercettazione sulla valigia di soldi nella botola. Il Cetriolo Quotidiano, un po' a sorpresa, si tiene basso e preferisce concentrarsi su Lusi: "Ecco tutti i bonifici di Lusi: al Cfs di Rutelli 1,1 milioni" (p. 3). Come se tutti sapessimo che cosa sia il "Cfs". Si tratta del "Centro Futuro Sostenibile", spiegano subito in seconda riga Marco Lillo e Valeria Pacelli. Roba grossa, sto ‘Cfs. Il problema di Rutelli secondo i cetriolanti? Sono 330 mila euro in più di quanto si sapesse finora. Ah, però. Forse era meglio dedicarsi tutti alla Stangata di Segrate.

7 - SBIRRI IMPRODUTTIVI...
Guerra tra poveri di portafogli e poveri di spirito al cuore dello Stato: "Poliziotti contro il Viminale: ‘Sabato tutti in ferie'. I sindacati: il ministero non ci tutela, obiezione di coscienza per i cortei di Cobas e Casa Pound" (Repubblica, p. 19). Nel senso che alcuni poliziotti sfileranno pacificamente al secondo corteo. Appunto per la prefettessa-capo e i suoi prefettini: Riconsiderare produttività della Celere. Legare i buoni benzina per i mezzi al rapporto manganello/numero di echimosi accertate.

8 - LAMPI DI DEMOCRAZIA NEI GIORNALI...
Minaccia di sciopero dei giornalisti contro la legge sulla diffamazione. Visto che non si tratta di astenersi dal lavoro per bieche rivendicazioni produttive, o peggio, contro il padrone, grande spazio su tutti i giornali.

9 - FREE MARCHETT AMARISSIMA...
Corriere delle professioni liberali: "La nuova vita dell'amaro Averna. Soci e debutto in Piazza Affari. Mandato a Vitale e associati per la ricerca di investitori" (p. 31). Ok, riassunta rozzamente: alla famiglia Averna servono soldi e sono pronti a spenderne molti in consulenti e mediatori bancari per poi guadagnarne di più. Anche questa è "maggiore produttività". Dei soldi.

Per liberarvi di noi, ma anche no: colinward@autistici.org

 

 

Susanna Camusso Giorgio Napolitano ANNA MARIA CANCELLIERI ROBERTO NAPOLETANO GIORGIO NAPOLITANO FRANCOIS HOLLANDE SILVIO BERLUSCONI E DIETRO LA SCRITTA TASSE jpegALFANO E BERSANI ALFANO, BERSANI, E MONTI A CERNOBBIOMARIO MONTI E IL CALICE DI VINO SERGIO MARCHIONNE FERRUCCIO DE BORTOLI

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: LA MINORANZA INTERNA E LA STESSA MARINA BERLUSCONI VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO LETIZIA MORATTI O MASSIMILIANO SALINI - E TAJANI? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI. L'EX MONARCHICO CIOCIARO SI SBATTE PER UN POSTO PER LA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…