la capria

IMPEGNO? MADDECHE'! - DUDU’ LA CAPRIA: “MORAVIA PENSAVA SOLO A SE STESSO E ALLE VENDITE - PASOLINI IDEOLOGICO . PARISE QUANDO SENTIVA PARLARE DI IDEOLOGIA E IMPEGNO RISPONDEVA: “NON ME NE INTENDO”. E PER ME UNO SCRITTORE DOVREBBE SEMPRE RISPONDERE COSI'"

Luigi Mascheroni per “il Giornale”

LA CAPRIALA CAPRIA

 

Dalla terrazza, all' ultimo piano di uno splendido palazzo di piazza Grazioli, si vede la grande bellezza di Roma. E l' uomo sulla terrazza accanto a me, dall' alto dei suoi 93 anni e delle sue amicizie, ha visto un bellissimo pezzo di '900. Dicono che il protagonista della Grande bellezza - un giornalista con alle spalle un importante debutto letterario, napoletano trasferitosi nella capitale, dandy e indolente con una splendida terrazza su Roma - sia lui. «Lo dicono, lo dicono...».
 

Dicono che Raffaele La Capria sia il più grande scrittore che abbiamo oggi.
«Ehee... Uno scrittore che non scrive più. Ho smesso».
 

moravia pasolinimoravia pasolini

Ha appena pubblicato Ai dolci amici addio (nottetempo), una raccolta di ritratti di scrittori coi quali ha diviso la sua vita.
«Erano perlopiù pezzi sparsi in vecchi libri, riviste e giornali... Li ho rimessi insieme e riguardati. Per guardarmi indietro e non scordare gli amici di ieri senza i quali non sarei quello che sono oggi».
 

 

LA CAPRIALA CAPRIA

Ieri La Capria era un brillante scrittore che debuttò nel 1952 con un romanzo importante, Un giorno d' impazienza, che poi vinse lo Strega con Ferito a morte, poi lavorò nel cinema, nei giornali, nell' editoria...
«L' editoria non la frequento più, è presa da una smania di produrre sempre cose nuove, sempre più velocemente, sempre più libri, mentre non legge più nessuno, o peggio si leggono cose che valgono ben poco... Mentre i miei libri se li sono dimenticati. Sono diventato un Meridiano... eccolo lì, nella libreria. Chi li legge i Meridiani oggi?».

Oggi chi è La Capria?
«Un vecchio che nessuno legge più e che non si ricorda neppure di aver vinto lo Strega, me lo stanno ricordando gli amici perché tra poco si vota...».
 

MORAVIAMORAVIA

Lei allo Strega quest' anno ha presentato Edoardo Albinati con La scuola cattolica.
«È un romanzo in cui si vede la laboriosità dello scrittore. A qualsiasi pagina lo apri, trovi la stessa esattezza di linguaggio, la stessa accuratezza di osservazione. È un libro che mantiene uno stile sempre alla medesima altezza... Ogni tanto si pubblica ancora qualche libro buono, in mezzo a tanti non-libri».
 

roberto d agostino  marisa laurito e raffaele la capriaroberto d agostino marisa laurito e raffaele la capria

Lei un paio di anni fa ha elegantemente ironizzato sugli scrittori «alieni», cioè giornalisti-scrittori, sportivi-scrittori, cantanti-scrittori, tutti rispettabili nella loro professione, ma che hanno nulla a che fare con la letteratura.
«Una volta c' erano editori che erano uomini con i quali ti confrontavi, parlavi, ti facevano cambiare idea, ti davano consigli. Oggi ci sono editori che sono fabbriche, e sfornano ciò che vende di più. E solo raramente sono libri che valgono».

Eccezioni?
«Tra gli editori, oggi, Roberto Calasso. Tra gli scrittori oltre ad Albinati mi vengono in mente Affinati, la Rasy... Ultimamente leggo poco i contemporanei, ma mi sembra che se pure c' è un buon livello medio di giovani avanzati, non ci sono più i grandissimi romanzieri e i grandissimi scrittori di un tempo...».

Perché distingue romanzieri e scrittori?
«Il romanziere crea un racconto, con dei personaggi che hanno una loro psicologia, con una storia che ha un andamento, con un principio, una curva, una fine. Lo scrittore è uno che sa scrivere bene le proprie idee, ma non crea personaggi o storie precise. C' è una bella differenza. Tutta la letteratura italiana è così: di qui i romanzieri, di lì gli scrittori».

Lei è romanziere o scrittore?
«Io non sono un grande romanziere, ma credo di essere uno buono scrittore».
 

LA CAPRIA COVERLA CAPRIA COVERMORAVIA MORANTEMORAVIA MORANTE

E chi apprezza di più, i romanzieri o gli scrittori.
«Ovviamente amo di più ciò che non sono».

Nomi di grandi romanzieri?
«Moravia, Brancati, Piovene...».

E di scrittori?
«Savinio, Flaiano - che non inventa storie, ma scrive meglio di tutti - ma anche Pasolini, e Parise soprattutto...».
 

PARISEPARISE

In Ai dolci amici addio dice che i Sillabari è una delle opere maggiori del '900 italiano.
«Parise è uno dei pochissimi che sa muoversi sul filo del rasoio del cuore: è facilissimo cadere nella banalità quando si toccano i sentimenti. Ma se riesci a stare in piedi, come sa fare Parise, allora sei fantastico. È molto più facile camminare sulla corda dello stile che sulla corda del cuore».

E lo stile nella scrittura quanto vale?
«Se scaturisce dall' interiorità, se nasce dalla pagina stessa, se è frutto di un lavorio di elaborazione intellettuale, è essenziale. Se è una forma applicata sopra la scrittura, come una mano di vernice, è inutile».

E lo stile nella vita?
«L' importante è che non sia narcisismo. Il vero stile è quello un po' fintamente trascurato, come la scrittura. Saper vivere bene è un' arte».
Bisogna anche essere nel posto giusto, al momento giusto. Lei scrive che negli anni '60, quando lavorava in Rai, in via del Babuino, le bastava scendere una rampa di scale e dall' ufficio entrava nella Dolce vita.

raffaele la capriaraffaele la capria

«È stata la stagione più bella della mia vita, e forse dell' Italia. Di certo di Roma».

Che rapporto c' è tra quella Roma e questa che è in ballottaggio oggi?
«Nessuno. Quella di ieri era una Roma che si riconosceva ai tavolini di piazza del Popolo, al centro del dibattito culturale del momento, nella politica come nel cinema o nella letteratura. Oggi non c' è più un luogo in cui puoi capire lo stato intellettuale di una città o di un Paese».

Che Roma vede oggi?
«Vedo una Roma orientale, dove i giorni trascorrono stanchi, sempre uguali, senza lampi. O almeno, così pare a me, da qui dentro, oggi».
Ieri, lì fuori, li ha incontrati tutti, gli intellettuali di quell' epoca. Ci racconti i suoi «dolci amici» ai quali, a uno a uno, ha detto addio. 

Anna Maria OrteseAnna Maria Ortese

«Di chi vuole sapere?».

Lei era legatissimo a Moravia, come lo ricorda?
«Un fratello maggiore. Non ti faceva mai sentire che lui era Moravia e tu nessuno. Si metteva sempre alla pari, molto democratico...».
 

Molto famoso, molto «impegnato»...
«Per niente. Pensava solo a se stesso e al proprio successo economico, guardava alle vendite, alle cose pratiche. Era molto romano».
 

raffaele la capria saluta renzo arboreraffaele la capria saluta renzo arbore

Pasolini sì che era impegnato.
«Era ideologico, è diverso».

Parise?
«Parise era uno che quando sentiva parlare di impegno e ideologia rispondeva: Non me ne intendo. E per me uno scrittore dovrebbe sempre rispondere così».

E Elsa Morante?
«Ehh... Poteva anche essere cattiva in certi momenti. Ma era un essere umano estremo. Non eludeva nulla, prendeva sempre tutti i suoi rischi, non si riappacificava con niente».

Valentino Bompiani?
«L' editore perfetto. Lui ha scritto il suo libro più bello pubblicando i libri dei suoi autori».
 

Anna Maria Ortese.
«Intransigente. Forse troppo».

 

garboli elsa morante 1garboli elsa morante 1

Cesare Garboli.
«Un grandissimo intellettuale. Me lo raffiguro come uno di quei gentiluomini ritratti dai pittori del '500, in cui si vede lo stiletto infilato nella cintura. Ma lui aveva la penna».

E La Capria, come vuole essere ricordato?
«Per quello che sono. Uno che faceva il suo lavoro e che sapeva usare, nella vita e nei libri, il senso comune. Cioè un modo di vedere e affrontare le cose senza pregiudizi. E chissà, una certa intelligenza».

 

raffaele la capria (2)raffaele la capria (2)francesco piccolo con edoardo albinatifrancesco piccolo con edoardo albinatiraffaele e alexandra la capriaraffaele e alexandra la capriaLA CAPRIALA CAPRIA

Ultimi Dagoreport

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….