L’ARTE LA METTEVA DA PARTE - A CASA DEL MONSIGNOR SCARANO-ANO-ANO C’ERANO TELE DI VAN GOGH E DE CHIRICO (DI CUI DENUNCIO’ IL FURTO UN ANNO FA) - IL GIP: “SCARANO E’ UNA PERSONA INQUIETANTE” - LE TELEFONATE QUOTIDIANE ALL’INDOVINO

Fulvio Bufi e Fiorenza Sarzanini per ‘Il Corriere della Sera'

Per comprendere la personalità di monsignor Nunzio Scarano bisogna guardare l'elenco dei beni sequestrati ieri. Oppure la lista delle persone con le quali l'alto prelato amava trascorrere il tempo. Perché la sua passione per la bella vita e per gli oggetti preziosi è uno degli elementi che ha convinto il giudice di Salerno Dolores Zarone a ordinare un nuovo arresto dell'ex responsabile dell'Apsa, l'amministrazione del Patrimonio della Santa Sede, per riciclaggio e falso in atto pubblico. Accusato di aver «ripulito» grazie a passaggi sui suoi conti correnti aperti presso lo Ior oltre sei milioni di euro.

LE TELECAMERE ABUSIVE
«Una persona inquietante», lo definisce il gip nell'ordinanza e poi aggiunge: «Alto prelato e formale uomo di chiesa del Vaticano eppure soggetto dedito alla vita mondana, in grado di ricorrere a ingannevoli e spregiudicati artifizi per non figurare nelle operazioni finanziarie; in grado di corrompere un alto funzionario del governo per aiutare i D'Amico (gli armatori suoi amici, ndr) a rimpatriare 20 milioni di euro; in grado di distribuire, i generi alimentari ricevuti per scopi caritatevoli, tra amici e parenti;

legato da strane e particolari amicizie con uomini con cui sistematicamente si accompagna, con il sacerdote Luigi Noli (suo convivente e anche lui mandato ai domiciliari, ndr) che si dichiara un tutt'uno con lui; in grado di coinvolgere in un'operazione di false donazioni circa 60 soggetti tutti compiacenti, tutti pronti a soddisfare le sue richieste; in grado addirittura di far predisporre, su richiesta di Paolo D'Amico, telecamere e apparati all'interno degli uffici della società D'Amico Navigazioni spa per registrare abusivamente le conversazioni di Cesare D'Amico e del suo factotum Carlo Lomartire».

VAN GOGH E DE CHIRICO
E ancora: «È allarmante che illeciti di così grave portata, che l'artificio e l'inganno che li sorreggono, vengano perpetrati da un alto prelato del Vaticano, da un uomo di Chiesa, il cui agire nella società è o dovrebbe essere, per insegnamento della stessa Chiesa di Roma, ispirato ai valori dell'onestà, della verità, dell'umiltà, della povertà».

Il 31 gennaio dello scorso anno, Scarano aveva denunciato di aver subito un furto nella sua casa di Salerno. La lista degli oggetti rubati rende bene l'idea di quale fosse la sua passione: «Circa 20 quadri di Guttuso, De Chirico, un calco del crocifisso dell'altare di San Pietro, una pergamena ad olio, argenteria e posateria varia del valore di svariati milioni di euro». Quell'irruzione nell'appartamento rimane misteriosa. Ma non sembra aver intaccato l'intero patrimonio del monsignore, che comprende anche sei tele originali di Vincent Van Gogh.

Durante l'interrogatorio dell'11 giugno scorso, al momento di giustificare il possesso dei beni, Scarano «esibisce una certificazione di donazione datata 8 dicembre 2011 sottoscritta da Maria Cristina D'Amico in cui è scritto che, in occasione dell'ordinazione sacerdotale, lo zio Antonio D'Amico regalava a Scarano un crocifisso del Bernini, ella personalmente un servizio di caffè, i cugini posateria e sottopiatti di argento; dopo la morte di zio Antonio, Cesare e Paolo gli anno regalato un quadro caravaggesco; ella ancora gli regalava due quadri di La Bella ed uno di Tafuri; alla morte di zio Antonio gli sono stati consegnati, tra i beni del defunto, quadri di Tafuri, tappeti orientali, argenteria mentre ella provvede a donargli spontaneamente circa 40mila euro annui».

CASE E GARAGE
E poi ci sono gli immobili, le proprietà che risulta aver comprato negli ultimi anni, anche affidandosi a prestanome che simulavano finte donazioni per consentirgli di estinguere il mutuo. Evidenzia il giudice: «Il reddito dichiarato da Scarano negli anni di imposta correnti dal 2007 al 2011 è oscillato tra i 6 mila e gli 8 mila euro cui va aggiunta la diaria di 30mila euro annue percepita dal Vaticano.

A fronte di tali modesti redditi il prelato risulta: titolare del 99 per cento del capitale sociale della società immobiliare "Nuen srl"; titolare di un terzo del capitale sociale della immobiliare "Effegi Gnm srl; fino al 5 agosto 2010 è stato titolare di quote della società "Prima Luce" srl; nei confronti di tale società risulta vantare il credito di € 483.341,40 di non chiara provenienza, credito che il 2 ottobre 2012 trasferisce alla "Nuen" srl;

risulta proprietario di un appartamento in via Tanagro 20 di Salerno; di un box in via Sant'Eremita 30 di Salerno; dell'unità immobiliare di via R. Guama 5 di Salerno, di diverse centinaia di metri quadrati e di un locale deposito del valore complessivo di € 1.155.000,00; di un locale adibito ad autorimessa sito in Piazza Sedile di Porta Rotese 12 di Salerno; ha la disponibilità di numerosi conti correnti e rapporti finanziari; è titolare di 12 appartamenti a Paestum che intende vendere per investire nell'opera pubblica del Crescent».

LA HUNZIKER E IL PRINCIPE
Proprio per delineare la personalità del sacerdote è stato interrogato il suo amico Landi Magno. Così il giudice sintetizza il suo verbale: «Il testimone ha dichiarato di ignorare la provenienza delle enormi disponibilità economiche dello Scarano, di sapere che egli amministra i beni della Santa Sede presso lo Ior e che può vantare crediti illimitati in ragione del diritto che ha di poter accedere alle stanze del Papa; di sapere che è molto legato agli armatori D'Amico, che frequenta numerose personalità tra cui la cognata di Gianni Agnelli, la principessa Frescobaldi e molti personaggi dello spettacolo e della televisione tra cui Michelle Hunziker;

che il monsignore sembra avere una doppia personalità perché quando celebra Messa o è nella funzione di religioso sembra mite e umile mentre quando si sveste è ben vestito, abbronzato, diviene amante della vita mondana e si accompagna a personaggi noti quali il Principe di Monaco». Non solo.

Secondo quanto accertato dalle indagini affidate alla Guardia di Finanza «Scarano parla spesso al telefono anche con tale Emilio Zanotti che sarebbe una sorta di indovino con il quale il prelato si confronta quotidianamente, anche per più volte al giorno, rendendolo partecipe del suo stato d'animo di particolare preoccupazione per le indagini in corso e richiedendogli di continuo rassicurazioni al riguardo».

 

 

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